Io e Pirandello (recensione)

Chiedendo un passaggio sulla macchina del tempo è possibile far incontrare Sebastiano Lo Monaco con Luigi Pirandello?

immagine di un uomo sorridente con la barba
m&s - Sebastiano Lo Monaco

Nel 1895 viene pubblicato il romanzo "The Time Machine" di H.G. Wells, un'opera di fantascienza che diventerà ben presto un classico acclamato da generazioni di lettori. Nel 1960 il regista George Pal ne realizza un adattamento cinematografico di altrettanto successo con Rod Taylor nei panni dello sfortunato inventore George Wells. Nel romanzo e nell'adattamento si ipotizza la costruzione di una macchina che si muove nel tempo, quella stessa macchina che - ipotizziamo - permette a Sebastiano Lo Monaco di incontrare Luigi Pirandello, il geniale scrittore e autore teatrale a cui un gran numero di attori nel mondo deve solo riconoscenza, sempre che nelle loro rappresentazioni siano stati anche applauditi (se così non fosse, la colpa non è sicuramente del drammaturgo).

L'attore siciliano (nato nel 1958) approfitta quindi della macchina di Wells per ripercorrere indietro nel tempo i suoi anni e i suoi personali ricordi, raggiungendo e raccontando la sua infanzia a Floridia (nelle vicinanze di Siracusa), le classiche vacanze di ogni ragazzino degli anni '60 con i genitori, l'immediata passione per il teatro che si trasforma poi in possibilità offerta dal ragioniere Gino Lo Monaco (il padre) di poter frequentare la prestigiosa Silvio D'Amico, l'accademia d'arte drammatica romana che ha sempre preparato il meglio del meglio del professionismo teatrale italiano. Qui il giovane, esuberante e incosciente Sebastiano si cimenta per l'ammissione con l'Edipo Re e malgrado la sua spiccata sicilianità viene ammesso, ma soprattutto in Accademia incontrerà, quale suo docente, Andrea Camilleri. E la schiera degli incontri - su è giù per il tempo - continua.

Il racconto autobiografico e a tratti molto personale si miscela in allegra e piacevole confusione con piccoli estratti da opere teatrali (ovviamente pirandelliane), grandi must della letteratura mondiale (il V canto della Divina Commedia dedicato a Paolo e Francesca), anche citazioni cinematografiche (il "traffico" dal Johnny Stecchino di Roberto Benigni) con citazioni dei tanti incontri professionali che una così lunga carriera (ha già superato le sue prime 28 candeline) ha via via concesso, da Paolo Stoppa a Paola Borbone. E qui è normale, se si ama e si ammira questo mondo, provare un po' di invidia per chi ha potuto percorrere gli stessi tavolati assieme a nomi del genere.

Abbiamo quasi la percezione che la linea dello spettacolo "Io e Pirandello" sia quella di non averne affatto, ma ci si lasci trasportare dall'onda dei ricordi in libertà, recitando, meglio, vestendo i panni di questo o quel personaggio pirandelliano, perché dopotutto "Pirandello è dovunque, è nell'animo umano". Sebastiano Lo Monaco "usa" quindi Luigi Pirandello per raccontare sé stesso, oppure è usato dal Premio Nobel per raccontare l'attore, nel momento in cui è lo scrittore a stringere la cloche della macchina del tempo. "Io con Pirandelllo c'ho campato" è una bella dichiarazione di onestà che molti - tanti - dovrebbero fare, anche perché non si tratta di una confessione a denti stretti, ma è una semplice ammissione di verità. E Lo Monaco nel suo spaziare di testo in testo non si nasconde ed ammette la sua totale devozione nei confronti dell'uomo e per quella terra, la Sicilia, fatta di eccessi e di contraddizioni. Quegli stessi aspetti che un osservatore attento come Pirandello continua a presentarci di replica in replica, dal romanzo alla novella. Abbiamo quasi l'idea che Wells non rientrerà mai più in possesso della sua macchina, tanto varrebbe regalarla a chi ne possa fare un buon uso, magari teatrale.

IO E PIRANDELLO
di e con Sebastiano Lo Monaco
regia Salvo Bitonti
musiche Dario Arcidiacono
durata un atto unico di 80 minuti

giornalista
Nasco informatico e scontroso decenni fa, da meno anni sono anche giornalista e sempre scontroso. Di recente ho scoperto i social (ma non li ho ancora capiti).
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