Una forma di narrazione che cerca di rispondere ai dubbi dello spettatore, trovando direttamente nel pubblico le risposte.
Si torna alle origini del teatro, all'aperto e con il palco che è un tutt'uno con gli spettatori (o quasi). Si torna alla ricerca dell'ancestrale relazione tra attore e spettatore. E' questa la sintesi dello spettacolo "Teatromanzia", una sintesi che potrebbe essere, senza problemi, una figura illustrata su una delle 15 carte degli Arcani, tra le mani della evocata Madame Banshee (Alessia Raimondi), una figura misteriosa, che si esprime in una lingua tutta sua - un idioma che è una miscela di inglese, francese, tedesco, italiano e spagnolo - e che, rubando lo stile alle 4 No Blondes, sembra un'esponente dello steampunk. Coerentemente al pensiero sotteso al movimento, muovendosi tra le parole del testo scritto da Andrea Lupo, Madame Banshee si aggira tra il pubblico, soffermandosi su spettatori scelti a caso che, sempre a caso, possono interrogare gli Arcani "pescando una carta" e facendo "domande" sul loro futuro.
teatromanzia, teatromanzia, ogni dubbio spazza via... teatromanzia, scatena tutta la tua magia!
Le domande e gli arcani sono il pretesto per piccole e gustose scene che vanno dall'umoristico al drammatico, pescando a piene mani dalla drammaturgia francese (Molière e Rostand), ma anche dalla scrittura americana di George Huang o Eric Bogosian, in una libera interpretazione e reinterpretazione che esalta le peculiarità dell'uno o dell'altro attore. La danza aerea di Camilla Ferrrari si mescola alle "follie molecolari" di Marco De Rossi (anche aiuto regista), alla "romana sguaiata" Michela Lo Preiato e alla "desperate housewife" (senza essere wife) Giuditta Fornari, o alle vicende dello stesso Andrea Lupo con Michele Zaccaria.
I quadri teatrali sono ben adattati e adattabili ad ogni interrogativo possa avere il pubblico sul proprio futuro (non ci scostiamo molto dai classici: amore, lavoro, fortuna). Le domande, superato l'imbarazzo di trovarsi davanti Madame Banshee, possono essere tante e diverse, anche se vertono più o meno sugli stessi macro-argomenti (anche grazie all'abilità degli attori di "improvvisare" uno sketch o seguire il copione). Il messaggio che viene consegnato al pubblico è quello del teatro come risposta ad ogni domanda. Siano messe in scena di testi del passato o di scritture contemporanee, ci si accorge con lo scorrere dello spettacolo, con la lettura degli Arcani, che sia in una frase del Misantropo di Molière (1666) quanto in una del Pellicano di Strindberg (1907) si può trovare "la" risposta. Nel contempo appare appena percettibile l'ironica e bonaria "presa in giro" nei confronti delle risposte facili, che spesso si cercano non solo nelle carte, ma anche e soprattutto nei beni materiali che sostituiscono, senza accorgersene, i sogni.
"Non accettate sogni dagli sconosciuti" si legge sempre più spesso sui social in un tam tam da tastiera; eppure come dichiara la "nipote di Cesira": "Mi ricordo di quando ero piccola e sognavo (...) ma adesso (da grande) i sogni non ti nascono mica da soli, così, da dentro… noooooo… è roba che ti trapiantano da fuori…" dando risposte non richieste a domande che non si sapeva di avere.
Due ore intense che però passano velocemente - anche grazie all'accompagnamento musicale di Guido Sodo - con l'impressione di trovarsi davanti una miscellanea di tanti autori, filtrati attraverso l'occhio attento e ironico di Lupo, che dirige una compagine capace di "cambiare" abito senza difficoltà, pur mantenendo ben chiara la caratteristica che contraddistingue l'uno o l'altro artista. Non ci rimane che continuare a girare le carte: alla vita e allo spettacolo tanto vengono date le stesse risposte.
CABARET DEGLI ARCANI
Teatromanzia delle Temperie
di Andrea Lupo
musiche e canzoni Guido Sodo
con Andrea Lupo
e con Michele Zaccaria, Giuditta Fornari, Michela Lo Preiato, Marco De Rossi
danza aerea Camilla Ferrari
teatromanzia Alessia Raimondi
produzione Teatro delle Temperie
durata circa 2 ore








