Claudio Cirillo in viaggio con Agricooltour (intervista)

Da musicista a cantautore, ma soprattutto viaggiatore. In estrema sintesi Claudio Cirillo

m&s - Claudio Cirillo (foto © Chiara Mattei)

La nostra intervista, appunto, è stata realizzata in Andalusia. Non stiamo scherzando: nel momento in cui abbiamo telefonato a Claudio Cirillo, l'artista protagonista dell'edizione 2021 di Agricooltor (il festival musical-bucolico organizzato da Isola Tobia Label), lo abbiamo incrociato nel corso di una sua "vacanza di lavoro" in Spagna, chiaro segno che chi nasce viaggiatore non può, non vuole, non riesce ad essere per troppo tempo ancorato ad un solo luogo.

Dalla nota biografica in nostro possesso, leggiamo che ha cominciato ad esibirsi dal vivo molto presto e dal 2018 al 2020 ha viaggiato per l’Europa come artista di strada, con la formula del one man band. Ha girato e si è esibito in Germania, Olanda, Svezia, Inghilterra, Scozia, Repubblica Ceca, Spagna e Portogallo. La nostra prima domanda non poteva che essere legata al tema del viaggio in musica.

Da dove è nata questa esigenza di sperimentarsi con un pubblico così eterogeneo, che probabilmente non comprende i testi, a parte le cover in lingua inglese?
Da una parte, inizialmente, ho voluto sperimentare e verificare se quello che si dice, che all'estero gli artisti vengono trattati meglio, che c'è più attenzione. Avevo sempre girato in Italia e volevo vedere se era veramente così. Molte volte si dice che il pubblico estero, e poi non si capisce bene quale sia, diciamo fuori dall'Italia, durante i concerti ti ascolta. Volevo quindi sperimentare se davvero c'è molta differenza.

E c'è?
Devo riconoscere di sì. C'è un maggiore ascolto dell'artista, indipendentemente da chi sei. Più attenzione e più rispetto, anche nelle organizzazioni dei set (e ne facevo 4 o 5 al giorno). Maggiore considerazione professionale, anche sulla strada. Poi mi piaceva l'idea di portare le canzoni in italiano a chi probabilmente l'italiano non lo conosce. Per fare un esempio, cantare una cover dei Beatles a Liverpool passa inosservata, lo fanno talmente in tanti e anche di molto bravi. Invece la canzone italiana ha un altro fascino e ti capitano anche sorprese inaspettate...

Tipo?
Lucio Battisti. E' uno dei miei cavalli di battaglia. Dove vai in Europa è conosciuto quasi quanto in Italia. Per anni mi sono esibito assieme a mio padre in uno stesso piano-bar in Sardegna, tutte le estati per quattro/cinque anni. Può immaginare quanto cantautorato ho suonato in quel periodo: infinito. Non c'era persona, e veramente venivano da dovunque, che non conoscesse e cantasse tutto il repertorio di Lucio Battisti. Ma anche la mia musica ha sempre funzionato bene nei paesi dove sono stato, le mie canzoni in italiano.

Ha dichiarato come "determinante" l'ascolto di Tommy Emmanuel. Dobbiamo aspettarci delle sessioni in solo acustico nel tour che prende via a fine mese?
Solitamente sì. Penso di essere riuscito ad integrare la parte cantautorale allo stile di Emmanuel - fingerstyle - quindi tutti i brani sono stati rivisitati non solo sulla base degli accordi essenziali, ma studiando bene tutte le parti degli strumenti di un'intera band, unendoli tutti solo per chitarra.

Si è scelto un compito facile!
(Ride) E' stato inevitabile, perché io prima non cantavo, suonavo e basta. Potevo permettermi di concentrarmi di più e osare di più dei tre classici accordi fondamentali per il brano. Nel momento in cui ho messo anche il canto mi sono trovato a sentire la "mancanza" di questo complesso di suoni e sono riuscito ad unirli. Non è stato poi così difficile.

L'influenza di Fred Buscaglione immagino sia legata all'interpretazione. Ascoltando "La fregatura pt 1" ho trovato dei richiami a Stefano Rosso, ad una forma di narrazione molto romana e quasi scomparsa. Conferma?
In effetti non è il primo che mi fa notare questa somiglianza. Io non l'ho mai ascoltato, ma moltissime persone me l'hanno detto.

L'EP è il suo primo progetto discografico. Lo eseguirà integralmente?
Da Agricooltour mi hanno chiesto di fare esclusivamente brani originali e al massimo due cover. Quindi farò ascoltare tutto il mio repertorio e solo due cover alle quali sono veramente affezionato.

Posso chiedere quali sono? O è una sorpresa?
(Ride) Facciamo 50 e 50. Una la dico e l'altra rimane un segreto anche per il pubblico che mi ascolterà. "Destinazione Paradiso" di Gianluca Grignani. Ne ho un ricordo particolare, delle stagioni estive in Sardegna che facevo e che cantavo con mio padre. Dopo quando sono andato a risentirla in originale, mi è sempre molto piaciuta, ma sono rimasto più attaccato alla versione intima che facevamo con Papà. L'arrangiamento è diverso, con le accordature aperte. E' molto sognante.

Per la setlist del tour, gli altri brani sono già pronti, quindi scritti in precedenza, o li sta preparando ora?
Un po' e un po'. Ho dei brani già fatti e già pronti e ne sto scrivendo altri per un prossimo disco, un concept album nel quale verranno inseriti anche i brani che faccio ascoltare in anteprima durante le date di Agricooltour. Non ho ancora ben programmato l'uscita, ma ci sto lavorando.

In perfetto stile delle grandi band rock degli anni '70: si fa il disco e si parte immediatamente per la tournée. Ed era quella la vera promozione
Questa volta sì. Forse è il metodo migliore. Devo dire poi che, al di là del fatto di aver fatto tante serate, girato dovunque, il busking, una serata dedicata alla mia musica originale di un'ora e mezza raramente mi è capitata e sono veramente curioso di vedere come reagiranno le persone.

Cosa si aspetta - se si aspetta qualcosa - da questo tour, così diverso strutturalmente dai suoi?
Il principio è sempre lo stesso. Anche perché in tutti i luoghi dove ho viaggiato e suonato, sono sempre andato alla ricerca di posti molto romantici, dove la mia musica poteva anche essere percepita come un sottofondo, sfruttando ad esempio la suggestione del tramonto per eseguire una classica canzone italiana "smielata". Mi immagino, quindi, una situazione sicuramente intima, ma senza l'aiuto delle canzoni famose per tenere alta l'attenzione. Sarà molto interessante vedere come va.

Potrebbe essere vero anche il contrario: il pubblico si concentra di più per prendersi il brano, visto che non lo conosce
Potrebbe essere. In ogni caso io cercherò di dare un filo narrativo. Non ci sarà l'ascolto di una canzone e poi la prossima senza nessun legame. L'idea è quella di narrare una storia unica fatta di viaggi, di canzoni e di progetti futuri. Un filo narrativo che parte proprio dal presentarmi, raccontare al pubblico quello che ho fatto, sto facendo e farò, sempre in musica. In linea teorica l'ho vista così.

Lasciamo Claudio Cirillo al suo viaggio spagnolo e alla creazione delle "voci" ancora mancanti dal suo cv musicale. Abbiamo la sensazione che le nostre strade si incroceranno nuovamente, da capire solo dove. Lo ringraziamo del tempo che ci ha concesso e ringraziamo anche Isola Tobia Label per il supporto logistico a questa chiacchierata.

giornalista
Nasco informatico e scontroso decenni fa, da meno anni sono anche giornalista e sempre scontroso. Di recente ho scoperto i social (ma non li ho ancora capiti).
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