Manoviva (recensione)

"Guardami dentro gli occhi, gli occhi che erano bambini, guardami dentro gli occhi...", Roberto Vecchioni, 1982

Manoviva
m&s - Manoviva

Non verso gli occhi, ma verso le mani sono stati catalizzati tutti gli occhi dei bambini - ma anche di genitori, accompagnatori e nostro - magicamente attratti da uno spettacolo felliniano e poetico, intenso e fantastico. Uno spettacolo di rara bellezza ed eleganza e di grande sensibilità artistica che ti incanta e ti trasporta in un mondo di magia dove solo le mani sono protagoniste, e dove tutto è possibile.

Percorriamo la strada narrativa al contrario, per una volta, per presentare - prima - questa originale formazione artistica, attingendo direttamente le informazioni dal loro sito: L’avventura teatrale di Girovago e Rondella inizia nel 1987 a Rodi (Grecia); dopo varie esperienze di studio sul mimo,  la musica e le arti applicate in Italia la coppia itinerante sviluppa la sua ricerca girando nelle isole Greche e sulle coste Turche. Nell’arco di sette anni si forma la Girovago e Rondella family theater, grazie alla nascita di Rugiada, Timoteo e Tommaso, i quali si ritagliano ben presto un ruolo artistico nel gruppo.

"Manoviva" è probabilmente il loro spettacolo di maggiore appeal, uno spettacolo - ci ripetiamo - con cui si aprono le mani e si libera la fantasia verso la luna, nel più totale silenzio e rispetto per il gesto scenico. Perché tenere a bocca aperta ed immobili più di 300 persone per circa un'ora, a seguire le evoluzioni di due mani burattini non è facile, né tecnicamente - provate a simulare con una mano un corpo umano, assegnando alle dita il ruolo di braccia, gambe e testa e, soprattutto, dotateli di mobilità propria - né drammaturgicamente. Eppure la compagnia Girovago e Rondella è riuscita a far liberare anche la fantasia degli adulti che hanno riportato sui propri occhi quella patina di visione infantile che, nell'arco degli anni, ognuno di noi purtroppo scalfisce, fino a perdere completamente.

I bambini no, loro si sono immediatamente immedesimati nelle due mani-attori, proiettando su di esse i giochi che spesso "mettono in scena", silenziosamente, seduti in terra, basandosi su quel "nulla, ma con il mondo a disposizione" così difficilmente realizzabile quando si diventerà poi adulti. Per i loro occhi la finzione non è finzione, ma piena libertà alla fantasia. Sul palco, per loro, non ci sono mani, ma acrobati in miniatura. E questo alimento della mente ha bloccato tutti i presenti, impedendo letteralmente di riuscirsi a staccare dallo spettacolo, anche solo per un istante. Così virtuosi i due protagonisti Manin e Manon (alias Federica Lacomba e Marco Grignani) da farci quasi scivolare sopra - nostra colpa - sul duo di musicisti che li accompagnano nel corso dello spettacolo.

Grande merito alla coppia di attori girovaghi e alla loro Family Theater per aver sensibilmente proposto in un vero crescendo poetico uno spettacolo apparentemente semplice, ma che semplice non è, frutto di passione e attenzione e di grande conoscenza di quell'arte così difficile che concretamente si estrinseca nel donare emozioni al pubblico, sia che esso sia aduto, sia che sia bambino, un pubblico che usa lo sguardo e le oh di meraviglia per sottolineare la propria partecipazione al racconto, sempre emotivo e sempre suggestivo.

MANOVIVA
di e con Girovago e Rondella

giornalista
A 25 anni volevo lavorare nel mondo del Teatro. Ora ne scrivo con la stessa passione di allora, facendo molte incursioni nell'arte e meno nella musica.
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