Historia. Una storia di migrazione e amorə (recensione)

“Un uomo e una donna sono liberi quando possono decidere chi essere…” – Historia, la storia di un amore verso la propria individualità

Historia
m&s - Historia (foto © Claudio Cavalloro)

Luci soffuse, atmosfera vintage, tavolini di un locale, uno specchio a figura intera di lato e lo spazio per accogliere cinque musicisti. È così che “Historia” accoglie gli spettatori, con un’ambientazione anni ’30 minimalista e calda di una milonga di Buenos Aires. Ed è qui, all’interno di una realtà completamente maschilista, che Stefania (Stefania Caracciolo) è costretta a cambiare identità e trasformarsi in Esteban per sopravvivere ed esprimere la sua arte, il canto, in quel periodo a uso esclusivo degli uomini. All’interno delle milonghe, infatti, le uniche donne che si trovano sono le prostitute.

Partita dall’Italia per seguire l’amore e da lui abbandonata in quella città, Stefania cerca il riscatto e, a modo suo, lo trova.

Historia è un viaggio tra musica, canto e passi di danza, con una voce narrante fuori campo, quella di Esteban, che guida gli spettatori lungo il racconto in prima persona della sua esperienza e degli insegnamenti che ne ha tratto. Dover abbandonare la propria identità per sopravvivere, doversi reinventare e, solo alla fine, mostrarsi al mondo. È questo il percorso di Stefania/Esteban, che si presenta in scena con completo scuro (giacca e pantalone), camicia bianca, camminata maschile e capelli raccolti in un cappello da uomo. Come da lei stessa affermato nel corso della narrazione, l’unico tocco femminile che mantiene e che non si nota con le luci della milonga è un filo di rossetto rosso, per non perdere del tutto la propria femminilità.

L’atmosfera è calda e accogliente, i musicisti entrano sul palco, prendono posto e inizia la magia. Sì, la magia di un tuffo nel passato, della maestria con cui suonano i propri strumenti, trascinando il pubblico in un viaggio sonoro con pezzi moderni rivisitati. E poi arriva lei, Stefania/Esteban, protagonista indiscussa dello spettacolo, che afferra il microfono e inizia a cantare. Una voce potente, calda, a tratti graffiante. Un’estensione impressionante, quanto impressionante è la facilità con cui passa dalle note basse a quelle molto alte a voce piena. Il pubblico non riesce a staccare gli occhi da lei, che si muove sul palco vestita da uomo, ma regina e padrona della scena. Lei è ovunque, le sue canzoni risuonano per tutta la platea. Passa dall’italiano, all’inglese, allo spagnolo, sicura e a proprio agio. Cammina tra i tavolini della milonga, interagisce con i musicisti, accenna qualche passo a due con un avventore del locale e a tre con una delle prostitute che cercano clienti. E tutto questo senza sbagliare una nota, senza perdere il filo, senza cadere in errore. Una performance encomiabile e strabiliante, con un carisma non indifferente.

In scena, insieme ai musicisti e alla cantante, altre due figure che hanno fatto da cornice in maniera esemplare: il cliente del bar (Samuel Peron) e una prostituta (Veera Kinnunen), che in una serie di cambi d’abito, hanno danzato in maniera impeccabile e sensuale, come richiesto dai loro ruoli. La grazia, la delicatezza e la perfezione dei movimenti hanno mostrato la bravura di questa coppia scenica, che si è destreggiata tra tango e altre sonorità latine.

Un’ora che è durata pochissimi minuti, un piacere per gli occhi, un bacio per le orecchie e una carezza per il cuore.

HISTORIA
Una storia di migrazione e amorə
ideato da Daniele Bocchini
testo Daniele Bocchini, Fabrizio Brocchieri, Alberto di Risio
regia Alberto Di Risio
con Samuel Peron e Veera Kinnunen (ballerini e coreografie)
con Stefania Caracciolo (canto e voce narrante)
musicisti Daniele Bocchini (trombone), Marco Postacchini (sax, flauto, arrangiamenti), Enzo Proietti (pianoforte), Graziano Brufani (contrabbasso), Leonardo Ramadori (percussioni)
produzione e ufficio stampa TGC Eventi

Giornalista
Editor per amore, giornalista per passione. Tra libri, poesia, teatro e serate in compagnia, ho fatto della scrittura un lavoro. La mia giornata tipo? Risveglio tra pagine da correggere, pomeriggio in mezzo alla natura a leggere, la sera sulla poltroncina di fronte al palco!
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