Mago de Oz: intervista e concerto

Abbiamo il piacere di intervistare Txus dei Mago de Oz poco prima di una serata all'insegna di musica e (tanta) cerveza

Incontriamo la band spagnola quando manca veramente poco alla loro esibizione, fermandoci a chiacchierare nelle vicinanze della scaletta di accesso al palco. Sono tutti assolutamente rilassati, sorridenti e disponibili, una piacevole costante che si manterrà per tutta la serata.

I Mago de Oz sono tra le poche compagini spagnole in grado di arrivare al pubblico esterno alla penisola iberica e rinfrescare un po’ ovunque il successo ottenuto, oramai molti anni fa, dagli Héroes del Silencio (sono stati in attività costante fino al 1996, poi lo scioglimento, un tentativo di ripresa e lo stop - apparentemente - definitivo).

I Mago de Oz possono fare affidamento su un solidissimo fan club italiano, disposto a seguire la band in ogni sua data, sono una delle migliori espressioni europee del folk metal e in attività dalla fine degli anni '80. Come tante altre band simili - che non possono contare, almeno in Italia, sul grande clamore mediatico - hanno avuto vicissitudini fisiologiche e cambiamenti di formazione, il numero degli ex componenti è più lungo degli ingredienti dei piatti presentati dagli chef televisivi, ma è costante Txus (Jesús María Hernández Gil), fondatore della band e batterista.

Si presentano all'appuntamento dal vivo con un nuovo disco di prossima uscita (“Ilussia” verrà pubblicato da Warner tra meno di due mesi), molto entusiasmo e gioiosa condivisione, con gli Elvenking che li precedono come opening act, ma anche con noi. Se qualcuno dei musicisti avverte il classico nervosismo che anticipa l'esibizione, lo nasconde veramente bene. Il momento più adrenalinico di salire sul palco si avvicina velocemente, ma Txus, per niente teso, ribadiamo, conversa piacevolmente con noi, dopo aver baciato la nostra fotografa, l'interprete dallo spagnolo messa a disposizione dall'organizzazione e tutti i membri dello staff presenti, ma solo quelli di sesso femminile!

C'è tanto entusiasmo e tantissimo pubblico per voi questa sera
E' la seconda volta che suoniamo in Italia dopo sei o sette anni, e devo dire che è incredibile, non ci aspettavamo così tanta gente ed è veramente emozionante essere qui.

Siete in tour con un nuovissimo progetto musicale, la serata sarà incentrata principalmente sul questo?
Stiamo presentando un progetto molto speciale, un nuovo album che comunque è già sul mercato. Ma l'aspetto più importante è l'introduzione di un nuovo cantante (per Javier Dominguez aka Zeta si tratta del primo album in studio dal suo ingresso nella formazione, ndr). Come sapete non è mai semplice iniziare un nuovo progetto artistico con un nuovo cantante, ma sarà sicuramente qualcosa di favoloso.

Tra poco partirete con la vostra prima tournée in Russia, cosa vi aspettate dal pubblico sovietico?
Conosciamo già il pubblico russo, dai nostri concerti sulla costa spagnola, ci aspettiamo molto calore… (Il gesto del musicista non si presta ad equivoci e non ha bisogno di traduzione dalla lingua spagnola, ndr).

Il tempo della breve “intervista”, tra baci, abbracci, birre (molte) e chiacchiere, è terminato. I Mago de Oz sono stati appena chiamati sul palco. Abbiamo appena il tempo di salutare, fare un paio di foto e possiamo, anche noi, lasciare il backstage per passare avanti al palco. L’ovazione delle migliaia di persone presenti li accoglie e il concerto tanto atteso può iniziare. Ovunque sorrisi: evidentemente è un contagio positivo e collettivo. 

Quello che vediamo da questo momento è in esatta prosecuzione dell’atteggiamento rilassato che ha contraddistinto la band finora. Sul palco la formazione è solida, ben amalgamata e con voglia di divertirsi e giocare con tutti (basta che si accorgano di una macchina fotografica che si mettono immediatamente in posa), il pubblico risponde pienamente, ma anche questa è un’ovvietà, considerando che c’è chi ha fatto centinaia e centinaia di chilometri per essere qui questa sera. Il repertorio dei Mago de Oz si presta poi, con il coinvolgente ritmo mutuato dal folk, unito alla potenza del metal e stemperato appena dalle linee medioevali, riff alternati tra violino e "tradizionali" chitarre: tutto contribuisce ad offrire una piacevolissima serata di musica, adatta a tutti.

Ripensando alle poche parole scambiate prima dello show (non è stato solo un concerto), non abbiamo dubbi sull'accoglienza che il popolo russo riserverà alla band, dovranno semplicemente sostituire “cerveza" - una delle parole più gettonate di tutta la serata, prima, dopo e durante l'esibizione - con “vodka”, anche se la gradazione alcolica non è proprio la stessa. Ma non abbiamo timore che non verrà comunque gradita.

Setlist:
El Libro de Las Sombras
Maritormes
H2Oz
Molinos de viento
Satanael
La danza del fuego
Y ahora voy a salir
La posada de los muertos
Hasta que el cuerpo aguante
Sueños diabólicos
El que quiera entender que entienda
Mercedes Benz (Janis Joplin)
Hechizos, pócimas y brujería

Encore:
La costa del silencio
Fiesta pagana

giornalista
Nasco informatico e scontroso decenni fa, da meno anni sono anche giornalista e sempre scontroso. Di recente ho scoperto i social (ma non li ho ancora capiti).
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