Love Never Dies (review)

Andrew Lloyd Webber, orgoglioso papà del Fantasma, ha messo in scena il "figliolo" di uno dei suoi più importanti successi

locandine all'Adelphi Theatre di Londra
m&s - locandine all'Adelphi Theatre di Londra (foto © media & sipario)

Love never dies è il titolo di uno dei rarissimi sequel messi in scena nel musical internazionale. Si tratta del penultimo spettacolo firmato Andrew Lloyd Webber, che riprende qui uno dei suoi più grandi e riusciti successi, "The Phantom of the Opera", in scena a Londra ininterrottamente da 25 anni. In questa occasione ad affiancare il compositore britannico ci sono Glenn Slater e Charles Hart per i testi, mentre il libretto è ovviamente suo, con la collaborazione di Glenn Slater e Ben Elton.

La storia è stavolta ambientata a New York, esattamente a distanza di 10 anni dall'incendio parigino del Teatro dell'Opera, la prima casa del nostro "Phantasma" e luogo del suo contrastato amore per Christine Daee, la cantante "Angel of Music", che nel frattempo si è sposata con Raoul e ha avuto anche un figlio, Gustave. La storia si dipana nello stile melò o, se volete, soap opera, con l'immancabile dramma finale, che evitiamo di raccontare, anche se è abbastanza facile da immaginare.

Scenografie superbe, palco ruotante per i cambi di scena, acustica eccellente e bellissimi costumi: questi i punti di forza dello spettacolo che - a nostro parere - non riesce mai a decollare completamente e a suscitare negli spettatori (più puri e "phantom oriented") quel coinvolgimento estremo che il Fantasma (quello vero!) ha potuto fare in questi suoi primi 25 anni di onorato servizio nel Teatro di Sua Maestà (esattamente come un altro signore, elegante e tenebroso, ma dotato di licenza di uccidere e non di canto) che siamo sicuri continuerà a suscitare ancora per molto tempo.

Il primo campanello d'allarme è stato costituito dal fatto che, a differenza dell'altro Fantasma, saldamente in scena all'Her Majesty's, all'Adelphi Teatre ci fossero stranamente molti posti vuoti, almeno nella replica da noi scelta. Questa dissonanza con le lunghe liste in attesa dei biglietti per "The Phantom of The Opera" non ha fatto altro che confermarci la prima impressione che a questo pur pregevole sequel sia mancato "qualcosa". Non la bravura degli interpreti, anche se una maggiore incisività scenica dei due protagonisti avrebbe sicuramente giovato, non l'eccellenza dell'impianto scenico, come sempre all'altezza delle nostre aspettative, ma è proprio la storia ad essere meno "succosa" e, di conseguenza, l'emozione suscitata dalle "canzoni".

Interessante, ma poco convincente, "L'amore non muore mai" sembra quasi aver voluto cercare e trovare fonte di ispirazione non in un romanzo classico come per il suo n. 1, ma nelle sceneggiature televisive (se non addirittura nel "Moulin Rouge!" di Baz Luhrmann), costringendo così gli interpreti a destreggiarsi tra dialoghi e situazioni un po' scricchiolanti e in alcuni casi eccessivamente verbose. Purtroppo, i leggeri e rari innesti musicali che rimandano al Fantasma portano alla memoria la pubblicità di un noto istituto di credito e conseguentemente la frase (che non siamo stati i soli a pronunciare) "ma il fantasma è un'altra cosa". E' anche vero che è sempre difficile il confronto, quando non impossibile, se il competitor è così "macignamente" superbo, quanto quell'amore da noi tutti provato per il teatro che probabilmente non morirà mai. Questo sì.

Se quindi non deciderete di dedicare alcune ore del vostro soggiorno londinese a questo musical, che comunque è nello standard qualitativo britannico, pur con i suoi difetti, e che rimarrà in scena nel West End "solo" fino ad agosto 2011, ma vorrete in ogni caso assistere ad un eccellente spettacolo, non avrete che - come sempre, considerato il luogo - l'imbarazzo della scelta. La Disneyland europea del Musical avrà sicuramente di che deliziarvi. E c'è anche tanta prosa, non dimenticatelo.

LOVE NEVER DIES
di Andrew Lloyd Webber
liriche Glenn Slater
libretto Andrew Lloyd Webber e Ben Elton,
con Glenn Slater & Frederick Forsyth
liriche aggiuntive Charles Hart
con Ramin Karimloo (The Phantom) e Sierra Boggess (Christine)
regia Jack O'Brien
scene Bob Crowley
coreografie Jerry Mitchell

giornalista
Nasco informatico e scontroso decenni fa, da meno anni sono anche giornalista e sempre scontroso. Di recente ho scoperto i social (ma non li ho ancora capiti).
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