Simone Cristicchi: Abbi cura di me (recensione)

Grandissima serietà culturale e artistica, la definizione è di Paolo Dal Bon, noi la condividiamo pienamente

Simone Cristicchi
m&s - Simone Cristicchi

Non è sicuramente un artista oppresso dalla necessità di pubblicare un disco l'anno, visto che la sua discografia comprende, finora, 4 album in studio (dal 2005 al 2013) e la colonna sonora del film "Cose dell'altro mondo" di Francesco Patierno (2011), una divertente, amara (e meno convincente) rivisitazione all'italiana di "Un giorno senza messicani" (2004, di Sergio Arau). Messo momentaneamente in pausa (sarebbe un delitto non farlo vedere a chiunque!) il suo ultimo spettacolo teatrale (Manuale di volo per uomo), Simone Cristicchi si sta dedicando alla musica, programmando una corposa sequenza di live non solo estivi, aiutato in questo dalla recente pubblicazione di "Abbi cura di me", una raccolta che abbraccia tutto il passato, con due nuovi brani: la hit che da anche il titolo al disco (e con la quale ha partecipato al Festival di Sanremo) e "Lo chiederemo agli alberi".

In totale 21 brani che permettono di tracciare una linea che abbraccia 15 anni e aiuta a conoscere meglio e forse anche capire il motivo per cui ogni apparizione di Cristicchi riesca a terminare con una standing ovation da parte del pubblico. Il percorso musicale del cantautore romano è sicuramente composito, fatto di grande elettricità ("Genova brucia"), alternata a delicatezza ("Abbi cura di me"), piccoli racconti melanconici come "Studentessa universitaria" (peccato manchi il sequel "Laureata precaria" del 2007), espressioni di grande intensità sociale ("Ti regalerò una rosa"), divertenti e inusuali favole,  morbide ("Cellulare e carta sim") e ritmate ("La vita all'incontrario"). Potremmo sicuramente continuare, ma rischieremmo di annoiare, quindi ci limitiamo a scrivere che in nessuna canzone si fa uso di ripetizioni e banalità, anzi. In versione cantautore Cristicchi ha il raro pregio, che appartiene ai grandi autori, di riuscire a raccontare una storia completa, a prescindere dal mezzo utilizzato. Testi concentrati e perfettamente costruiti, a cui non resta che aggiungere musica e, ma solo se serve, rivedere la metrica e aggiustare le rime (ma non troverete "cuore" e "amore" in ordinata sequenza).

Anche musicalmente i brani mostrano una vitalità e freschezza che pochi hanno. Simone Cristicchi nei concerti imbraccia molto volentieri la chitarra acustica, ma esplora strade elettroniche, rap (quello di qualità, non la copia della copia della copia), melanconici violini (che non guastano mai), stili di pregio degli anni '90, ma anche tuffi nel passato più lontano o nel folk, si innestano anche le classiche collaborazioni, ma non meramente per fini commerciali, ma per esigenze di racconto. In sintesi si dimostra anche in questo caso un "curioso" esploratore che probabilmente, andando avanti, continuerà a guardare con piacere a quello che ha appena fatto, e questa "sua" soddisfazione poi si sente.

Se teatralmente o dalle pagine di un libro, dovrebbe essere più facile riuscire ad offrire tanti "colori" a spettatore o lettore, farlo in appena 4 o 5 minuti è certamente un altro paio di maniche, ma, fortunatamente, c'è ancora chi è in grado di farlo. Ogni pennellata di note non è gettata contro la tavolozza della fantasia di chi ascolta, ma portata con molta attenzione e garbo, consegnata con la delicatezza che accompagna qualcosa di prezioso. da cui è necessario separarsi, perché è questo il destino di una canzone, ma non lo si fa mai volentieri. Chi ascolta, se ha la sensibilità di farlo con attenzione e tempo da poter dedicare in esclusiva (ma volendo sicuramente si trova), non potrà non apprezzare il risultato e trovare nuovi spunti di riflessione, proprio come quando si assiste ad uno spettacolo teatrale o si legge un libro particolarmente affascinante.

Solitamente non rivolgiamo ai lettori inviti all'acquisto, ma in questo caso ci sentiamo di farlo, ancora di più se saranno disponibili i vinili, perché il successo di un artista (come quello di un calciatore - cit.) non si misura con le sole visualizzazioni, ma con le copie vendute. O almeno una volta era così. Anche andare ai concerti non è sbagliato. E se proprio non è nelle vostre corde (o possibilità, non ci sarebbe niente di male), vi invitiamo all'ascolto digitale, ma in sequenza cronologica, dal disco più lontano a quello più vicino. Tanto su Spotify la pubblicità è abbastanza discreta e i primi 30 minuti si ascoltano senza interruzione.

ABBI CURA DI ME (2019)
Abbi cura di me
Lo chiederemo agli alberi
Ti regalerò una rosa (remastered)
Studentessa universitaria
L'ultimo valzer
La vita all'incontrario (remastered)
La prima volta (che sono morto)
Meno male (remastered)
Vorrei cantare come Biagio (single version)
La cosa più bella del mondo
Laura
Magazzino 18
Angelo custode (remastered)
L'Italia di Piero
Fabbricante di canzoni
I matti de Roma
Genova brucia (remastered)
Che bella gente
Cellulare e carta sim
Mi manchi
Insegnami (remastered)

edizioni Sony Music

Testi e musiche di Simone Cristicchi eccetto:
Abbi cura di me di Simone Cristicchi, Gabriele Ortenzi, Nicola Brunialti
Studentessa universitaria di Simone Cristicchi, Francesco Musacco
La vita all'incontrario di Simone Cristicchi, Giovanni Zappalà
La prima volta (che sono morto) di Simone Cristicchi, Leonardo Pari
Meno male di Simone Cristicchi, Alessandro Canini, Francesco Di Gesù, Elia Marcelli
Vorrei cantare come Biagio di Simone Cristicchi, Leonardo Pari, Biagio Antonacci
Magazzino 18 di Simone Cristicchi, Francesco Musacco, Giuseppe Nider
L'Italia di Piero di Simone Cristicchi, Rosario Castagnola, Emiliano Ballarini, Diego Leanza, Ernesto Migliacci, Assolo, Leonardo Pari, Francesco Migliacci jr.
I matti de Roma di Simone Cristicchi, Danilo Ippoliti
Che bella gente di Simone Cristicchi, Simona Cipollone
Mi manchi di Roberto Pacco, Simone Cristicchi, Felice Di Salvo

giornalista
Nasco informatico e scontroso decenni fa, da meno anni sono anche giornalista e sempre scontroso. Di recente ho scoperto i social (ma non li ho ancora capiti).
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