La voce inconfondibile di Paolo Rossi richiama gli attori/musicisti nei camerini per prepararsi e cominciare lo spettacolo. Ma che cos'è il cane blu. oggetto del titolo? È l'amore, del quale ognuno di noi ha una visione a se stante, a volte inesistente e quindi simile a un cane dal colore impossibile? È l'economia politica italiana? Talmente trasformata e semplice, nel suo essere surreale, da poter essere spiegata ad una mandria di vacche utilizzando una coppia di loro simili per "fare i conti"? O è il Carso, un luogo dove perdersi e ritrovarsi, tanto caro a Paolo Rossi e al gruppo musicale, "I virtuosi del Carso" appunto, composto da ironici ed eccellenti musicisti (Emanuele Dell’Aquila, Alex Orciari, Stefan Bembi, Denis Beganovic, Mariaberta Blašković e David Morgan)?
O piuttosto sono appunti per un film, le prove itineranti di una storia non "spaghetti e western", ma piuttosto "citazioni e western", con riferimenti al momento che stiamo vivendo, mescolati al mito di Euridice, di Orfeo, dell'Alcesti di Euripide, la cui trama è presa a pretesto per raccontare le vicende, a tratti autobiografiche, del comico canterino: 3 prove da affrontare per strappare agli inferi la donna che lo aveva lasciato per il suo ex socio e che si è sacrificata alla Morte per salvare il suo sposo.
“Siamo in prova”, è la frase che si legge su un cartello e che identifica un "work in progress" perfettamente oliato, effettivamente provato, nel quale Rossi orchestra un surreale, delirio visionario che ricorda il teatro canzone di Gaber e strizza l'occhio al maestro Dario Fo, senza dimenticare l'ironia e la tagliente sagacia a cui ci ha abituati.
“Questo paese è fatto di mediocri e di persone di talento e il problema è che i mediocri si svegliano sempre due ore prima e le spendono a pensare a come metterla nel culo a quelli di talento, che, invece, si alzano dal letto colti dai problemi del massimi sistemi: cioccolata equo e solidale della Colombia o adotto con i buoni sconto un bambino a distanza del Bangledesh? [...] In questo paese ormai è tutto approssimativo, voglio dire, c’è gente che fa corsi di paracadutismo online”.
Giochi ed equilibrismi di parole frammentati dalle musiche composte da Emanuele Dell’Aquila e di grandi autori, come Goran Bregovic e i grandi classici della canzone d’autore: musiche che fanno ballare ed emozionare come l’esecuzione di Mariaberta Blašković, solo con voce e violoncello, del brano Figlio della luna.
Due ore piene (anche l'intervallo viene proposto come l'inizio, con gli attori in scena) per un esempio di teatro che contagia, di quelli che catturano ed avvicinano il pubblico non solo alla satira e allo spettacolo, ma anche alla letteratura e alla storia, compresa quella contemporanea: quello che si dovrebbe vedere più spesso, magari ripreso e mandato in onda anche in televisione e dove magari approderà anche "L'amore è un cane blu", come ci ha raccontato Paolo Rossi al termine dello spettacolo.
"Il non appassionarsi al teatro è colpa spesso dei teatranti - ci dice - se il teatro ti tocca ci torni, perché ti colpisce e, in fondo, quando parlo dei mediocri parlo anche di questo, dei mediocri che fanno teatro. Bisogna saper gestire i tempi giusti. Alcune battute improvvisate potranno durare ancora... quanto? Tre giorni? (il riferimento è alla decadenza di Berlusconi dal ruolo di senatore). Spesso si vedono in scena compagnie di non professionisti di altissimo livello e viceversa".
E quando gli chiediamo se tornerà sul piccolo schermo, dove in passato ha subito anche censure, ci risponde: "Ormai i canali televisivi sono tanti come tante le possibilità, oltre alle ospitate. Alcune emittenti danno assoluta libertà all'artista...". Ultima domanda, la più scontata: L'amore è un cane blu, appunti per un film. Lo sarà? "I tempi (in senso recitativo e musicale, ndr) ci sono tutti, ma è più facile che arrivi in televisione. Vedremo...".









