Operazione Balena (recensione)

Debutto della Compagnia DiciannoveeVenti con un testo di Gianfranco Vergoni, regia di Marco Simeoli

il cast artistico dello spettacolo
m&s - il cast artistico dello spettacolo

Abbiamo un dovere: quello di non dimenticare la storia che abbiamo appena vissuto, anche sotto forma di racconto. Quel passato, indispensabile per il futuro, ha segnato il Paese nel bene o nel male, quel passato ha portato alla nascita di un’identità nazionale, fragile allora come fragile ancora oggi.

Esplorare la storia non è solo un lavoro di ricerca storica, ma anche di ricerca teatrale, come ha fatto Gianfranco Vergoni, raccontando la storia di sei ragazzi con disturbi psicologi e comportamentali alle prese con uno spettacolo teatrale sotto la guida di Adele (Loredana Piedimonte), un’attrice disoccupata dalla vita instabile. L’insegnante, per riottenere il finanziamento pubblico del corso di teatro terapia, decide di mettere in scena uno spettacolo con oggetto il rastrellamento del Quadraro, un vasto quartiere romano, noto all'epoca come covo di partigiani, di sabotatori e di oppositori al regime fascista. Un luogo difficile e ostile dove i tedeschi non avevano il coraggio di entrare.

Il 17 aprile del 1944, circa duemila persone vennero rastrellate e portate al cinema Quadraro per essere schedate. Dopo ore di attesa furono trasportate a Cinecittà dove vennero selezionate. Alcuni riuscirono a fuggire e molti tra gli scartati vennero arrestati. Le circa mille persone raccolte furono inviate in camion a Grottarossa, poi in treno a Terni, per andare infine a Fossoli. Il 24 giugno, i rastrellati furono arruolati come “operai volontari” e deportati in Germania e in Polonia nei campi di concentramento. Dei deportati, solo la metà fece ritorno. E questa è la storia, quella reale che comunque si trova e non si trova sui testi.

Operazione Balena è il titolo che Adele ha scelto per il suo spettacolo, il nome in codice del rastrellamento, assegnato all’epoca al piano d’azione da Kappler, tristemente noto comandante della Gestapo. A parte lo scontro con la storia, Adele dovrà fare i conti con l’opposizione e le differenze caratteriali dei singoli ragazzi: Eugenio (Matteo Volpotti) è un ragazzo astioso in fissa con lo writing; Lorella (Ilaria Nestovito) è una cassiera ribelle e provocatrice; Benedetto (Emanuele Di Luca) è un ragazzo autistico che ha paura anche della sua stessa ombra; Antonia (Irene Cedroni) è una ex suora irascibile, pronta a recitare un “Ave e Maria” nel momento del bisogno; Aiscia (Giulia Di Tommaso) è una ragazza di 18 anni fuggita prima alla violenza del padre e poi a quella del marito Manolo. Ma quando la situazione è già complicata del suo, ecco che sbuca un ulteriore problema: allo stravagante e indisciplinato cast si aggiunge un sesto attore, Nico (Daniele Derogatis), il custode della sala multifunzionale, anche lui ovviamente affetto da patologie.

Lo spettacolo dovrà comunque debuttare entro due mesi e Adele non può assolutamente fallire, poiché l'incarico rappresenta al momento la sua unica fonte di reddito. Succeda quello che succeda, lo spettacolo deve andare avanti, non solo perché è una legge dello show business, ma anche e soprattutto perché così Adele può pagarsi le bollette.

Al termine della visione, gli spettatori ne escono arricchiti, con la consapevolezza che dimenticare vicende così violente sia inammissibile. Non è possibile obliare la morte di tante persone e far finta che tutto questo non sia mai successo. Necessitiamo di più spettacoli come “Operazione Balena” e siamo grati ad artisti come Simona Orlandi e Daniele Miglio che nel 2010 hanno deciso di portare in scena lo spettacolo teatrale “Nido di Vespe”, negli stessi luoghi del rastrellamento, basandosi sulle testimonianze dei sopravvissuti. È compito di tutti, e non solo degli storici, mantenere vivo il ricordo.

OPERAZIONE BALENA
di Gianfranco Vergoni
regia Marco Simeoli
con Irene Cedroni, Daniele Derogatis, Emanuele Di Luca, Giulia Di Tommaso, Ilaria Nestovito, Matteo Volpotti
e la partecipazione di Loredana Piedimonte
produzione Compagnia DiciannoveeVenti
durata 1 ora e 45 minuti, escluso intervallo

giornalista
Nasco informatico e scontroso decenni fa, da meno anni sono anche giornalista e sempre scontroso. Di recente ho scoperto i social (ma non li ho ancora capiti).
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