Variazioni Ernaux (recensione)

Abbiamo avuto il piacere di essere presenti all'applaudito debutto "festivaliero" delle Variazioni di Annie Ernaux

Variazioni Ernaux
m&s - Variazioni Ernaux, l'amante (foto © media & sipario)

Tre protagoniste (Francesca Fava, Arianna Ninchi e Anna Paola Vellaccio) in rappresentanza di tre differenti età e diversi stati emotivi di una stessa persona, Annie Ernaux, premio Nobel per la Letteratura 2022 (motivazione: “per il coraggio e l’acutezza clinica con cui ha svelato le radici, gli straniamenti e i vincoli collettivi della memoria personale”). Una lunga genesi che, a partire dal 2023, ha visto dapprima una lettura scenica di approfondimento ed estrazione da 10 romanzi, poi una scrittura scenica e infine la restituzione completa cui abbiamo assistito e che suggeriamo ai nostri lettori di riuscire a vedere (per una volta cambiamo le carte in tavola e anticipiamo il nostro solito suggerimento).

La scelta di Florian Metateatro, dopo la corposa analisi della vasta produzione della scrittrice francese, è ricaduta su tre opere, ognuna affidata ad una diversa interprete, mettendo così in risalto tematiche che - a ben guardare - non sono specifici dell'autrice, ma di tante altre donne, comuni o particolari che siano. La donna gelata (2021), Passione semplice (2013) e Il Ragazzo (2022) mettono in scena, incastrandosi tra di loro, comportamenti maschili (mai in scena ma pesantemente presenti) che condizionano le vite delle tre donne, che alla fine sono comunque riconducibili sempre e comunque ad Annie Ernaux. I racconti si intersecano, come le loro tre vite, dove uomini distratti si inseriscono momentaneamente, non essendo affatto capaci di restituire ai loro rapporti quella maturità e completezza che dovrebbe sempre esserci, ma che ogni giorno si dilegua con grande rapidità

Arianna Ninchi è la giovane studentessa che decide con entusiamo di mettere su casa con un coetaneo. All'innamoramento dei primi momenti purtroppo si sostituisce la piattezza del quotidiano, con un marito che si rileva immediatamente poco attento e collaborativo (un classico di sempre). Il bimbo che arriverà porterà con sé una gioia che si scontrerà con la mancanza di stimoli personali e riconoscimenti, soprattutto in casa.

Francesca Fava è la donna adulta, colei che dovrebbe aver conquistato determinazione e consapevolezza, ma è anche l'appassionata amante di A. Vive in attesa della sua telefonata e delle giornate da passare a letto nella sua casa, fino a quando A scompare, per farsi nuovamente vivo solo dopo 2 anni. Sarà in questa seconda occasione in grado di mettere sé al primo posto? O anche solo di resistere a un possibile dolore da reiterato abbandono?

Anna Paola Vellaccio è la donna matura che decide di sfidare le convenzioni sociali e intrattiene una relazione prima sessuale poi affettiva con un ragazzo di 30 anni più giovane. È forse l'unica che è in grado di vivere serenamente, basta fare a meno del mondo che la circonda e dimenticare quanto un ragazzo possa essere - cerebralmente - ragazzo. Ci riuscirà?

Tre diverse modalità per affrontare un unico problema - la scarsa "attenzione" del maschile verso il femminile - che non sembra trovare soluzione, ma che spesso, troppo spesso, sfocia in tragedie talmente ravvicinate l'una all'altra da costituire una facile e preoccupante assuefazione. Speriamo che almeno il teatro riesca a far riflettere, visto che l'essere umano sembra averne dimenticata la possibilità.

Florian Metateatro
Centro di Produzione Teatrale
presenta
VARIAZIONI ERNAUX
Je me souviens trois hommes
dall’opera letteraria di Annie Ernaux
traduzioni Lorenzo Flabbi, Idolina Landolfi
da un’idea di Francesca Fava
drammaturgia Francesca Fava, Arianna Ninchi, Anna Paola Vellaccio
con Francesca Fava, Arianna Ninchi, Anna Paola Vellaccio
regia Anna Paola Vellaccio
assistente alla regia Chiara Sanvitale
cura di Giulia Basel
costumi Miriam Di Domenico
luci Andrea Micaroni
fonica Globster
grafica Clarice
durata un atto unico di 75 minuti

giornalista
Nasco informatico e scontroso decenni fa, da meno anni sono anche giornalista e sempre scontroso. Di recente ho scoperto i social (ma non li ho ancora capiti).
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