Una nazione innegabilmente importante, distante, ma fondamentale per gli altri continenti. Una potenza bellica necessaria per sconfiggere il nazismo, ma allo stesso tempo votata ad esportare il proprio concetto di "democrazia" nel resto del mondo, soprattutto dove non è stata richiesta. La più importante culla della ricerca, ma contemporaneamente la nazione con la necessità di dotarsi di metal detector nelle scuole, questo perché è possibile procurarsi con grande facilità armi e di conseguenza le stragi (o tentativi di) negli edifici scolastici non stupiscono più. Da una parte il "quarto emendamento" e dall'altra la prigione di Guantanàmo. Luci e ombre in continua e costante alternanza. A tutto questo avrebbe potuto guardare la regista e coreografa Anna Rita Larghi (e non è detto che non l'abbia fatto) nel disegnare sul suo corpo di ballo, composto dai performer della Compagnia di danza Montaggio Parallelo, il racconto andato (fisicamente) in scena all'Oltheatre di Peschiera Borromeo e riadattato per il video da Cristian Quinto (Crivie Movie).
Sull'ampia scena assistiamo all'apparente normalità di due coppie come tante, nella noiosa e monotona provincia americana degli anni '50, dove le comunità sono costituite attorno alla locale chiesa (ma con vicina anche la sede del Ku Klux Klan), con gli uomini, lavoratori in giacca e cravatta, "contrapposti" (leggi sposati) alle donne, casalinghe in vestaglia e battipanni di ordinanza. Coppie modellate sulla totale apparenza (la stessa che abbiamo visto al centro di "The Truman Show", 1998, di Peter Weir), vite stereotipate fatte di sorrisi pubblici e di tanti whiskey privati, dove l'insoddisfazione e la frustrazione causata dal proprio rapporto sentimentale vanno primariamente annegate nell'antidepressivo, tra una cena con gli "amici" e un'altra.
Gli animali in gabbia non sono in questo caso solo gli uccellini, che comunque hanno sempre la speranza di trovare la porticina aperta e riuscire così a volare via. Le passioni da una parte e dall'altra sono inconfessabili. L'omosessualità è una "devianza" assoluta, una "malattia" da non ammettere mai e da condannare senza nessuna pietà, additando il reo colpevole di aver assecondato il proprio desiderio. E quando nella vita di queste progenitrici delle "desperate housewives" entra il piacevole intermezzo costituito da un aitante giardiniere, una vera e propria ventata di follia, la stessa va comunque immediatamente ricondotta alla "normalità": non si sa mai che per una volta si possa decidere di aprire la porta di "casa", uscire senza rimpianti e liberarsi dai gangli delle convenzioni sociali, di allora ma anche di oggi (vedi pane e tulipani).
Anna Rita Larghi si è liberamente ispirata per la sua coreografia al film "Far From Heaven", 2002, di Todd Haynes e difatti abbiamo "voluto" notare una piacevole e accennata somiglianza tra Serena Pomer e Julianne Moore, riadattando comunque la storia alle proprie necessità, anche a quelle del pubblico che viene comunque condotto agevolmente nei quadri che compongono lo spettacolo e dei quali è sempre in grado di riuscire a comprendere i significati. Interessante e sicuramente di pregio il lavoro video che ha cercato di mettere a disposizione dell'occhio dello spettatore la particolarità del gesto danzato, anche se, a nostro parere, alcune angolature eccessivamente ravvicinate, probabilmente la voglia di entrare maggiormente a contatto con l'espressività dei danzatori, hanno tolto il piacere della visione completa dei movimenti corporei. Ma dobbiamo essere consapevoli che nessun dispositivo elettronico ha la possibilità di sostituire il nostro occhio. Qualità assoluta e perfetta attinenza della sequenza dei brani scelti come sottofondo sonoro alle esibizioni della Compagnia di danza. Per quanto ci riguarda ci ha consentito anche la scoperta di Katie Melua, anche questo è un merito e un sostegno alla diffusione dell'arte (musicale). Dopotutto la cultura ha veramente mille diverse espressioni.
Colonna sonora:
I think it's gonna rain today (Bette Midler)
A happy Place (Katie Melua)
Tiny alien (Katie Melua)
My aphrodisiac is you (Katie Melua)
Twisted (Katie Melua)
Plague of love (Katie Melua)
The flood (Katie Melua)
Red balloons (Katie Melua)
Complicated (Postmodern Jukebox)
Million reasons (Postmodern Jukebox)
Every breath you take (Postmodern Jukebox)
The one I love is gone (The secret sisters)
Oltheatre presenta
IN THE HOUSE
coreografia di Anna Rita Larghi
con Viola Canu, Jessica Falceri, Serena Pomer, Giulian Minaudo, Cristian Quinto, Riccardo Pastore, Ivan Testini
regia Anna Rita Larghi
disegno luci Alessandro Velletrani
immagini Crivie Movie
ufficio stampa Eleonora Tosco
durata 65 minuti, escluso intervallo








