Charlie Risso: Tornado (recensione)

Prendendosi il giusto distacco dall'album di debutto, Charlie ha aggiunto il cognome per pubblicare la sua seconda opera

Charlie Risso
m&s - Charlie Risso

"Quando lo stato di salute del nostro Pianeta e il nostro stato d'animo individuale si sovrappongono. Un pianeta sconvolto dalla catastrofe climatica, i nostri animi sconvolti dalla pandemia, che rende il presente incerto e il futuro inquieto. Dopo un tornado niente può essere uguale a prima". Con queste parole veniamo introdotti all'ascolto di Tornado ((etichetta Incadenza), che, come il precedente, si affida alla produzione di Mattia Cominotto e Tristan Martinelli (anche arrangiatore).
In totale 8 brani che piacevolmente si mantengono sulla stessa linea compositiva di "Ruins of Memories", utilizzando quel "quid" di elettricità in più che non guasta (quasi) mai e qui non lo fa.

"Tornado è il mondo che sta cambiando e non sarà più come prima, siamo noi che guardiamo da molto vicino, la nostra precarietà, la nostra finitezza". Stupisce, ma non troppo, sentire certe parole sulla bocca (e nei suoni) di un'artista così giovane (ma Greta Thumberg docet e peccato faccia ancora così poco proselitismo), segno di una evidente e malinconica consapevolezza del baratro verso cui, ostinatamente, ci stiamo dirigendo, in alcuni casi totalmente colpevoli o parzialmente innocenti di quello che stiamo facendo e di quello che stiamo lasciando a chi verrà dopo. In questo caso la sensazione di disagio viene espressa artisticamente sotto la forma di canzone.

Mantenendoci squisitamente nell'ambito musicale, il folk di matrice statunitense del debutto di Charlie ora si incontra con beat e pop, sempre guardando al passato musicale e omaggiando anche l'Irlanda in rock di Dolores O'Riordan e le highway americane di Jackson Browne e Bruce Springsteen. Inutile cercare di nascondere le atmosfere evocative, per poterlo fare bisognerebbe aver ignorato l'esistenza della musica del XX secolo, ma questi primi 20 anni hanno ancora prodotto troppo poco per poterli considerare già validi.

Ascoltando la title track abbiamo immaginato Charlie Risso alla guida di una vecchia decapottabile dal lunghissimo cofano, il pieno nel serbatoio e tanto asfalto tutto uguale davanti a sé. Il vento che le agita i capelli e la sensazione che l'aria - come la vita di noi tutti - possa mutare da un momento ad un altro e la calda brezza trasformarsi, senza avviso, in un tornado! Sapiente la miscelazione di Crossroads che riesce a far cambiare lo stato d'animo di chi ascolta "semplicemente" sovrapponendo la voce - chiara e avvolgente - e con quel "cincinin" di effetti ben dosati. Alla base poi si ritorna sempre a quel generale senso di malinconia (Dark) che contraddistingue tutto il progetto, che poi prosegue sicuro (Hollow Town e Lord of Misrule) fino alla sua conclusione (We're Even), dando prova di una maturità artistica che - riteniamo - molti dovrebbero invidiarle, anche se ovviamente non lo faranno mai. Ma non crediamo che Charlie ne possa essere sconvolta, c'è ben altro nella vita per cui bisogna provare interesse.

In conclusione di queste nostre elucubrazioni, scritte ascoltando in maniera reiterata Tornado, oltre a suggerire - ed è evidente - l'acquisto del disco, non chiederemo a Charlie Risso di non farci attendere altri 4 anni prima del successivo album, è lei la compositrice, quindi la scelta è solo di suo pieno e insindacabile diritto, ma vista la citazione di Nick Drake (che per quanto inutile il nostro parere, approviamo incondizionatamente), le consigliamo un incontro a metà strada artistica con Miriam Foresti (recentemente autrice di un lavoro interamente dedicato allo sfortunato artista britannico). Chissà cosa potrebbe nascerne. Sicuramente uno scambio tra grandi personalità culturali. Le persone intelligenti non hanno mai timore nel rapportarsi con altri come loro: sono solo i cretini di ogni età (cit.) ad aver paura del confronto.

TORNADO (2020)
1. Dark
2. Crossroads
3. Nothing At All
4. Hollow Town
5. It Makes Me Wonder
6. Tornado
7. Lord of Misrule
8. We’re Even

durata totale 29 minuti e 51 secondi
etichetta Incadenza
pre-produzione Charlie Risso
produzione Mattia Cominotto e Tristan Martinelli
artwork Jemma Powell

www.charlierisso.com

giornalista
Nasco informatico e scontroso decenni fa, da meno anni sono anche giornalista e sempre scontroso. Di recente ho scoperto i social (ma non li ho ancora capiti).
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