Parzialmente stremate (recensione)

Alla regia l'unico esponente maschile di questo nuovo progetto tutto al femminile. Non è possibile che lo stremato sia lui?

le quattro stremate in scena
m&s - le quattro stremate in scena (foto © media & sipario)

Non so come, quando e perché mi sia balenata l’idea di dirigere quattro donne, quattro attrici scalmanate, in uno spettacolo che parla di donne, scritto da una donna, con un aiuto regia donna. Non so come sia riuscito a farmi ascoltare, a far sì che i miei suggerimenti sulla modifica del testo venissero presi per buoni, e, soprattutto, a convincere le quattro del “quanto sia meglio” prendere una risata che apparire affascinanti. Michele La Ginestra

Dopo aver anticipatamente espresso tutta la nostra solidarietà (maschile) al regista, autore della nota che abbiamo riportato integralmente, passiamo al palco e a quello che Giulia Ricciardi e tutta la sua compagine di colleghe hanno portato in scena, in anteprima a pochi giorni del debutto ufficiale dello spettacolo.

La all-female-comedy racconta la storia di 4 amiche 4 nel giorno (forse) più bello ed importante per una di loro: il matrimonio. Quel momento di grande felicità, ma anche di grande paura per quello che succederà, da quel momento in poi. Il passaggio fondamentale che, a prescindere dai rapporti interpersonali e dall'età della sposa, costituisce - almeno mentalmente - uno spartiacqua fra giovinezza e maturità. Da vedere da parte di chi.

Mirella (Giulia Ricciardi) è la sposa dubbiosa; Marisa (Federica Cifola) è la classica moglie-mamma, forse colei che maggiormente si è ben adattata al nuovo status; Elvira (Beatrice Fazi) è la donna in carriera e di successo, quindi si trova agli antipodi di Marisa; Silvana (Barbara Begala) è apparentemente la più saggia del gruppo, colei che ha sempre la soluzione, peccato che sia sempre per le altre e non per sé stessa. Con una caretterizzazione del genere e le tante diversità, pur nella solida amicizia, è normale che i dubbi e le paure della "tra poche ore" sposa servano ad accendere e alimentare "le già presenti" perplessità personali delle altre tre. Mirella poco prima di "coronare" il sogno di ogni posseditrice di cromosomi XX si fa prendere da un attacco di panico e si rinchiude nel bagno, totalmente incurante delle proteste delle altre tre. Il promesso sposo è ovviamente non pervenuto.

La "Sindrome di Trilly" sembra essere contagiosa e fa emergere ritratti grotteschi e volutamente esagerati, cui fanno da contraltare momenti più intimi, complicità femminile, ma anche profonda distanza, quando non addirittura cattiveria. Il tutto a volte con maggiore e a volte con minore efficacia scenica, ma si tratta pur sempre di un debutto, di conseguenza lo spettacolo va ancora registrato e c'è tempo per poterlo fare. Un'operazione di "tiepido freddo" che aiuta gli spettatori maschili a scoprire cosa pensano e non dicono (dopo) le donne quando si trovano solo tra di loro. Le signore che assistono, invece, sanno perfettamente di cosa si tratta. Per averlo già vissuto, anche se non lo ammetteranno mai, o comunque perché accaduto a loro amiche/conoscenti/parenti.

La commedia prova a sfruttare la complicità e l'amicizia che lega da tempo le quattro protagoniste, ci è stato raccontato nel corso di una breve intervista, adattando - ed esasperando - le caratteristiche dei personaggi al vissuto personale delle attrici. Intrusione della finzione nella vita reale o esattamente il contrario? Questo non è stato raccontato e non ci sembrava molto cortese chiederlo. Fatto sta che - dopo la visione della commedia - Michele La Ginestra ha avuto, per quanto inutile, tutta la nostra convinta solidarietà, stavolta suffragata dai fatti.

Teatro 7 presenta
PARZIALMENTE STREMATE
di Giulia Ricciardi
regia Michele La ginestra
con Giulia Ricciardi, Federica Cifola, Barbara Begala, Beatrice Fazi
aiuto regia Francesca Bellucci
disegno luci Francesco Mischitelli
organizzazione Alessandro Prugnola
arredi di scena Galleria Bosi
durata 110 minuti, escluso intervallo

giornalista
Nasco informatico e scontroso decenni fa, da meno anni sono anche giornalista e sempre scontroso. Di recente ho scoperto i social (ma non li ho ancora capiti).
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