Alberto Fortis in concerto

Nel 1979 critica e pubblico lo salutarono come uno dei più interessanti debutti musicali dell'anno

Da allora non sembrano essere passati 37 anni, chiudendo gli occhi nemmeno 37 minuti. Alberto Fortis si presenta con un paio di sneakers dotate di ali e l'associazione mentale non può che essere con un altro sempiterno giovane, quel Michael J. Fox che si sposta nel tempo a suo (più o meno) piacimento. Ugualmente fa Fortis nel suo concerto, muovendosi come se non fosse passato un minuto nel pentagramma del suo solido e completo repertorio artistico. Sul palco solo un pianoforte, un tamburello e un armonica, poco distanti delle percussioni. Al centro la proiezione visiva che aggiunge visione a suono per un arricchimento sensoriale piacevole e mai invasivo. Il concerto - in un teatro tutto esaurito - si apre con 'La pazienza' e 'Milano e Vincenzo' (salutata da un grande applauso) dal disco di esordio. Si procede poco più avanti con 'La nena del Salvador' (del 1981), per poi tornare immediatamente indietro, sempre al 1979, con la bellissima 'Il Duomo di notte'.

Tutto il concerto procede quindi per avanzamenti e indietreggiamenti musicali, con il protagonista che sembra essere dotato di più di due mani, visto che - contemporaneamente - suona la tastiera del pianoforte e ne usa la cassa per battere il tempo, suona il tamburello, canta e "soffia" nell'armonica a bocca. Ma indipendentemente dalla sua bravura, il valore aggiunto è costituito dalle sue poesie in musica (o il contrario, tanto il risultato non sarebbe cambiato) che non risentono minimamente del passare del tempo e rimangono dei piccoli gioielli che Alberto Fortis porta con delicatezza e molta eleganza al suo pubblico, miscelando la musica ai racconti e agli aneddoti.

Assolutamente particolare è il video di 'Infinità Infinita' (del 2016) che il "regista" Alberto Fortis è riuscito a realizzare in un giorno - con un lavoro preparatorio di due mesi - sull'installazione artistica "The Floating Piers" di Christo, utilizzando una bellissima motonave del 1926 e inserendo nel video, come special guest star, Cino Tortorella (notissimo per il personaggio televisivo del Mago Zurlì). Ed è questo l'unico caso in cui le immagini prendono il sopravvento sulla colonna sonora, ma non è detto che non sia stato voluto.

Il concerto è parte di un più ampio contenitore culturale dedicato alla poesia e di conseguenza la musica si ferma per lasciare lo spazio alla parola, pausa che si rivela ugualmente interessante come il percorso sonoro che ha interrotto. Il musicista viene stimolato al racconto e al termine viene consegnata al pubblico una frase: "la vita senza musica sarebbe un errore" di Nietzsche che, per l'occasione, viene - giustamente - trasformata in "la vita senza un concerto di Alberto Fortis sarebbe un peccato".

Con un'attestazione del genere non si può che ridare spazio al concerto, per i brani conclusivi. La bella serata si chiude con la produzione più recente, 'Con Te', il brano che dà il titolo al nuovo EP, uscito nel 2016 per Sony Music, prima di lasciare tutte le sensazioni e lo struggimento che possono suscitare 'La sedia di lillà', il nuovo ritorno al passato, con un viaggio che ci consente di riaffermare che il tempo, in buona compagnia musicale, non passa e se lo fa, lo fa veramente e artisticamente bene.

giornalista
Nasco informatico e scontroso decenni fa, da meno anni sono anche giornalista e sempre scontroso. Di recente ho scoperto i social (ma non li ho ancora capiti).
Change privacy settings