Se non perdete una puntata de "La signora in giallo" e condividete lo stesso impermeabile del Tenente Colombo, vi farà piacere fare un'immersione teatrale nell'ultima direzione di Emilia Miscio. La regista, infatti, continua nella sua personale mission di realizzare traduzioni e adattamenti di testi poco rappresentati in Italia o di scrittori mai approdati finora ai palcoscenici del nostro Paese. In quest'ultimo caso, da appassionata - e in ottima compagnia - del classico giallo deduttivo, Emilia ha scovato Jack Sharkey, drammaturgo americano dallo spirito anglosassone, e, utilizzando la propria squadra di omicidi teatrali preferita (la Compagnia Sogni di Scena), ha messo in opera quella che viene definita una "murder farce".
Nella villa alle Bermuda di Lord Clive Whickenham, il nobile inglese (spilorcio e manesco) e la moglie (Lady Monica) discutono animatamente tra loro in attesa dell'arrivo degli ospiti. Sono le 3 del pomeriggio, fa molto caldo e nella casa manca anche l'acqua corrente. Ma questo sarebbe il minimo dei problemi, se non fosse che la "tranquilla" confusione viene disturbata da due inattesi poliziotti, il "clouseauiano" ispettore Benjamin Braddock e la capace assistente Alma Threedle.
I due investigatori (o meglio l'investigatrice e il disturbatore) sono stati messi in movimento da un messaggio da poco ricevuto alla centrale di polizia. Veniva annunciato un possibile omicidio in casa Whickenham, la lettera è ovviamente anonima, ma è stata scritta sulla carta intestata di Lord Whickenham. La casa si popola di ospiti, parenti, playboy francesi e stilisti di moda e si raggiungono così i 14 personaggi in scena, compreso l'immancabile Maggiordomo e la cameriera giamaicana Mimosa. Le storie dei personaggi ai incrociano come una "soap opera", ci ha dichiarato la regista, prima di far emergere il "giallo" che rimarrà il filo conduttore principale fino alla fine.
Come è ovvio aspettarsi, grazie ad un provvidenziale (per modo di dire) blackout avviene un omicidio e con il ritorno della luce spunta nel salotto una bionda in sottoveste nera che non ricorda nulla, ma ha in mano un pugnale insanguinato, anche se è stato sparato un colpo di pistola. Il resto del racconto va visto, in questo caso ancora di più, a teatro. L'opera è suddivisa in tre atti, con la distribuzione all'ingresso in sala di una nota di regia con indizi che "dovrebbero" permettere - nel corso della seconda interruzione - agli spettatori di prendere i panni del proprio investigatore letterario, televisivo o cinematografico preferito, e lanciarsi in acute deduzioni che ovviamente rendono ancora più divertente e partecipata la propria presenza a teatro.
Noi abbiamo assistito al debutto e nessuno dei presenti in sala, ovviamente nemmeno io, si è sottratto al "gioco" interattivo, formando anche improvvisate squadre tra gli spettatori seduti tra loro vicini. Il lato "comedy", come è nelle intenzioni del suo autore, è quindi asservito al "mistery" e comunque i due aspetti si miscelano e amalgamano più che bene in scena, contribuendo al divertimento globale.
Brava tutta la compagnia nel mantenere costante il movimento la rapidità nelle battute, per dare così un numero importante di stimoli a chi guarda, ma anche spostare l'attenzione dagli indizi reali che ovviamente non sveleremo (e che non mostreremo nemmeno nelle fotografie, accuratamente selezionate per essere "neutre", ma potremmo anche non essere stati sinceri), per non togliere nulla al piacere di andare direttamente ad investigare. Un buon lavoro, anglosassone nello spirito umoristico e curato nella realizzazione, che speriamo trovi spazio anche per una tournée, visto l'esito positivo del debutto.
Merito ad Emilia Miscio l'aver portato in Italia un autore ancora poco conosciuto ed un suggerimento: perché non inserire a fine rappresentazione la classica raccomandazione che viene impartita al pubblico dal "The Mousetrap" londinese (vedi Una trappola per topi con l'intramontabile fascino del "giallo") di non raccontare nulla di più sulla vicenda? La "trappola" di Agatha Christie è in scena dal 1952, non è sicuramente per questo motivo, ma potrebbe aiutare.
MENTRE LE LUCI ERANO SPENTE
di Jack Sharkey
traduzione, adattamento e regia Emilia Miscio
con Claudio Bianchini, Flaminia Grippaudo, Lidia Losito, Claudio Carnevali, Loredana Cofano, Simone Giulietti, Gisella Cesari, Daniela Zoffoli, Laura Pacini, Massimo Sconci, Leone Mazzotti, Francesca Sampogna, Chiara Carpentieri, Ambra Lucchetti
disegno luci e musiche Giorgia Caredda
scena Giorgio Miscio








