È innegabile che i presenti - tanti - siano tutti accorsi per lui, per il suo primo concerto ufficiale, per coincidenza in Italia, dopo i guai giudiziari che lo hanno fatto scontrare con la previdenza inglese, dei quali il mondo mediatico si è occupato, ovviamente non nelle prime pagine. Non per gossip, ma per cronaca riassiumiamo velocemente: Paul Di'Anno aveva ottenuto un sussidio per le sue precarie condizioni di salute, ma allo stesso momento era andato in tournée e la rigida legislazione di Sua Maestà (ma guarda!) non ha gradito. Beghe giudiziarie a parte, cui la stampa di settore, quella sì, ha dato già molto risalto, Paul Di'Anno è stato il primo cantante degli Iron Maiden, dal 1975 al 1981, lead vocal dei due spettacolari dischi di lancio della band inglese: "Iron Maiden" (1980) e "Killers" (1981). Si deve anche a lui, infatti, parte dello strepitoso successo che il gruppo londinese si conquistò agli inizi degli anni '80 nel panorama rock mondiale, successo ancora persistente dopo 30 anni e che permette anche a Paul di essere acclamato - anche se di riflesso - dovunque vada ad esibirsi. E poco importa se dopo la sua "uscita" siano arrivati un nuovo cantante, Bruce Dickinson, tuttora presente e altri 13 dischi di elevatissimo successo, tra cui l'acclamatissimo "The Number of the Beast".
Come è comprensibile aspettarsi il pubblico presente è vasto ed eterogeo, ci sono giovani e meno giovani, molti padri e figli uniti dalla stessa passione per il rock, quella passione che attraversa le generazioni, che parte dai dischi in vinile, si sposta sui cd e poi sugli ipod, ma rimane assolutamente costante negli anni e che probabilmente i più adulti hanno trasmesso ai più piccoli, facendo proselitismo in casa e, in alcuni casi, recando fastidio tra i vicini.
Children of the Damned prima, Paul Di'Anno & Children of the Damned poi, hanno dato vita a più di due ore intensissime, ripercorrendo assieme al pubblico i pezzi più importanti dei "Maiden", incentrando logicamente la seconda parte del concerto sui primi due album della band londinese, dove Di'Anno era orgogliosamente presente. Dei 17 brani ascoltati, dieci sono degli Iron Maiden, sei della carriera come solista dell'ex frontman e uno è un omaggio ai Ramones.
Di'Anno è nato nel 1958, ha da poco compiuto 53 anni, non ha sicuramente badato molto alla propria salute e una vita in stile George Best (Ho speso gran parte dei miei soldi per alcool, donne e macchine veloci, il resto l'ho sperperato), con il dovuto distinguo sui modi di impiego non possono non aver lasciato il segno. La fatica sul palco si sente ed è comprensibile, ma questo non impedisce al pubblico di stringersi con affetto al cantante e apprezzare il lavoro, molto preciso, della band italiana di supporto, annoverata tra i tributi ufficiali degli Iron Maiden. Anche le vicissitudini legali fanno parte dello show ed è lo stesso cantante a raccontarle sorridendo, durante il concerto. È proprio vero che chi nasce rock non potrà mai morire neomelodico. Per fortuna nostra e di chi continua ad ascoltare il genere.
PAUL DI'ANNO FEAT. CHILDREN OF THE DAMNED (2011)
1. The Ides of March
2. Wrathchild
3. Prowler
4. Marshall Lockjaw
5. Murders in the Rue Morgue
6. The Beast Arises
7. Children of Madness
8. Remember Tomorrow
9. Impaler
10. The Living Dead
11. The Faith Healer
12. Killers
13. Phantom of the Opera
14. Running Free
15. Transylvania
16. Blitzkrieg Bop
17. Sanctuary






