Next To Normal vede una prima luce nel 1998 ma come Feeling Electric. Dopo numerosi allestimenti in forma di studio, debutta con il titolo attuale al Second Stage Theatre Off-Broadway, per poi trasferirsi nei più celebri teatri "maggiori" (a Broadway, per essere chiari) nel 2009, dove ha ricevuto 3 Tony Award. Per un breve periodo è anche transitato nel nostro Paese nel 2018, con un diverso allestimento e una doppia regia, ma senza ottenere il successo che avrebbe meritato, complici anche le poche repliche e il poco investimento produttivo, almeno così ipotizziamo.
In ogni caso, ci rivolgiamo ai normali frequentatori del musical in stile West End, ci discostiamo dai fasti scenografici e visivi di altri grandi successi, stabili negli anni e campioni di incasso al botteghino, anche se la grande cura di scena, luci e suono sono più che apprezzabili. La scelta autoriale (Brian Yorkey e Tom Kitt) è quella di privilegiare il piccolo racconto, minimalista, di una normale (o apparentemente tale) famiglia americana. Una normalità che risulterà immediamente deviata. Tutto ruota attorno al leit motive esistenziale dei Goodman, famiglia soffocata nei suoi canoni di stereotipia, con un padre (Jamie Parker è Dan), una madre (Caissie Levy è Diana) e due figli adolescenti (Jack Wolfe è Gabe, Eleanor Worthington-Cox è Natalie).
Ogni membro del piccolo nucleo sociale ha un suo ruolo e assolve ai suoi compiti, giorno dopo giorno, permettendo alla "normalità" di mantenersi senza troppi intoppi. Tutto questo, almeno, fino a quando Diana ha un cambio di rotta improvviso e la banale preparazione dei sandwich per tutta la famigliola si trasforma in una chiara manifestazione di disagio mentale. L'impatto della malattia sulla famiglia è devastante e il legame di affetto si sgretola di fronte alla mancanza di punti fermi che allontanano drastricamente i quattro dalla loro vita “normale”. Due apparentemente le uniche ancore di salvataggio: la medicina, rappresentata dai medici Madden e Fine (entrambi interpretati da Trevor Dion Nicholas) e l'amore di Henry (Jack Ofrecio) per Natalie. Ma anche questo non sarà sufficiente.
La definitiva esplosione dei problemi, che non si limitano a colpire la sola Diana, ha messo tutti di fronte alla consapevolezza che la situazione reale è molto più complessa e squilibrata di quanto appaia e che, finora sottaciuta, va una volta per tutte affrontata, prima che sia troppo tardi, ammesso che non lo sia già. È necessario prendere atto che continuare a fingere non può essere la soluzione e nemmeno più un palliativo.
Tom Kitt (musica) e Brian Yorkey (libretto e liriche) sono riusciti nel difficile compito di coniugare un racconto teatrale diverso dagli standard usuali dei musical, e questo loro sforzo - che parzialmente ci ha ricordato lo stile drammaturgico di Rent - è stato giustamente premiato con il Pulitzer per la Drammaturgia nel 2010. Il racconto è solido e si rivolge probabilmente a un pubblico che predilige la drammaturgia contemporanea.
La partitura musicale è a tratti essenziale ma comunque sempre avvincente, abbiamo la sensazione di ascoltare un "Tommy" (il riferimento è, ovviamente, all'opera rock del 1969 dei The Who) moderno e altrettanto ruvido. Michael Longhurst, direttore artistico di Donmar Warehouse, ha diretto anche questo trasferimento temporaneo nel West End, portando con sé il suo cast artistico 2023, andando così sul sicuro. I sei interpreti sono tutti a loro agio e tutti molto bravi, ma ci saremmo stupiti se così non fosse stato. In particolare abbiamo apprezzato la protagonista, Caissie Levy, e il figlio, Jack Wolfe, ma ribadiamo che tutti sono all'altezza del ruolo assegnato. Desideriamo per una volta concentrare la nostra attenzione sull'allestimento (scena di Chloe Lamford, luci di Lee Curran), composto di due ambienti, uno sovrastante l'altro. La casa dei Goodman al piano terra e i sei musicisti suddivisi in piccoli box trasparenti e intercomunicanti al piano rialzato. Un perfetto gioco a incastri che ha reso tutto il palco pienamente godibile e asservito alle necessità del racconto. Uscendo dal teatro ci siamo posti una domanda che per noi è ricorrente: riandremmo a vederlo? Se venisse proposto sempre così, sicuramente.
NEXT TO NORMAL
di Brian Yorkey
canzoni Tom Kitt (musiche) e Brian Yorkey (liriche)
regia Michael Longhurst
con Caissie Levy, Jamie Parker, Jack Wolfe, Eleanor Worthington-Cox, Trevor Dion Nicholas e Jack Ofrecio
movimenti, coreografie e direzione addizionale Ann Yee
scene Chloe Lamford
costumi Chloe Lamford
luci Lee Curran
suono Tony Gayle
supervisione musicale Nigel Lilley
video design Tal Rosner
direzione musicale Nick Barstow
produzione Chris Hay
casting Anna Cooper
durata 2 ore e 25 minuti (incluso intervallo)
Aggiornamento: apprendiamo da WhatsOnStage che lo spettacolo verrà filmato nella seconda settimana di settembre.








