Ti dedico una canzone (recensione)

Te voglio bene assaje, Ma tanto tanto bene sai / Because I gotta have faith, faith, faith. I gotta have faith, faith, faith

Antonio Romano
m&s - Antonio Romano, autore e protagonista di Ti dedico una canzone (foto © media & sipario)

Arriviamo alla seconda visione del testo di Antonio Romano nel 2021, dopo un nostro primo avvicinamento teatrale allo spettacolo avvenuto nel 2018, in anteprima assoluta, appena montato. In mezzo ci sono stati uno stop per problematiche interne della Compagnia, uno stop mondiale dovuto alla pandemia e, infine, piccole aggiustature necessarie e un diverso titolo, probabilmente più adatto e meno chiarificatore dell'argomento principale, attorno al quale ruota tutta la vicenda. Da non dimenticare, in conclusione del nostro lungo preambolo, l'aspetto autobiografico del racconto, che ne costituisce l'amaro appiglio alla realtà di ogni giorno.

Giuseppe (Antonio Romano), per tutti Peppino, d'altra parte siamo a Napoli, è un uomo tutto sommato soddisfatto della sua vita, sia di quella lavorativa che di quella personale. E' sposato con Antonietta (Maria Sforza), si amano da sempre ed hanno cresciuto insieme i figli, dividendosi semplicemente i loro compiti: Peppino lavora fuori e assicura uno stipendio mensile alla famiglia, che nell'Italia di fine degli anni '80 non è poco; Antonietta si occupa del ménage quotidiano, svolgendo tutti quei lavori che solo chi non sa di cosa si stia parlando definisce semplicisticamente come una donna che "sta a casa". Sono felici: sì? no? Lo sono come lo è ogni altra coppia normale, che ha dovuto abdicare tanti sogni alla realtà, quella delle bollette, del fare i salti mortali per arrivare in pari alla fine del mese, quella del "non fatto" che supera abbondantemente il "fatto", specialmente se comporta un esborso economico che la famiglia di un operaio non può proprio permettersi. Anche perché non si può vivere sempre e comunque di straordinari ai cantieri navali dove Peppino è un orgoglioso "faticatore" e appassionato del proprio lavoro.

A complicare la situazione abbiamo Pierino (Antonello Pascale), il fratello "scemo" (in ogni famiglia ce ne è uno, più o meno difficile da trattare), che non ha troppa voglia di lavorare, o forse non ha voglia di smettere di sognare, trovandosi abbarbicato alla propria fantasia e alla voglia di emergere che ognuno di noi ha. Un Peter Pan dalla vena creativa e dalla costante voglia di giocare con la vita e con gli altri. Pericoloso? Sicuramente no, anche se Pierino crea dei seri grattacapi al fratello posato e lavoratore. Ma con una bella famiglia così, cosa vuoi che sia un fratello scapestrato, ma anche divertente?
E' ambigua, invece, la figura della vicina di casa, Adelina (Carlotta Ballarini), donna fine ed elegante, sensuale e ben sposata con un medico, sicuramente non ha gli stessi problemi ad arrivare alla fine del mese, anzi. E' spesso in casa tra Peppino e Antonietta, affascinato lui, come tutti gli uomini di fronte ad un piacevole diversivo, e guardinga lei, come solo le donne intelligenti sanno fare. A fare da collante l'ottimo caffè che viene servito in ogni momento, come da must di ogni famiglia napoletana che si rispetti.

A buttare all'aria tutto ci si mette la salute di Peppino, che scopre di essere gravemente ammalato, probabilmente a causa delle tante vernici aspirate in tanti anni di onorato servizio e abnegazione al suo "amato" lavoro. Bisogna prendere una decisione, grave e condizionante per il futuro, per le aspirazioni della famiglia e, soprattutto, per le condizioni mentali del povero Peppino. Ci si deve schierare "contro" il cantiere, contro chi ha finora sfamato la sua famiglia, inseguendo l'occasione della vita, quella che capita una volta sola nella vita: chiedere un risarcimento milionario (ricordiamo che siamo ancora con le lire) e cancellare in un colpo solo una vita di sacrifici. Diventerebbe possibile, finalmente, andare in crociera con Antonietta. Cosa succederà e come si evolverà la vicenda va scoperto in teatro, come sempre vi diciamo.

Avendo visto l'anteprima dello spettacolo, abbiamo potuto apprezzare i piccoli cambiamenti di un racconto già valido e godibile del suo, affidato alla regia di Antonio Grosso. L'autore e protagonista tiene per sé il ruolo serafico e completo che Eduardo De Filippo si riservava nelle sue commedie (anche in questo caso Romano è l'autore), facendosi sostenere da Maria Scorza, una perfetta casalinga (quindi da sostegno della casa a sostegno del racconto). Antonello Pascale si carica degli aspetti comici e lo fa molto bene e Carlotta Ballarini è attenta a mantenersi nei gangli del suo ruolo. Con una evidente chiarezza del risultato che si voleva portare in sala, regista, autore e attori ci hanno consegnato una commedia che ha nella sobrietà la sua caratteristica più evidente. Poi c'è l'aspetto autobiografico da non sottovalutare, ma di più non vi diciamo.

La Bilancia Produzioni
in collaborazione con Next 2019 
presenta
TI DEDICO UNA CANZONE
di Antonio Romano
regia di Antonio Grosso
con Carlotta Ballarini, Antonello Pascale, Antonio Romano, Maria Scorza
aiuto regia Rocco Piciulo
luci e suoni Tony Di Tore
light design Marco Laudando
costumi Annalisa Di Piero
scenografie Domenico Latronico
coreografie Lucrezia Lopolito e Claudio Catano
durata circa 2 ore, escluso intervallo

giornalista
Nasco informatico e scontroso decenni fa, da meno anni sono anche giornalista e sempre scontroso. Di recente ho scoperto i social (ma non li ho ancora capiti).
Change privacy settings