A volte la linea di demarcazione è così sottile che una caratteristica straripa nell'altra. Ma cos'hanno in comune uno scrittore ed una prostituta? Nulla all'apparenza, a meno che il primo non si "serva" dell'altra per trarne ispirazione per un racconto o che la seconda sia un'assidua lettrice. Nel caso oggetto del nostro spettacolo, Ugo (Pietro Longhi) e Anna (Paola Tiziana Cruciani) hanno in comune "solo" il fatto di vivere nello stesso condominio romano, con il soffitto del primo che è il pavimento della seconda.
Le loro vite potrebbero non incrociarsi mai se non fosse che Anna, quando rientra a casa a notte fonda o alle prime luci del mattino, è estremamente rumorosa e, complice la passione per la musica ad alto volume, unita alla distrazione nel far cadere le cose, rovina una delle fasi del sonno - quella più profonda - di Ugo che, pur avendo "conglobato" quasi ogni stereotipato rumore - ticchettio dei tacchi, caduta delle chiavi, apertura del rubinetto della vasca, accensione della stereo su "Gloria" - per poter riuscire a riposare, viene disturbato da una telefonata improvvisa e non registrata dalla sua mente. Decide quindi, in pigiama, di presentarsi alla porta di Anna per lamentarsi. Da qui si dipanano le vicende di questi due personaggi che nella loro diversità e rappresentanza di due "mondi culturali" così diversi e distanti trovano paradossalmente molti punti di contatto.
Ugo è uno scrittore squattrinato che, pur di poter portare sul grande schermo il suo capolavoro dal titolo emblematico "Esegesi", "vende le sue idee" (quelle a suo dire peggiori) al dio della tv commerciale, scrivendo copioni che non considera alla sua altezza intellettuale, e Anna è una donna dai nobili sentimenti che "vende il suo corpo" pur di riuscire a guadagnare i soldi sufficienti a comprare una giostra con la quale far divertire le persone. Che differenza c'è quindi tra loro? Il titolo di studio? L'essere identificato - lui - come brava persona e - lei - come "donna di facili costumi"?
Complice il sottile, anche a livello architettonico, piano che li separa - ma anche l'acqua della vasca che allaga il piano di sotto - Ugo (anche sotto sfratto) viene ospitato da Principessa (questo il "nome d'arte" di Anna) iniziando uno strano ménage fatto di delicatezza ed insegnamenti reciproci: quanto lei si accultura, tanto lui piano piano vede sgretolarsi la corazza cinica che indossa ogni giorno fino a quando... Come sempre non vogliamo svelarvi nulla del finale perché "Gente di facili costumi" è uno di quegli spettacoli che non risente dell'età e che va gustato in teatro.
Una commedia frizzante e ben ritmata scritta da Nino Manfredi (con Nino Marino), che la diresse e interpretò insieme a Pamela Villoresi nel 1988. La pièce, vista nei giorni nostri, ha mantenuto freschezza e attualità e non delude, né lo spettatore più giovane né quello più maturo. I più nostalgici ritroveranno il gusto della dolce commedia all'italiana, dove i buoni sentimenti e la genuinità fanno da padrone, mentre i più giovani troveranno le tematiche affrontate anche in film diventati un cult come "Pretty Woman", anche se, volendo tornare indietro nel tempo, non possiamo non citare anche "Irma la dolce", delizioso e romantico incontro tra Shirley MacLaine e Jack Lemmon, diretto nel 1963 da Billy Wilder.
Pietro Longhi e la Paola Tiziana Cruciani si passano le battute in un equilibrio perfetto, senza mai prevaricare uno sull'altra grazie anche alla regia di Silvio Giordani che enfatizza quanto già sapientemente dosato nella scrittura di Manfredi e Marino. Esilarante nella sua ruspante comicità dall'accento romano la Cruciani, misurato e dalla dizione perfetta e forse per questo ancor più comico il "verboso" Longhi, non possiamo non apprezzare quanto dichiarava lo stesso Manfredi presentando la pièce: “Gente di facili costumi è una commedia che sviluppa, in maniera paradossale, un fondamentale problema etico.(...) Con ironia ed umorismo attraverso il divertente incontro-scontro tra i due, la commedia ci dimostra che siamo diventati un po’ tutti gente di facili costumi… escluso i presenti naturalmente!"
GENTE DI FACILI COSTUMI
di Nino Manfredi e Nino Marino
regia Silvio Giordani
con Pietro Longhi e Paola Tiziana Cruciani
durata due ore circa più intervallo








