Nel 1953 Alfred Hitchcock inizia la lavorazione per il grande schermo del successo teatrale "Dial M for Murder", in Italia uscirà come "Il delitto perfetto", utilizzando per la sceneggiatura Frederick Knott, l'autore anche del testo originale. Un tennista (Ray Milland) mantenuto dalla ricca moglie (Grace Kelly) ne architetta l'omicidio, per fare questo chiede l'aiuto di un conoscente bisognoso di denaro (interpretato da Anthony Dawson) che, materialmente, dovrà eseguire il delitto, mentre il marito si sarà costruito un solidissimo alibi. Il film viene realizzato in soli 36 giorni e girato in 3D.
Interessante il remake di Andrew Davis ("A Perfect Murder", 1988) che perde l'articolo nel titolo italiano, con Gwyneth Paltrow nel ruolo che era stato di Grace Kelly, mentre il perfido marito è Michael Douglas. Da notare la presenza di Viggo Mortensen nel ruolo dell'amante, ma soprattutto del più celebre dei Poirot televisivi, David Suchet, come - ovviamente - investigatore. In entrambi i casi, le due protagoniste femminili sottraggono spazio ai loro colleghi uomini. Andrew Davis ci mette molto del suo, ma Alfred Hitchcock era - ovviamente - Alfred Hitchcock.
Nella sua versione teatrale Anna Masullo sceglie l'impostazione classica del primo bellissimo film, privilegiando il testo originale di Frederick Knott, ma mettendo nella sua protagonista femminile (Linda Manganelli) quel pizzico di sensualità non ostentata, matrice dell'algida Grace Kelly, e invece maggiore appannaggio della moderna Emily del remake.
Omaggiati così entrambi i film, non sappiamo se in forma consapevole o meno, il Delitto Perfetto contemporaneo e teatrale prende la propria strada, presentando al pubblico una produzione che non delude, ben realizzata ed orchestrata come ogni classico di questo genere dovrebbe essere. Una bella scenografia con un praticabile in controluce che permette allo spettatore di "capire" cosa succede fuori l'appartamento, un buon cast concentrato sul racconto ed una giusta sequenza di eventi da seguire con la massima attenzione per capire il piccolo particolare che... ovviamente sarebbe fuori luogo, anzi un delitto, raccontare oltre.
"Un thriller di incomparabile precisione, un meccanismo di altissima ingegneria, dove la tensione si misura nella perfezione di un intrigo in cui non si troverebbe una falla neanche rivoltandolo all'infinito", è quanto dichiarato dalla regista nelle sue note, e difatti il meccanismo cinematografico perfettamente oliato trova prosecuzione anche nella produzione teatrale italiana, mantenendo coerentemente le atmosfere originali e non inducendo - e di questo ne siamo grati - in inutili ed azzardate personalizzazioni o, peggio, aggiornamenti che - a nostra parere - avrebbero potuto infastidire gli amanti del classico. Assistiamo, di conseguenza, ad una rispettosa messa in scena, che si accosta con attenzione ad un racconto che appartiene al patrimonio visivo dello spettatore e che va "maneggiato" con la massima cura.
Per la nostra testata è il terzo appuntamento in giallo (o noir, ma la sfumatura è veramente minima) cui abbiamo il piacere di assistere, sempre della stessa produzione, con una (condivisa) preferenza nella scelta dei titoli verso Alfred Hitchcock. E come dare torto, anche in considerazione dell'enorme catalogo con cui misurarsi? Visti i risultati finora ottenuti, non dobbiamo fare altro che attendere i successivi titoli, magari suggerendo una certa "finestra" che si affaccia su un certo "cortile", ma anche dovessero proporre altro, riteniamo che non rimarremo indifferenti.
DELITTO PERFETTO
di Frederick Knott
traduzione Maria Teresa Petruzzi
con Massimo Reale, Linda Manganelli, Ruben Rigillo, Fabrizio Bordignon, Antonio Palumbo
regia Anna Masullo
scene Mario Di Gregorio e Diego Caccavallo
costumi Francesca Mescolini
musiche Alessandro Molinari
aiuto regia Serena Pallacordi
disegno luci Marco Catalucci
direttore di produzione Cinzia Buttarelli
service luce e fonica Gianchi
ufficio stampa Alessia Ecora
movimenti scenici Giuditta Cambieri
realizzazioni origami Francesco Staffieri
durata 90 minuti escluso intervallo








