Accostarsi a uno dei nomi più importanti del rock britannico (quindi del mondo) non è mai facile, si corre sempre il rischio di "esagerare", ponendosi in forma semi-parodistica, anche se involontaria, e - di conseguenza - deludere tutti coloro che i Dire Straits hanno lungamente apprezzato e che ancora hanno chiaramente in testa il suono inconfondibile di Mark Knopfler. Ma come amiamo ripetere spesso, entrare in teatro per conoscere gli artisti e trovarsi di fronte a degli "adulti" è quasi sempre una certezza.
Il musicista adulto è per primo critico contro sé stesso e poco avvezzo a concedere spazio al caso o all'improvvisazione che non sia uscita da ore e ore di sala prove, con uno studio meticoloso del suono, dei video e della letteratura musicale che hanno accompagnato i DS nei poco meno di venti anni di attività, prima che Mark Knopfler decidesse di dedicarsi ad altro. Ci sembra abbastanza inutile affermare che avrebbero potuto chiamarsi The Mark Knopfler Band, che nulla sarebbe cambiato, forse solo l'abbandono ancora più anticipato del fratello David. In ogni caso gli Italian Dire Straits esistono dal 2008 e la longevità per un tributo è solo che confortante, sensazione positiva ancora più arricchita dalle centinaia di palchi già caplestati, con tournée in Italia e all'estero.
Venendo alla serata cui abbiamo assistito, gli Italian Dire Straits si presentano con una variazione non da poco, che riguarda l'assetto della band: il cantante (Max Lisa) non è anche la chitarra solista (imbracciata da Alfredo Lomonaco), questo ci porterà a muovere lo sguardo dalla voce alle corde, suonate rigorosamente senza plettro, ma basterà poco - un paio di pezzi - per farci l'abitudine. Completano la band Marco Casaletta (basso e cori), Simone Vignola (tastiere) e Alberto Vai (batteria), quest'ultimo un vero e proprio "motore" che non perde mai colpi, sempre preciso e puntuale. Come accennato sopra, è stato scelto di fare "solo" musica e di conseguenza dal palco sono bandite le fascette per i capelli e le orribili (viste nel XXI secolo) giacche dalle spalline esagerate.
Sia in dichiarazione precedente, che durante la nostra brevissima chiacchierata prima dell'esibizione, gli IDS ribadiscono la loro fedeltà maniacale al suono originale, come già detto lungamente studiato e approfondito (... riprodurre le sonorità dei Dire Straits non viene preso alla leggera e la band lo fa con grande professionalità e rispetto...), ma senza rinunciare alla propria natura personale di artisti e anche questo costituisce motivo di apprezzamento. E visto che la cartina di tornasole in questi casi è il rapporto che si stabilisce con chi assiste, l'applauso del pubblico pagante (cit.) e le costanti reazioni positive (comprese due standing ovation) decretano il successo e la piena corrispondenza - nei fatti - ai propositi enunciati dalla band.
Non avendo un particolare anniversario da festeggiare, la scaletta degli IDS marcia sicura sugli "immancabili e necessari", quei brani in grado di soddisfare il palato musicale di "quasi" tutti. Come abbiamo osservato, scherzandoci su, anche facendo un "sequestro di persona" e andando in ordine manaicale di esecuzione, dal primo all'ultimo album, demo inclusi, ci sarà sempre qualcuno che reclamerà, perché alla ricerca della "propria" canzone, dal significato e sensazione strettamente personale, che ovviamente non è stata eseguita. In ogni caso il pubblico scatta con l'applauso alle prime note introduttive di Romeo & Juliet, Tunnel of Love, Brothers in Arms e Sultans of Wings, ma apprezza anche tutto il resto.
In conclusione, visto che stare comodamente seduti in platea è sempre molto più facile, noi ci limitiamo a ringraziare, in primis, Mark Knopfler per quello che ha scritto e rappresentato (e ancora oggi rappresenta) nel panorama musicale mondiale e gli Italian Dire Straits che, non va sottovalutato, attraverso la loro passione alimentano, oggi, anche la nostra. Diversamente dovremmo sempre accontentarci dei dischi e in questo specifico caso quelli in studio sono solamente sei, di grande qualità senza dubbio, ma sempre sei rimangono.
Setlist: Down to the Waterline • Expresso Love • So Far Away • Romeo and Juliet • Lady Writer • Where Do You Think You’re Going? • Private Investigations • Telegraph Road • The Bug • News • Tunnel of Love • Brothers in Arms • Heavy Fuel • Money for Nothing • Walk of Life • Sultans on Swing • Solid Rock (encore).







