Mamma...zzo! (recensione)

 

immagine di una donna in posa all'aperto
m&s - Federica Cifola protagonista di Mamma...zzo!

Pulcinella al femminile, Federica Cifola dispensa verità sul suo "personaggio" più complesso: la mamma

Quando si diventa genitrice, tutti gli equilibri, specialmente quelli lavorativi, vanno rimessi in discussioni e riadattati in funzione di: poppate (nei primi mesi); pappe (appena dopo); notti di riposo che diventano un lontano ricordo, così come i weekend romantici con il partner; accompagnamenti vari al limite del teletrasporto quando i pargoli iniziano ad avere una propria vita sociale e impegni scolastici (ovviamente non propri). Noi potremmo continuare nel dare sfogo alla nostra fantasia, ma se lo fa Federica Cifola da un palco teatrale, mescolando aneddoti personali e reali (ha due figlie) ad altri appositamente realizzati per il copione, è sicuramente meglio. E molto più divertente!

Avete mai provato a: fare la spesa, allattare, chattare, twittare, cambiare un pannolino, lavorare, preparare la cena, le pappette, svegliarsi di notte perché un frugoletto piange… tutto lo stesso giorno, sapendo che il giorno dopo… tutto questo accadrà di nuovo? Dice: ma lo fanno tutte le mamme! Rispondo: ma io pensavo che scherzassero! Che bello diventare mamma, da donna grande, adulta, consapevole. È bello… perché non sei più una ragazzina! Appunto! Non sei più una ragazzina e non ce la fai a spingere la carrozzina… e tra un po’, al parco, sarà tua figlia a spingere la tua.

Mamma...zzo! è tutto questo e molto altro, il titolo infatti gioca su un divertente calembour/tormentone di ogni mamma contemporanea, quando si trova di fronte ad un impegno familiare spesso superiore alle proprie forze. In certi momenti è innegabile che la stanchezza possa far venire voglia di gridare “m’ammazzo”, poi a tutto ci si abitua e difatti la stessa protagonista ha raddoppiato il numero degli impegni, quindi o è folle (e in buona compagnia di tante altre) o mettere al mondo un pargolo o più di uno non è poi così terribile. Anche perché i ragazzi crescono e i problemi si trasformano.

In ogni caso essere madre, specialmente ora, non è semplice: un bimbo rivoluziona completamente la vita e bisogna imparare a proprie spese che si tratta di un percorso fatto di dubbi, paure, incertezze e molte rinunce. E se la mamma ha più di 40 anni e uno stile di vita fatto di piacevoli e irrinunciabili abitudini (gli aperitivi con le amiche, lo yoga, le serate al cinema/teatro/discoteca), perdere tutto questo può essere catastrofico. Se è facile essere mamme a vent’anni, quando l’inesperienza è supplita amorevolmente dalla propria genitrice, che non è nonna, ma mamma bis, diventarlo molto più tardi è devastante e ci si salva solo grazie all’aiuto indispensabile della tata, merce rara e spesso volatile nel giro di pochi mesi, quando le bimbe si erano oramai abituate. Non esistono più le Mary Poppins di una volta!

Con la maternità cambia tutto: il ristorante deve avere per forza un clown all’ingresso, il cinema è solo una serie infinita di ere glaciali, la canzone che canticchi sempre è la sigla di Peppa Pig e il massimo della sessualità che rimane con tuo marito, è un abbraccio voluttuoso nell’intimità dell’alcova… stando ben attenti però a non schiacciare quel bambino che da quando è nato, dorme fisso in mezzo a voi.

Lo spettacolo, scritto a quatro mani con Marco Terenzi (che ne firma la regia), nasce quindi dall'esperienza diretta dell’attrice, che oltre a ironizzare sul ruolo di madre nella società moderna, fa il verso a tante mamme famose della storia e porta in scena anche i "suoi" personaggi radiofonici. Lo spettacolo, difatti, ha alcune parti video, con innesti preregistrati in cui l’attrice interpreta Agnese Renzi, Barbara Palombelli e Paola Taverna. Inutile dirlo: anche i video ricevono l’applauso del pubblico. Un pubblico partecipe, spesso tirato in ballo, con donne spudoratamente di parte che s’identificano immediatamente nelle descrizioni dell’attrice. Non mancano le osservazioni sul ruolo dei padri, accusati di avere un compito sicuramente più facile: “Un padre non è presente, ti fa solo presente cosa devi fare”. Ovviamente a questa battuta il pubblico femminile esplode con una vera e propria ovazione, ma anche questo fa parte del gioco.

In questa nuova ottica l’unico vero dramma è perdere la tata o perdere la testa, ma senza tata è tanto difficile, se non impossibile mantenere la testa. Ma non sarebbe convenuto comprare un cane? Ogni mamma ha la sua convinta risposta, che è no. Basta che quella bimbetta che hai portato in pancia per nove mesi e per la quale ti preoccuperai per tutta la vita ti sorrida che ogni fatica scompare, per lasciare lo spazio ad una nuova. Lo spettacolo dura poco più di un'ora e di questo è la stessa Cifola a rammaricarsi: vorrebbe farlo durare di più, per rientrare a casa dalle sue due bambine il più tardi possibile, ma noi abbiamo capito che sta mentendo.

MAMMA...ZZO!
di Marco Terenzi e Federica Cifola
con Federica Cifola
regia Marco Terenzi
un atto unico da 65 minuti, interruzioni di figli (o marito) a parte

giornalista
Nasco informatico e scontroso decenni fa, da meno anni sono anche giornalista e sempre scontroso. Di recente ho scoperto i social (ma non li ho ancora capiti).
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