Se siete stati molto fortunati (e veloci nel prenotare il posto) il 18 luglio eravate alla Royal Albert Hall. Se invece non avete fatto parte di quei 5.000 e spiccioli in sala, e comunque trattenendovi a sufficienza sul territorio britannico, avete almeno avuto la magra consolazione di vedere e ascoltare le due ore di concerto su BBC 4 (o in streaming sul relativo iPlayer), rammaricandovi - come noi - di non essere stati live. Per tutti gli altri, appassionati italiani compresi, ci dovrebbe essere l'ancora di salvataggio di YouTube, anche se parziale.
Dopo il preambolo quasi inutile si passa doverosamente alla musica: tratteniamo l'impulso di scrivere la parola con la M maiuscola e i confronti con altri generi e musicisti, che comunque da qui potranno mai passare. Forse entrare in uno dei bar disseminati nella struttura londinese, atta a ospitare il meglio del meglio, "autoctono" o meno, si sia mai cimentato con uno strumento. Con un pubblico totalmente variegato ma abituato al totale rispetto degli esecutori, che attende la conclusione di ogni ultima nota, anche prima di respirare. Poi logicamente si applaude.
Di fronte al nostro sguardo la BBC Concert Orchestra, guidata per l'occasione dal direttore canadese Robert Ames. In alto sovrasta, aggiungendo ulteriore valore, La Voce di Giove, così viene comunemente chiamato l'imponente organo a canne della Royal Albert Hall, il secondo più grande d'Inghilterra. Ci facciamo condizionare dalla "fazite" e in assenza del Commissario Montalbano e dei suoi strali, riportiamo direttamente da Wikipedia: l'organo ha 9.999 canne, 147 registri e pesa 150 tonnellate. Fu costruito nel 1871 da Henry Willis e restaurato nel 2004 da Mander Organs. A questo punto, anche per rintuzzare gli insulti di chi finora ha pazientemente letto, passiamo veramente alla musica.
E che musica! Visto che il concerto viene aperto da Fanfare for the Common Man degli Emerson, Lake e Palmer. E alla batteria c'è veramente Carl Palmer. Fingiamo stupore, lo sapevamo già, lo abbiamo letto, ma vederlo accomodato sul seggiolino a spingere come un ventenne sulle pelli ci comunica subito la bella sensazione che stiamo assistendo a qualcosa di veramente speciale. L'applauso fragoroso è più che ovvio.
Cambiamo di poco, il livello è lo stesso, peccato solo non ci siano i diretti interessati, e la intro di I Know What I Like (In Your Wardrobe) ci porta nel visionario mondo dei Genesis. Torneranno poi, verso la fine, con Entangled (così non si fa torto a nessuno dei due cantanti). E poi Renessaince, Moody Blues, Soft Machine e per Refugees dei Van Der Graaf Generator arriva sul palco lo stesso Peter Hammill. L'accoglienza è la stessa riservata a Palmer.
Quando non ci sono i "legittimi proprietari", c'è un avvicendamento di artisti - contemporanei - sul palco, qualcuno migliore di altri, ma comunque tutti all'altezza del compito - non semplice - per il quale sono stati chiamati. Suggelli per tutte le performance gli arrangiamenti e relative orchestrazioni, che riescono a offrire ancora più ricchezza a composizioni già ricche del loro e che sembrano volersi avviare all'eternità, per quanto sono ancora fresche e godibili. Stiamo esagerando? No. Tubular Bells, Court of the Crimson King e Crime of the Century sono i tre "brani" che continueremmo a sentire e sentire. Solo questi varrebbero l'acquisto della registrazione, se mai sarà disponibile.
Il concerto finisce con il ritorno sul palco di Palmer e la certezza che il progressive non a caso continua ad avere l'attenzione del pubblico, non solo di quello adulto che, presumibilmente è cresciuto con questo genere musicale. Molti dei brani che abbiamo ascoltato, la stragrande maggioranza, hanno già oltrepassato il mezzo secolo e conservano intatte tutte le sfumature per le quali sono passati alla storia. Quanti sono i sanremesi o talentuosi che possono dire altrettanto? Avevamo promesso a noi stessi di evitare la polemica, ma sappiamo che ci mentiamo facilmente.
Setlist: Fanfare for the Common Man (ELP) , I Know What I Like (In Your Wardrobe) (Genesis), Northern Lights (Renessaince), Nights in White Satin (The Moody Blues), Out-Bloody-Rageous Pt 1 (Soft Machine), Refugees (Van Der Graaf Generator), And You And I (Yes), Tubular Bells Pt 1 (Mike Oldfield), Karn Evil 9: First Impression, Part 2 (ELP), Sylvia (Focus), Komfo (Osibisa), Peaches en Regalia (Frank Zappa), 21st Century Schizoid Man - I Talk To The Wind - Court of the Crimson King (King Crimson), Entangled (Genesis), On Reflection (Gentle Giant), Maker of Islands (The Incredible String Band), Great Gig In the Sky (Pink Floyd), Crime of the Century (Supertramp), The Great Gate of Kiev (ELP). Performer: Guy Garvey, Vanessa Haynes, Gruff Rhys, The Staves, Jane Weaver. Presentatore: Stuart Maconie. Orchestra: BBC Concerto Orchestra. Direttore: Robert Ames. Special Guest: Peter Hamill, Carl Palmer.







