Gianni Morandi: Stasera gioco in casa (recensione)

Eccomi qua, con i fiori presi in piazza e il cuore in mano, eccomi qua eccomi qua, proprio dove volevo

Gianni Morandi in concerto
m&s - Gianni Morandi in concerto (foto © Angelo Trani)

“Il Duse sta a Bologna come il brodo ai tortellini”: è in questa frase, pronunciata quasi all'inizio di uno dei 31 concerti (siamo stati al 23esimo), programmati per il “tour-residente” nella sala bolognese, che si racchiude tutto l’amore di Gianni Morandi per il capoluogo emiliano e per il Teatro “di casa”, la sala che sta ospitando i suoi concerti dal novembre 2019 e che gli aprirà il sipario anche il giorno di Pasqua. “Dopo aver pranzato con i tortellini, si va a Teatro”, è l'invito rivolto ai presenti.

Un concerto partecipato, pieno di energia e di interazione con il pubblico che comincia, ovviamente, con “Stasera gioco in casa”, la canzone scritta da Paolo Antonacci, nipote (figlio di Marianna Morandi e Biagio Antonacci) dell’”eterno ragazzo” e che continua con i maggiori successi intervallati da ricordi e aneddoti sulla lunga carriera dell’artista. Un concerto che ti fa venire voglia, una volta tornati a casa, di aprire youtube o spotify per ascoltare le canzoni meno conosciute, oppure di aprire l’armadio dei ricordi dei genitori per cercare quel 45 giri che si sa essere ancora custodito con cura.

“Amici, maneggiate con cautela questo disco: è pieno di dinamite! Conoscete Gianni Morandi? Eccovene un rapido ritratto: sedici anni (ne dimostra meno), statura media, magro, ciuffo sbarazzino sulla fronte e l’argento vivo addosso. Si accompagna con la chitarra ed è alla sua prima esperienza discografica. Rock lenti, scatenati, cha cha cha, twist tutto va bene per il “Morandino”, come lo chiamano gli amici; una pizzicata alla sua chitarra e via, si scatena. Ha una voce fresca, squillante, un temperamento eccezionale, personalità insomma. "Andavo a cento all'ora per baciar la bimba mia..." dicono le parole della canzone che vi presentiamo e Morandi va veramente a cento all'ora sulla strada che porta al successo.... Chi l'ha scoperto e portato alla RCA (e prodotto il suo primo disco) è Franco Migliacci, il più famoso paroliere italiano. Dicono che Migliacci, quando si tratta di cantanti o di canzoni, vada sempre a colpo sicuro: ascoltate Gianni Morandi in "Andavo a cento all'ora" e "Loredana" e ve ne convincerete. Abbiamo riportato, integralmente, la nota del retro di copertina del 45 giri “Andavo a cento all’ora” (lato B Loredana), del 1962. E’ una nota che, con il senno di poi, ha trovato ragione di esistere con una chiara visione del futuro; a ben pensarci basterebbe cambiare qualche parola qui e lì (tipo “disco” con “concerto”, “sedici anni” con “settantacinque”, “prima esperienza” con “pluriennale”) e si avrebbe chiara l’immagine del one-man-show che Morandi ci sta proponendo.

“Andavo a cento all’ora”, “Bella signora”, “Un mondo d’amore”, “C’era un ragazzo che come me...” e il sentito omaggio agli Stadio con “Chiedi chi erano i Beatles” e soprattutto a "Lucio". Un artista al quale non necessariamente va abbinato il cognome, perché chiunque sa che Morandi (e non solo lui) quando parla di Lucio, parla dell’amico Dalla con il quale ha condiviso tante passioni: il tifo per la squadra del Bologna, l’amore per la città ed il suo cibo e il palco. E’ emozionante sentire Morandi raccontare le conversazioni e le loro telefonate, soprattutto per l’utilizzo dei verbi al presente. Raramente l’artista si corregge e si percepisce quanto la presenza di Lucio sia ancora palpabile, magari passando per la sua “Piazza grande” (in realtà Maggiore) o per Via d’Azeglio. “Siamo Angeli” e soprattutto “Caruso”, alla cui vocalità Morandi si adatta alla perfezione, strappano applausi a scena aperta. Applausi che sono comunque “sparpagliati” per tutto lo spettacolo e che si mescolano a stupende manifestazioni d’amore e vicinanza degli spettatori. “Fatti mandare dalla mamma a prendere il latte” si conclude non solo con la tipica e prevista esortazione da parte di Morandi “Ehi Scendi! Vieni giù, fai presto…“, ma anche con la risposta da parte di una spettatrice della galleria che grida: “Arrivo Gianni, aspettami!”, strappando risate anche al cantante.

Due ore e 40 minuti circa nel quale, grazie anche alla chitarra di Elia Margutti, al pianoforte di Alessandro Magri e alla regia di Saverio Marconi, si respira un’aria casalinga, intima, come se Morandi avesse aperto il vasto salotto di casa a 999 persone (tanta la capienza del Teatro Duse) per poter cantare tranquillamente “Uno su mille ce la fa” (e non abbiamo dubbi su chi fosse l’uno), raccontare dell’incontro con Mogol (e ne abbiamo scoperto un’insospettabile dote di imitatore) oppure per far sentire una delle voci femminili scelte tra le appassionate amanti del canto che ad ogni concerto hanno l’opportunità di duettare con lui. Nella serata alla quale abbiamo assistito la parte femminile di “In amore” (nella versione originale è Barbara Cola) è stata cantata da Federica, una giovane commessa bolognese.

In “Una vita che ti sogno” Morandi canta “La voglia di rivivere tutto da capo e ogni momento”. E’ un po’ la sensazione che si ha uscendo dal Teatro: si avrebbe voglia di tornare, cercando un biglietto tra le date sold out (i concerti di febbraio completamente pieni, a marzo ancora qualche posto, consigliamo di affrettarsi per aprile), magari per ascoltare un aneddoto in più, o comprendere meglio un testo sfuggito alla memoria, oppure per ballare sottopalco “Banane e lampone”. E per fare questo non è necessario ricordare esattamente parola per parola.

Mormora Music
presenta
Gianni Morandi
in
STASERA GIOCO IN CASA
pianoforte Alessandro Magri
chitarra Elia Garutti
foto Angelo Trani
Il brano 'Stasera gioco in casa' è di Paolo Antonacci

giornalista
A 25 anni volevo lavorare nel mondo del Teatro. Ora ne scrivo con la stessa passione di allora, facendo molte incursioni nell'arte e meno nella musica.
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