Stéphane Denève plays John Williams

Star Wars e Stéphane Denève: che la forza della musica sia con tutti voi! E con chi ascolta

Entusiasmante e coinvolgente, oseremmo dire stellare, l'incontro musicale tra l'Orchestra dell'Accademia di Santa Cecilia, diretta da Stéphane Denève, e le partiture composte dal 5 volte Premio Oscar John Williams.

Si atterra direttamente dalla "galassia lontana lontana" in Italia, all'Auditorium Parco della Musica di Roma, con un concerto che miscela perfettamente in ogni sua forma l'aspetto visivo con quello acustico. A cominciare dall'ingresso nella sala, affollato dai personaggi della 501st Legion (organizzazione internazionale di appassionati con costumi riprodotti perfettamente), che si prestano a mille foto con i bambini, ma anche con i bambini appena più cresciuti: tutti con lo stesso sorriso in faccia, compreso il presidente dell'Accademia Santa Cecilia Michele dall'Ongaro.

Il resto lo ha offerto la grande musica, i grandi musicisti, i grandi coristi e il grande direttore. Un concerto che permette di abbandonare la sala Santa Cecilia di Roma e volare via con la fantasia prima per gli "Incontri ravvicinati del terzo tipo" (suite per coro e orchestra), poi diventare tutti Elliott e prendere per mano (in mancanza della bicicletta) il tenerissimo E.T. e inviare a "casa" non una telefonata, ma una stupenda "Adventures on Earth": non abbiamo dubbi sul fatto che, se gli extraterrestri avessero potuto ascoltare, si sarebbero affrettati a venire ad occupare i pochi posti vuoti della platea, per ascoltare la parte finale del concerto.

Inutile sottolineare come ogni esecuzione venga accompagnata da un lungo applauso e non potrebbe essere diversamente. Stéphane Denève presenta il programma al pubblico con una piacevole semplicità che rende chiunque in grado di apprezzare ancora di più quanto viene proposto (deliziosa la sequenza raccontata "La-Si-Sol-Sol-Re" di "Incontri Ravvicinati").

Al rientro in sala per "Star Wars" il direttore si presenta impugnando - divertito e divertendo - una spada laser! E comunica a tutti i presenti, ringraziando i figuranti della 501st Legion, che avrebbe voluto dirigere la suite per orchestra con la Light saber ma, rischiando l'incolumità fisica dei violini (e anche del prezioso Amati suonato da Carlo Maria Parazzoli), ha dovuto optare per una più tradizionale bacchetta.

La piccola sinfonia in 4 movimenti, ultima parte del concerto dedicato a John Williams, si apre con "The Imperial March (Darth Vader's Theme)", dal cattivo quasi più cattivo si passa al gentile e tenerissimo Maestro Jedi ("Yoda's Theme"), il terzo brano è "The Asteroid Field", prima dell'epica "Main Title". La sala sembra veramente riempirsi di astronavi che volteggiano nell'aria, occupando quei pochi spazi lasciati liberi dal suono maestoso che veramente appartiene a chiunque (difficile trovare chi non abbia visto almeno uno degli episodi della saga o che non conosca la composizione proposta). Gli stessi musicisti mostrano grande entusiasmo e divertimento nel compenetrarsi in un mondo favolistico di contrapposizione tra bene e male, reso eccezionalmente in musica.

L'omaggio a Williams si conclude qui ed è un peccato che, a differenza dei concerti rock, non sia previsto un bis: avremmo riascoltato volentieri anche tutta la suite, dopotutto i film sono sette!

Orchestra e Coro dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia
Stéphane Denève direttore
Varduhi Abrahamyan mezzosoprano

Williams
Incontri ravvicinati del terzo tipo: suite
E.T.: Avventura sulla Terra
Star Wars: suite

giornalista
Nasco informatico e scontroso decenni fa, da meno anni sono anche giornalista e sempre scontroso. Di recente ho scoperto i social (ma non li ho ancora capiti).
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