Cast artistico (parzialmente rinnovato) e tecnico sono impegnati a riportare nelle sale teatrali un racconto gradevole che a distanza di anni (lo avevamo già veduto esattamente 10 anni fa) ha spostato di poco il suo asse dalla vis comica verso la gradevolezza della commedia romantica per tutti, dando maggiore spazio alla delicatezza del racconto di coppia.
Michele La Ginestra è Paolo, fotografo glamour che torna, dopo molto tempo, a esporre i suoi scatti. Beatrice Fazi è Roberta, focosa e innamorata moglie napoletana che da 25 anni divide la vita con il marito. Jacqueline, francesina tutta gambe e tacco 15, è invece (in questo ritorno) interpretata da Manuela Zero, nel passato si sono avvicendate Francesca Anna Bellucci e Maria Chiara Centorami. La regia è, da sempre, di Roberto Marafante (che abbiamo già ringraziato per Come Cristo Comanda).
Cosa potrebbe accadere se Peter Pan invece di “simpatizzare per Wendy” finisse per invaghirsi della ben meno coetanea Campanellino? Probabilmente avremmo un Peter, a metà tra un "cocker" (Roberta dixit) ringalluzzito e un altro con le orecchie basse, pronto a balbettare la fatidica frase che ogni uomo, colto con le mani nel sacco, pronuncia balbettando: “Cara… ti posso spiegare”. E le spiegazioni sono ancora più difficili se il maturo protagonista, sposato, anzi sposatissimo, si trova di fronte a una fresca e sensuale francesina (anche l'accento aiuta), poco più che ventenne, spesso spogliata e a piedi nudi (e qui ci si arrende con le mani alzate di fronte al procace nemico).
Paolo è un marito fedele nei fatti, ma molto meno nel pensiero, anche perché il "bello è bello e a tutti piace guardare un'opera d'arte". Il suo è un ménage quotidiano fatto di consapevolezza e di affetto, ma anche di abitudine alla presenza l'uno dell'altra, almeno fino all'irruzione dell'altra ancora. Dopo anni di routine, la stanchezza e la monotonia inevitabilmente finiscono per invadere il campo dell’amore e della passione, ma se la passione finisce per essere rimpiazzata dalla distrazione e, soprattutto, se la distrazione si materializza in un succinto miniabito, forse non è detto che il "cocker" trovi ancora una padroncina mansueta pronta ad accoglierlo o, piuttosto, non preferisca togliersi il collare e correre felice per nuovi prati. Non è certo facile trovare la giusta ricetta per far durare il matrimonio, anche perché di fronte a una giovane tentazione spesso “l’uomo cinquantenne riscopre un inspiegabile istinto paterno”.
“Ti posso spiegare” è quindi la storia brillante e ironica di uno pseudo triangolo amoroso, nemmeno troppo di fantasia, visto che molti uomini si potrebbero calare nei panni di Paolo e riconoscersi, ovviamente senza mai ammetterlo. Un racconto volutamente offuscato che ritrova la sua linearità tra flashback e piccoli colpi di scena. Una schermaglia ironica, delicata e mai volgare, tra un marito e una moglie alle prese con “un particolare sfocato in una fotografia ben fatta”. Una sorta di "Sliding doors" teatrale, dove ognuno può trovare il giusto finale, anche se il testo si dipana poi chiaramente e il tifo del pubblico (ma anche degli autori) è tutto quanto per la coppia collaudata, stanca e litigiosa (di più lei), ma ancora innamorata (vedi gli insuperabili Sandra Mondaini e Raimondo Vianello, vera e propria icona non solo teatrale).
Battute ironiche per un intrattenimento leggero, con i tempi comici scanditi anche grazie all'artificio di un improbabile inglese-francese (maestri assoluti in questo Totò e Alberto Sordi) che non fa altro che aumentare le incomprensioni e rendere maggiormente paradossale e divertente l’evolversi della situazione. Particolare funzionale la scenografia mobile che, in poche mosse, riesce a guidare il pubblico tra realtà, ricordi e fantasie. Con la frase "Ti posso spiegare", spesso ci si trae di impaccio, ma in teatro è un'altra storia, sempre.
Nuovo Sistina
presenta
TI POSSO SPIEGARE
una commedia di Michele La Ginestra e Adriano Bennicelli
con Michele La ginestra, Beatrice Fazi, Manuela Zero
musiche originali Antonio Di Pofi
scene Rossella Inzillo
disegno luci Diego Castorina
aiuto regia Flavia Prugnola
foto fondale Alessandro De Luca Rapone
ri-adattamento scene Livia Barberini - Chiara Marasco
promozione Valeria D'Orazio
distribuzione Pigrecodelta
durata un atto unico di 75 minuti









