I Musici di Guccini live (recensione)

I Musici stanno a Guccini, come la Via Emilia al West, o il pane alla Nutella: binomi indissolubili

Una band che, praticamente da sempre, ha condiviso la strada musicale del "Maestrone" e che, fortunatamente per chi ascolta, continua a proporne le atmosfere live. La brutta (diremmo pessima) notizia è che, come più e più volte dichiarato, Francesco Guccini non ha la minima intenzione di tornare su di un palco e cantare. Prima o poi (molto poi) ce ne faremo una ragione. Il notissimo cantante e autore continua e continuerà a dedicarsi alla letteratura, ma non in forma musicale, solo in "scrittura, sia in duetto con Loriano Macchiavelli, che come "solista".

Detto questo e per riprenderci dallo sconforto passiamo alla bella notizia: la band che lo ha sempre accompagnato in tanti anni (leggi decenni) di carriera ha deciso - fortuna nostra - di continuare nella stessa corsa, come una "locomotiva", non "lanciata a bomba contro l'ingiustizia", ma con tante stazioni musicali dove fermarsi e far ascoltare 40 anni di pregevole carriera, fatta di intelligenza, emotività e qualità artistica a tutto tondo.

Assistere ad un concerto dei I Musici di Francesco Guccini, passato il primo consapevole e leggerissimo disagio di non sentire la tipica "r" e l'inflessione emiliana, significa continuare ad ascoltare dal vivo brani che hanno - malgrado il pensiero del loro autore - completamente attraversato lo spazio che separa la canzone dalla poesia, mantenendo inalterato il pieno piacere di ascolto, con arrangiamenti in alcuni casi più contemporanei e in grado di acquisire ulteriore pubblico. D'altra parte i singoli componenti della band hanno un'esperienza talmente importante alle spalle, sia con Guccini che con altri progetti, da essere in grado di soddisfare ogni palato musicale, anche quello del "gucciniano" più integralista.

Percezione (ma anche continuo esame cui il quintetto - immaginiamo - viene sottoposto ad ogni occasione) pienamente rispettata dal bel concerto cui abbiamo assistito nell'Anfiteatro Romano di Terni, con i titoli gucciniani tra i più noti e celebrati (ma da capire quali non lo siano) con arrangiamenti in alcuni casi pieni (moderni), ma allo stesso tempo rispettosi della scrittura originale. Brani come "Autogrill", "Eskimo", "Il vecchio e il bambino", "Asia", "Incontro" che non solo fanno parte del bagaglio culturale di ogni estimatore del cantautore modenese, ma che sono anche raccolti in un progetto discografico di recente uscita, il cui titolo - "Vol. 1" - fa presagire ulteriori uscite. 

Sulla "quarta di copertina" del disco che la band ha pubblicato si legge, a firma di Francesco Guccini: "Hanno deciso di continuare con le mie canzoni. Sono convinto che le trattino bene, con rispetto, ma soprattutto con affetto, con la loro abilità di strumentisti. E si sono chiamati così come li chiamavo io, i Musici. Forse con la stessa ironia". E se c'è il benestare del Maestrone, perché dovrebbe poi mancare il nostro? Abbiamo un solo appunto da muovere: per quale motivo la canzone (meravigliosa!) in cui Flaco Biondini interpreta Sancho Panza è mancata all'appello?

La nostra domanda è assolutamente inutile e non ha merita nessuna risposta. Da parte nostra non possiamo che ringraziare I Musici. Senza di loro dovremmo "accontentarci" di ascoltare solo i registrati, senza l'atmosfera particolare che un concerto, quando è bene fatto, riesce a dare. La band continua, e continuerà, ad incrociare la strada del "loro" autore: lui impegnato a parlare e loro a trasformare quelle parole in musica e sensazioni. A noi tutti non resta che continuare ad apprezzare.

I MUSICI DI GUCCINI
Juan Carlos "Flaco" Biondini (voce e chitarre)
Vince Tempera (pianoforte e tastiere)
Antonio Marangolo (sax e percussioni)
Pierluigi Mingotti (basso e contrabbasso)
Ivano Zanotti (batteria)

giornalista
Nasco informatico e scontroso decenni fa, da meno anni sono anche giornalista e sempre scontroso. Di recente ho scoperto i social (ma non li ho ancora capiti).
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