Giorgio Conte si presenta all'appuntamento con il pubblico in trio. È infatti accompagnato da due polistrumentisti, scherzando dopo il concerto ci dirà che l'ha fatto per risparmiare. Ed è probabilmente questo il tratto distintivo, a parte quello più chiaramente artistico, di questo garbato signore musicale: la sua costante ironia, prima, durante e dopo la sua esibizione.
Per niente imbarazzato dalla primogenitura, e perché dovrebbe esserlo, e assolutamente autoironico nel giocare con il tormentone della stretta parentela con Paolo, si diverte e ci diverte a dichiarare una quanto mai fantasiosa (e divertente) attribuzione di paternità nei confronti di, addirittura, Carlo Conti, stabilendo, tra risate e applausi, quanto sia facile (ovviamente per chi lo sa fare) intrattenere il pubblico sia in musica che in parola, usando intermezzi che non sono solo necessari per ristabilire un'accordatura, ma che rendono lo spettacolo ancora più completo, il tutto sempre condito dal grande garbo, la padronanza assoluta del palcoscenico e quella signorilità vecchio stile che si è oramai completamente perduta.
Spesso il termine "maestro" viene elargito senza darsi troppo pensiero né sul suo esatto significato, né sui reali meriti di chi ne viene omaggiato, per questo motivo, quando ci si trova davanti a un reale signore della canzone e dell'intrattenimento colto, viene naturale rivolgersi a Giorgio Conte con l'appellativo di "Maestro". Sarà lui stesso, nelle breve chiacchierata dopo concerto, a dirci che è Giorgio, e solo quello.
Walter Porro (fisarmonica, piano e coro) e Alberto Parone (batteria e vocal bass) ne assecondano e arricchiscono gli innesti non musicali, Giorgio Conte fa tutto il resto, letteralmente incantando tutti i presenti, alternando le sue piacevoli e intelligenti canzoni a sipari di narrazione piacevoli e coinvolgenti. Il pubblico applaude, molto, ride, altrettanto, chi riesce fischietta e canta, tutti (anche coloro che probabilmente si sono fatti convincere dal cognome) sono partecipi delle due ore di musica e racconto, continuando poi - dopo - nello stretto rapporto immediatamente stabilito tra chi si esibisce (quando sa come annullare la distanza) e chi ascolta.
Tornando alla musica, il concerto è stato incentrato principalmente sul disco di inediti "C.Q.F.P. Come Quando Fuori Piove", fortunato lavoro del 2011 (ma Conte ci ha raccontato che entro l'estate verrà pubblicato un nuovo lavoro edito da Ala Bianca), per procedere comunque in una raffinata sequenza musicale di "piccoli filmetti", sua definizione, che assegna di diritto all'artista un altro titolo, quello di "chansonnier". Un titolo che Giorgio Conte può condividere con quei grandi nomi della canzone francese che i giovani non conoscono, ma non per questo non sono in grado di apprezzare. Come amiamo spesso ripetere, la musica (quella fatta bene) non prevede barriere settoriali o categorie anagrafiche di pubblico, quando la musica è così elegante e così ben portata non può non piacere a tutti, Giorgio Conte ne è sicuramente un esempio.
C.Q.F.P. (2011)
1. Come Quando Fuori Piove
2. Ieri, Sì
3. Tu
4. Di Vaniglia E Di Fior
5. Aria, Terra E Mare
6. Gli Innamorati E La Marina
7. Al Museo D'Orsay
8. Balancer
9. Géo
10. Scaricabarile
11. Continua Così
12. La Sorpresa
13. Monticona
GIORGIO CONTE IN CONCERTO #2014
Giorgio Conte, voce e chitarra
Walter Porro, fisarmonica, piano e coro
Alberto Parone, batteria e vocal bass







