Per ottenere il loro risultato i due autori/registi/attori (Roberto Abbiati e Leonardo Capuano) hanno scelto di mescolare il pan di spagna con "dosi" q.b. del Cyrano De Bergerac di Edmond Rostand e - per gestire i tempi di bollitura del latte o della composizione di panna o crema - spruzzate di improvvisazione, gestualità e mimica facciale, che sembrano provenire direttamente dall'arte circense. E nella planetaria ci è finito anche l'inconsapevole Rostand!
Leonardo e Roberto sono due fratelli pasticceri (il primo è realmente figlio e fratello d'arte dolciaria) che condividono il proprio piccolo laboratorio artigianale di una pasticceria. Le loro giornate, o meglio le nottate, visto che in laboratorio si lavora dalle 4 di mattina, trascorrono scandite dai tempi di realizzazione dei dolci che poi verranno portati in vetrina per essere venduti ai clienti, in attesa e speranza che nell'attività commerciale entri lei, Rossana, ad acquistare uno dei loro migliori bignè. Ogni giorno i due pasticceri si incontrano e si scontrano nel retro del negozio, anche nel goffo tentativo di conquistare Rossana, alternando i loro discorsi strampalati al rigore delle dosi e delle lavorazioni - che non ammettono errori o distrazioni - dei tanti dolci che ogni pasticceria deve necessariamente realizzare. Inevitabile lo scontro verbale che si viene costantemente a creare tra "executive" e "sous chef", tra colui che tutto ha appreso, anche in virtù di essere stato il figlio prediletto del papà pasticcere, e l'altro, più visionario e surreale, dalla forte somiglianza con Frank Zappa, ma che ancora non ha chiari i procedimenti esatti con cui fare un dolce.
Lo spettacolo insegue di conseguenza "linee" narrative diverseche si incontrano e si allontanano con in sottofondo il ronzio di una planetaria. Perché la grande particolarità di "Pasticceri, io e mio fratello Roberto" è proprio quella di mettere in scena e in cucina un vero laboratorio di pasticceria, con la realizzazione di torte - vere! - che al termine dello spettacolo vengono offerte al pubblico presente e assicuriamo che i dolci sono tutti scomparsi in pochi minuti.
I due fratelli, come ogni coppia di consanguinei, non potrebbero non essere più diversi, a partire dall'aspetto fisico, per passare all'atteggiamento che hanno, l'uno nei confronti dell'altro. Anche se i loro litigi, tra una "farcia" e un'altra, terminano sempre con uno scherzosa ditata di cioccolato o di crema spalmata sulla faccia. Come spesso succede tra chi più discute, poi si ha sempre un modo per fare pace e per mettere a punto il litigio del giorno successivo e successivo e via andando.
Abbiamo ideato questo spettacolo nel 2005, quando ancora in Italia non era esplosa la mania dei "masterchef", ci hanno raccontato in un breve incontro prima di andare in scena, mentre sul palco si sistemano uova, burro e latte, si posizionano fruste e sac à poche e si taglia a fette il pan di spagna, unica linea già pronta, necessariamente, per la difficoltà di cuocere nel corso dello spettacolo. I tempi di visione, di conseguenza, vengono disciplinati non solamente dalle battute del copione, ma dalla montatura della panna o dalla corretta densità della crema. E bisogna avere grande controllo per recitare e, nello stesso momento, rompere e sbattere le uova.
Purtroppo questa particolarità "espressa" dello spettacolo - che ha già superato le 500 repliche - ne inficia anche se leggermente la godibilità, dovendo allungare i tempi in funzione di una preparazione o di un'altra e lavorando così, molto, anche in improvvisazione, non sempre perfettamente concordata tra i due protagonisti, come succede in ogni cucina che si rispetti. Una piccola sbavatura che viene comunque facilmente recuperata a fine spettacolo: basta ricevere in mano un piattino con una fetta di torta e la dolcezza trasmessa alle papille gustative fa vedere tutto sempre sotto un'altra veste, in una sala teatrale come altrove. Bisognerebbe dare questo suggerimento anche ad altre produzioni, potrebbero giovarsene, a patto di saper cucinare.
Compagnia Abbiati Capuano
presenta
PASTICCERI
Io e mio fratello Roberto
di e con Roberto Abbiati e Leonardo Capuano
regia Roberto Abbiati e Leonardo Capuano








