Premio Ciampi 2024

La voce di Piero Ciampi irrompe in sala e una sua foto viene proiettata accanto alla scritta “outsider”

Premio Ciampi
m&s - Massimo Volume (foto © Simone Cargnoni)

Si suggella così, nella serata condotta con da Paolo Pasi, il legame tra questa edizione e la precedente, dedicata appunto agli outsider. Tantissimi ospiti, uno più emozionante dell'altro, in piena continuità con il Premio.

Il primo ospite è Marco Rovelli, vincitore del Ciampi per la miglior cover di un suo pezzo (Fino all'ultimo minuto). Rovelli spiega la scelta: «è un pezzo straziante e, anche se breve, esplosivo e intenso…Parlo dell’andare all’estremo del tempo». Oltre alla cover, Rovelli canta L’attesa, brano che dà il titolo al suo nuovo disco, un precipitato di vent’anni e di tutti quegli incontri che sono stati meravigliosi e decisivi nella sua carriera.

La seconda a esibirsi è un'altra vincitrice, Nicole Coceancig, giovanissima cantautrice friulana, che sa già tenere il palco e che, con la sua musica, veicola messaggi importanti e legati al tema di quest’anno. Il friulano, nei suoi pezzi, diventa non lingua che allontana chi non la conosce, ma mezzo espressivo. Esegue Di trop che o ai cjiaminât, ‘Da quanto ho camminato…!’ e Chiare mame, ‘Cara mamma’. Il pensiero va subito al De André che compone in genovese.

Lo scorso gennaio ci ha lasciati una delle colonne storiche del Premio Ciampi, Gian Franco Reverberi. Sul palco il fratello, Gian Piero, e la figlia, Michela. A Gian Franco, musicista a 360 gradi e autore e arrangiatore di numerosissimi pezzi della canzone italiana va il premio alla carriera.

Nathalia Sales, regina della bossa nova in Italia, porta un pezzo scritto per lei da Pino Pavone, L’ultima innocenza, che riporta subito la mente alla canzone italiana degli anni ‘60. Particolarmente intenso il momento in cui Pavone racconta di un pomeriggio passato insieme a Ciampi: erano insieme quando Piero chiede a Pino di accompagnarlo a trovare un gruppo di amici. Quando i due arrivano sul posto dell’appuntamento non trovano nessuno. Piero se ne va, saluta Pino, e il giorno dopo Pino legge una poesia appena scritto da Piero:

Il marciapiede cedeva / consumato da attese / e passi indimenticati.
Io, unico ospite, dalla paura / mi precipitai in un'osteria / e non ne uscii più.
Per questo non so / se siete ancora accese, / luci lontane.
Intanto, tra niente e niente, / le braccia incrociate nella testa / mi accingo a tutto / e continuo / a cantare.

La scoperta da parte di Enrico De Angelis di undici brani inediti di Ciampi regala momenti indimenticabili quando il palco si svuota per lasciar ascoltare uno di questi: Se, ma, no. Il brano è quasi tutto parlato, la voce di Piero è cruda, le parole sono lapidarie: “Il se è una puttana, il ma un derelitto, il no… è un guerriero”. Immagini piene di poesia sono accostate a parole taglienti come lame. Dalla rubrica telefonica di Ciampi, contenente anche la tracklist di un futuro album, è uscita l'idea per il titolo della serata: Siamo in cattive acque.

Coinvolgente e di enorme impatto emotivo la presenza al Premio di Nada. Racconta di quando a soli 18 anni, conosce Ciampi. Un mondo pieno di uomini… Ricorda sopra ogni cosa il suo sguardo, essere come quello di un bambino, che capisce tutto, sa tutto, ma non sa come fare. Così Nada ci regala tre indimenticabili interpretazioni di tre dei pezzi che fanno parte di Ho scoperto che esisto anch’io. Canta utilizzando le basi originali, ritrovate recentemente. Resta immobile di fronte all’asta del microfono e pare non aver bisogno di muoversi sul palco per sembrare gigantesca e catturare l’attenzione del pubblico, che la ascolta rimanendo magnetizzato.

Attesissimo il duo Teho Teardo - Blixa Bargeld, che dal vivo si presentano capaci di fare amara ironia in un vorticoso teatro dell’assurdo. Blixa legge da un foglio che regge Teho: «Il mio italiano è pieno di buchi. Il mio inglese non è molto buono: ha tanti buchi. Il mio tedesco… è molto buono, quindi lo perforo per fare dei buchi. Poi prenderò un pezzo di spago, farò un nodo a un capo per far passare l’altra estremità attraverso i buchi e finirò per legarli insieme. In un certo senso non erano mai stati insieme prima. Lo stesso vale per la musica». E questo è ciò che accade nella loro musica mistilingue, capace di far volare in un cupo mondo onirico anche l’ascoltatore che non conosce una di queste lingue.

Ma se la vita non smette mai di stupirci, allora si spiega la stella luminosa di Micah P. Hinson. Apparentemente il più distante da Livorno e da Piero Ciampi, è stata la sorpresa più bella della serata. La sua interpretazione personalissima di L’amore è tutto qui, in inglese. La voce di Hinson, piena di bassi da pelle d’oca già a un ascolto dei suoi brani online, porta lontano, nel suo mondo, negli USA, in Texas e racconta di quella vita spericolata e piena di traversìe che ha affrontato, ogni volta facendo vincere la musica sul dolore e sulla morte. La voce graffiante di Hinson racconta prima che le parole acquistino senso compiuto. Legge il testo da un piccolo foglio stropicciato (Amore è tutto qui), uscito su tutte le piattaforme il giorno dopo la serata del Premio.

Il tema delle acque torna con Daniela Pes, gallurese che trasforma la lingua in suono e il suono in lingua, per lo più sconosciuta e altra. Con la sua Fender Stratocaster si accompagna da sola regalando alla sala la potenza di una voce che è prima di tutto strumento, che Pes conosce profondamente e plasma a suo piacimento.

La chiusura della serata è dei Massimo Volume, presenti per ritirare il premio alla carriera. Un finale pieno di energia rock, in cui la voce parlata di Emidio Clementi mette ancora più in luce l’importanza delle parole dei loro testi crudi.

Il Premio Ciampi si rivela sempre una delle più importanti e belle occasioni per ascoltare musica d’autore di altissimo livello e forse ci dimostra che non siamo totalmente in cattive acque.

Flavia Guidi

Testata Giornalistica
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