Queen Celebration in Concert (recensione)

Siamo stati presenti all'ultima appendice della tournée italiana di André Abreu & Queen Celebration

Queen Celebration
m&s - Queen Celebration

Entriamo in sala consapevoli (noi e speriamo anche loro) che soddisfare il pubblico con un tributo ai Queen è sempre particolarmente difficile, da una parte perché un successo planetario (e più di 300 milioni di dischi venduti) non è da tutti, dall'altra - purtroppo - perché la scomparsa prematura di Freddie Mercury lo hanno trasformato da cantante incredibilmente dotato e carismatico a leggenda pura, probabilmente, no sicuramente, inavvicinabile da parte di chiunque.  

In ogni caso, abbiamo letto sul flyer del concerto, che più di mezzo milione di persone hanno già visto Abreu e soci e di conseguenza anche le nostre attese sono alte, anche se siamo consapevoli che per quanto loro possano essere rigorosi e maniacali non potranno mai riportare quel carisma eccezionale da pifferaio magico che Freddie aveva sul palco, ma anche fuori. Ma stiamo a vedere. Ci accomodiamo comodamente in sala. Le luci si abbassano e il concerto può iniziare.

Intro con Flash e partenza sincopata con We Will Rock You. Abreu indossa la classica divisa del Magic Tour del 1986, giacca gialla e pantaloni bianca, quella delle 150.000 persone a Wembley (in solo due date). La band è rigorosamente a tre elementi (basso, chitarra e batteria), come sempre dovrebbe essere. Di lato sul palco c'è lo spazio sufficiente per ospitare l'orchestra di archi. Ci si mantiene in linea continuando con Tie Your Mother Down e si cambia ritmo con Another One Bites The Dust, un altro tocco di genialità compositiva di John Deacon.

André Abreu mostra sul palco tutta la sua energia fisica e la voglia di restituirci quanta più verosomiglianza possibile, che non si costruisce solo con un paio di baffi, pettinatura e timbro vocale per quanto possibile simile (simile mai uguale), né con atteggiamenti che, se non di misura, rischiano di creare un effetto imitativo di basso profilo. Indossa per tutto lo show il personaggio Mercury, ma lo rispetta consapevole che il suo è un tributo a un artista unico e irripetibile.

Questo atteggiamento più che corretto è infatti dimostrato dal palco e comunque è stato ampiamente dichiarato e si percepisce anche: È un lavoro che richiede molta energia e devozione personale. Più che un tributo è un omaggio da fan a idolo, uno spettacolo da fan a fan. È il modo che abbiamo trovato per fornire una sequenza al lavoro geniale e senza tempo dei Queen

Il concerto scivola via con un leggero squilibrio, almeno secondo noi, dell'orchestra che, essendo presente, avremmo preferito venisse coinvolta di più, anche se in pregiudizio della matrice più rock. I brani che si susseguono sono quelli senza sorprese, d'altra parte è un Greatest Hits Tour, che tutti conosciamo e che tutti o quasi siamo in grado di "storpiare" cantando. Immancabile, almeno per noi, il momento melanconia all'ascolto di The Show Must Go On (ci accade sempre) e il costante stupore di fronte alla magnificenza di Bohemian Rhapsody. L'omaggio ai Queen ancora una volta è stato portato a casa.

André Abreu 
in
QUEEN CELEBRATION IN CONCERT
Greatest Hits Tour
con Band & Orchestra
produzione Boom Producao
in collaborazione per l’Europa con We4Show e Menti Associate

Band
Danilo Toledo, chitarra
PH Mazzilli, basso
Guib Silva, batteria

Setlist
Flash + We Will Rock You
Tie Your Mother Down
Another One Bites The Dust
Don't Stop Me Now
Play The Game
Somebody To Love
Love Of My Life
It's a Hard Life
Brighton Rock
Who Wants To Live Forever
A Kind Of Magic
Under Pressure
Radio Gaga
I Want To Break Free
Crazy Little Thing Called Love
We Will Rock You
Medley
The Show Must Go On
These Are The Days Of Your Lives
Bohemian Rhapsody
We Are The Champions 
God Save The Queen

giornalista
Nasco informatico e scontroso decenni fa, da meno anni sono anche giornalista e sempre scontroso. Di recente ho scoperto i social (ma non li ho ancora capiti).
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