The Phantom of the Opera (review)

Da 35 anni O.G. è al servizio del teatro (musicale) di Sua Maestà. E non ha la minima intenzione di andare in pensione

The Phantom of The Opera
m&s - Scott Davies e Harriet Jones in The Music of the Night al West End Live 2014 (foto © media & sipario)

Febbraio 1984, Cameron Mackintosh si sta godendo un lungo bagno caldo, quando squilla il telefono: è Andrew Lloyd Webber. Da questa telefonata, ipotizziamo una delle tante tra il produttore ed il compositore, nasce - quasi per caso - l'idea per un successo che, dal 9 ottobre 1986, riceve applausi costanti dal pubblico che affolla l'Her Majesty's Theatre, nel West End, ogni settimana. Da Londra a New York, come sempre il passo è breve, anche se il pubblico di Broadway dovrà invece attendere il 26 gennaio 1988, data di debutto del "Fantasma" al Majestic Theatre, dopo poco avrebbe "aperto" anche Tokio, ricorda con una sua nota il regista Hal Prince. Per le due première più importanti dello show business teatrale mondiale i protagonisti sono gli stessi: Michael Crawford è The Phantom, Sarah Brightman è Christine e Steve Barton è Raoul.  

L'idea di Andrew Lloyd Webber di trasformare in musical la novella di Gaston Leroux si rivela vincente, con un gradimento e apprezzamenti trasversali che crescono e diventano costanti negli anni. Si festeggia il ventennale, per il venticinquennale viene finalmente realizzato il dvd con la registrazione dell'opera, ovviamente dal vivo alla Royal Albert Hall, protagonisti Ramin Karimloo e una eccezionale Sierra Bogges, ma da non perdere anche l'encore finale con altri 4 Fantasma e i due ospiti speciali: Michael Crawford e Sarah Brightman, l'Angel of Music personale di Lloyd Webber. Nel 2016 festa (in streaming) per le "prime" trenta candeline.

Siamo al 2021, per la precisione è il 31 dicembre, e lo spettacolo è l'ultimo di un anno sicuramente non semplice. E non che il precedente sia stato migliore, anzi. In teatro c'è la voglia di mettersi tutto alle spalle, la voglia di resistere e di abituarsi all'idea che il virus è tra noi e ci rimarrà ancora. Alle mascherine siamo oramai abituati e alcune signore ne sfoggiano adatte alla serata, in conseguenza dell'outfit con il quale, dopo lo spettacolo, si continuerà la serata di festeggiamenti.

il Fantasma ha 35 anni splendidamente portati che non possono far altro che evidenziarne la qualità e il costante successo, non per caso ma per meriti artistici. Una perfetta fusione dei componenti che ogni spettatore vorrebbe trovare entrando a teatro, per uno dei musical meglio riusciti nella storia del teatro musicale, da "Show Boat" in poi.

L'approccio londinese a "The Phantom of the Opera" andrebbe fatto sorseggiando una preziosa bottiglia di Château Pétrus (il suggerimento - e lo ringraziamo per questo - è del maître Claudio Sarti), per rendersi conto, coinvolgendo gusto, vista e udito di quanta maestria sia stata messa nella sua realizzazione. Una grande storia d'amore, ovviamente tragica (anche se abbiamo sempre la speranza che prima o poi Andrew Lloyd Webber decida di riscriverci il finale, virandolo sull'happy end), che portata a teatro è stata in queste quasi quattro decadi sempre "aggiornata".

Piccoli, quasi impercettibili, ma significativi passi, che hanno riadattato il Fantasma al percorrere dei tempi e alle migliaia di spettatori che lo hanno finora applaudito. Avendo la possibilità di fare confronti tra le prime registrazioni audio e le successive, ci si rende conto di come gli arrangiamenti abbiano seguito una precisa linea evolutiva, quasi presagendo le varie "versioni" e le diverse possibilità tecnologiche che si vengono a prospettare. Suggeriamo l'acquisto di "Symphonic Suites" per ascoltare la versione sinfonica di un estratto dal Fantasma (ci sono anche Evita e Sunset Boulevard), direttore Simon Lee, per farsi un'ulteriore idea. La registrazione è anche su YouTube (indirizzo https://www.youtube.com/watch?v=fFcZ0_PsLcM)

E lo stesso è avvenuto ed avviene per l'impianto audio, luci ed effetti, le macchine sceniche. I costumi sono sempre e assolutamente di rara bellezza (firmati dalla compianta Maria Bjornson), rivisti oggi sembrano ancora più belli; le scenografie mobili hanno dell'incredibile (il fiume sotterraneo, la scalinata, il tetto del teatro, per citare alcuni elementi di maggiore percezione visiva).

Rivedendo il musical più e più volte si possono apprezzare e cogliere gli innesti di altissima precisione e maestria; le canzoni hanno da tempo abbandonato lo spazio teatrale per diventare setlist del grande repertorio internazionale di grandi cantanti; orchestra dal vivo di 27 elementi ed un cast artistico di 33 persone in scena tra attori/cantanti/ballerini, più le riserve, più tutto il personale tecnico necessario e ovviamente quello di sala. Tutto concorre perché si abbia piacere nel vedere (e rivedere ancora) questo grande spettacolo, perché si esca dal teatro convinti che: "questo è il musical, diffidare dalle imitazioni!"

Nel 2017, in una precedente visita di cortesia in teatro (perché questo è il Fantasma, un amico da andare a trovare) scrivevamo: In questo momento, i tre ruoli principali della versione londinese sono affidati a Ben Forster (The Phantom), Celinde Schoenmaker (Christine) e Nadim Naaman (Raoul). Ed è apprezzabile notare come anche le interpretazioni siano leggermente cambiate negli anni, favorendo una maggiore accentuazione gestuale e mimica (nel caso degli interpreti maschili) e - soprattutto - consegnandoci una delle migliori voci femminili che finora si siano cimentate con questo difficile ruolo. Il piacere che si prova nell'ascoltare la cantante olandese impegnata nella parte finale di "Think of Me" e nel duetto "The Phantom of the Opera" è mitigato solo dal fatto che le canzoni hanno fine e non vengono bissate!

Oggi che sul palco abbiamo Killian Donnelly (The Phantom), Lucy St Louis (Christine), ma noi abbiamo visto Holly-Anne Hull (perché quando le produzioni sono così serie tutti gli interpreti sono di qualità, non si cerca il "nome") e Rhys Whitfield (Raoul), il piacere non è sicuramente cambiato. Abbiamo solo notato come le voci siano appena più vicine ad un'impostazione lirica. Molto apprezzata la "Carlotta Giudicelli" di Saori Oda, appena meno efficace la "Madame Giry" di Francesca Ellis, ma è probabile che abbiamo troppo applaudito Liz Robertson (stesso ruolo anche in Love Never Dies).

Le circa due ore di spettacolo scorrono via talmente veloci che uscendo dal teatro sembra sia mancato qualcosa, che per un assurdo scherzo sia stata tagliata via una scena o una canzone. In realtà non manca nulla, forse il lieto fine. Ci ostiniamo ad attenderlo, anche per avere un'altra scusa e tornare in sala ad applaudire, ma non è poi così necessario: per rivedere il Fantasma basta solo avere la possibilità di passare da Londra. L'Her Majesty's Theatre attende il pubblico 5 giorni su 7 con sei spettacoli settimanali, sabato doppia, martedì e venerdì il Fantasma riposa. Chissà cosa fa? E chissà cosa ha fatto a Capodanno? Abbiamo l'impressione (certezza) che torneremo a fargli visita e chissà se non vorrà rispondere alla nostra domanda.

giornalista
Nasco informatico e scontroso decenni fa, da meno anni sono anche giornalista e sempre scontroso. Di recente ho scoperto i social (ma non li ho ancora capiti).
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