Black Mamba: Heritage live (recensione)

Dal quintetto rock all-female, divertente ma dal repertorio confuso, al trio non più solo al femminile

Sono passati alcuni anni, per la precisione 7, e nella formazione musicale delle Black Mamba, andando avanti, le "ragazze" hanno perso - numericamente parlando - la cantante solista e la seconda chitarra, sostituito la batterista (con un uomo) e di conseguenza compressa la compagine. Nei cambi di formazione è stato necessario anche rivedere la struttura dei live, che ora hanno un taglio più essenziale e più adatto al trio (chitarra - basso - batteria). A conclusione dei cambiamenti/aggiornamenti, c'è spazio anche per il primo album di inediti della band, in totale 10 brani dal suono semplice e piacevole, con una convincente voce a sostenere il progetto musicale pubblicato lo scorso anno.

"Heritage", come spesso succede, è più morbido in versione digitale della versione offerta nei live, almeno per quel poco che ha fatto parte della serata cui abbiamo assistito. Leggere influenze, che non stonano mai, di alcuni dei grandi del rock che i o le Black Mamba omaggiano nelle loro serate. 

Il concerto, in evoluzione delle precedenti line-up, continua a proporre circa due ore di "classici" del rock, a partire dagli anni '70 per arrivare a tempi molto recenti, forse anche troppo. Tra i grandi rappresentati: Deep Purple, Rush, Led Zeppelin e Red Hot Chili Peppers. Mancherebbero, a questo punto, per suggellare il "siamo rimasti in tre", solo i Genesis! Ma il progressive è solo vagamente accennato, non ancora confermato, anche se sembra, come ci ha dichiarato il batterista, tra gli interessi di una prossima ed ulteriore evoluzione dell'evoluzione dal vivo.

L'esibizione corre velocissima, quasi senza respiro, con medley interessanti e mai scontati nei tagli e accorpamento dei brani, anche se avremmo gradito l'ascolto integrale di "Hells Bells" degli AC/DC. Così come sono stati particolarmente convincenti "Big in Japan", nella versione "luxury cover" dei Guano Apes (l'alternative della band tedesca deve piacere ai BM, visto che più avanti presenteranno anche "Open Your Eyes"), e il tributo all'imperatore (re è troppo poco!) del pop Michael Jackson ("Beat It" e "Smooth Criminal"). Gli intransigenti probabilmente non avrebbero gradito, ma il bello della musica e di chi la pratiche è anche che non deve necessariamente accontentare tutti.

I tre hanno una buona tenuta del palco, frutto dell'abitudine al concerto praticata per buona parte dell'anno, sia in formaziione che con altri, e la serata scorre in maniera piacevole per tutti. Non possiamo non notare l'uso, a parere nostro, eccessivo delle basi, purtroppo quasi indispensabili quando si deve suonare in tre quello che - a rigor di logica - si dovrebbe fare in sette, escludendo le band tutti tentacoli di Guerre Stellari o della Disney. Magari, la nostra riflessione, per il futuro ricorrere a dei "turnisti" nei live, per permettere alla band l'esecuzione completamente dal vivo di ogni singola nota e dare così alla cantante/chitarrista quel po' di ossigeno in più, del quale - comunque - al momento non sembra avere bisogno. 

BLACK MAMBA
Irma Mirtilla (chitarra e voce)
Cecilia Nappo (basso)
Federico Maragoni (batteria)

HERITAGE (2017)
Heritage 4:17
Never Obey 3:52
Loop 4:28
wreckage 4:07
Lost in Translation 3:54
The Lie 3:56
Pills in the Sun 4:20
Revenge 5:00
The Golden Cat 3:48
What is Untold 4:08

giornalista
Nasco informatico e scontroso decenni fa, da meno anni sono anche giornalista e sempre scontroso. Di recente ho scoperto i social (ma non li ho ancora capiti).
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