Se invece ci tiriamo fuori dagli stereotipi musicali, che poco hanno senso, sempre, dobbiamo riconoscere che se a volte può anche essere così, non lo è sicuramente ascoltando l'ultimo disco dei Lady Reaper. Il lavoro in studio si apre con un incipit vocale, registrato da Valerio Cascone, che invita al silenzio e ad accomodarci per assistere allo show, prima di lasciarci all'ascolto di "To the Abyss". Un'esortazione che va rispettata, per apprezzare meglio quello che si sentirà di lì a poco, per vedere bisogna attrezzarsi di più fantasia e l'immaginazione di cui evidentemente siamo abbastanza dotati, ci conduce agli opening act webberiani.
Abbandonando comunque il richiamo (indubbiamente forzato) al mondo del musical britannico, è comunque innegabile l'ampia teatralità che la band romana ha voluto profondere nel proprio lavoro, un concept che nei testi si richiama al romanzo gotico della fine dell'Ottocento, con richiami anche cinematografici e un prezioso booklet di 24 pagine, acquarellato a mano da Umberto Stagni (per Pastavolante Studio). Un lavoro del genere è purtroppo sacrificato dalle ridotte dimensioni del packaging del cd e si spera in un prossimo passaggio al vinile. Rimanendo in ambito squisitamente musicale, si tratta in totale di 54 minuti suddivisi su 9 tracce, complessivamente ben curate e con una cura e attenzione nel muoversi su gangli sonori mai eccessivamente autocelebrativi (tipico dell'underground di genere) o destinati ad un pubblico eccessivamente di settore.
La band ha all'attivo in totale due dischi (consigliamo l'ascolto anche del precedente) e un demo, forse poco per chi è sulla breccia musicale da 6 anni, ma pienamente comprensibile per chi ha deciso di inserirsi in un settore dove si devono fare salti mortali per riuscire a vendere dischi o ottenere passaggi radiofonici e televisivi. In Italia il business musicale è veramente ostico, forse troppo, per chi non è mainstream, ed è possibile che questo genere non lo sarà mai. Mercato a parte, l'album si colloca nel quadro dell'heavy metal indipendente e si fa principalmente notare per l'impostazione volutamente gotico-teatrale della voce del cantante (Simone Oz Calderoni, anche autore dei testi, mentre tutta la band firma le partiture musicali) e per aver osato pensare e registrare piacevoli ed azzeccate contaminazioni di generi.
Se già altri - senza troppo pensarci i classici Rainbow di Ritchie Blackmore e più recentemente Neil Zaza, ma la lista sarebbe lunga - hanno esplorato la commistione tra classica e rock ("Stop The Mops" lo fa con Paul Dukas e più inaspettatamente "Headless Ride" con Edvard Grieg), è invece più infrequente sentire così ben armonizzato il suono di una tromba (suonata da Davide Carnevali) in un brano heavy metal. Oltre a questo "Mr. Nick Diabolical Bets" ha durata (più di 12 minuti) e atmosfere che lo rendono già adatto a una futura declinazione in forma teatrale. E non riteniamo di essere gli unici ad averlo pensato. Molto interessante, infine, anche "Fragments", impreziosito dalla voce femminile di Kate (Hekate) Sale, cantante dei Wait Hell in Pain.
"Muovendosi tra autori classici e registi contemporanei, ogni traccia indaga in modo diverso il tema dello specchio, del doppio e dell’ombra. Niente è lasciato al caso, ogni pezzo ha un’introduzione, un artwork realizzato a mano e una stretta relazione con il pezzo a lui speculare. Un album concepito, nella sua interezza, come un rompicapo denso di letteratura e cinema", così la band ha dichiarato in merito al proprio lavoro. C'è poco altro da aggiungere: quello hanno detto e quello hanno fatto. Per quel poco che vale il nostro giudizio, possiamo solo che confermarlo.
LADY REAPER
Simone Oz Calderoni (voce)
Federico Red Arzeni (chitarre, voce)
Stefano Jekyll Coggiatti (chitarre, tastiere, voce)
Gabriele Gimi Grippa (basso, chitarra acustica, tastiere)
Berardo Bear Di Mattia (batteria, percussioni)
MYSE EN ABYME
To the Abyss
The Eternal Carnival
Abracadabra
Another Me
Fragments
Buried in my Dreams
Stop the Mops
Mr. Nick: Diabolical Bets
Headless Ride
L'album è stato registrato e mixato al The Lab Studio da Valerio Cascone
Prodotto e arrangiato da Lady Reaper e Valerio Cascone







