Anche a teatro - dove tutto ha avuto inizio - il Tenente Colombo indossa il suo celebre (e spiegazzato) impermeabile
Non avevamo dubbi fosse vero, ma se ci fosse rimasto qualche dubbio, assistendo ad “Analisi di un omicidio” (Prescription: Murder) abbiamo avuto la prova: il Tenente Colombo, sul palcoscenico, si trova a suo agio come in qualsiasi altra situazione televisiva. Ebbene sì, l'investigatore più sgualcito che si possa conoscere (nel senso di abbigliamento e capigliatura), da tutti universalmente conosciuto nell'interpretazione di Peter Falk, è in realtà nato come personaggio teatrale dalle penne - o dalle macchine da scrivere - di Richard Levinson e William Link, proprio come protagonista di “Prescription: Murder” che ha tenuto banco con Thomas Mitchel nei panni di Colombo, a Brodway per diversi anni.
Nella messa in scena italiana – che ha debuttato con successo al Festival di Borgio Verezzi – l'impermeabile è indossato da Gianluca Ramazzotti e i panni di Joseph Cotten, che interpretava lo psichiatra americano, da Pietro Bontempo. Cominciamo però con l'ordine che contraddistingue lo stile del Tenente, cioè dalla fine: lo spettatore, anche a teatro, viene subito a conoscenza non solo della vittima, Claire (Sara Ricci) la moglie dello psichiatra, ma anche dell'assassino, l'esimio dottor Roy Fleming che, stufo del matrimonio ormai decennale e delle gelosie manifeste e manifestate, decide di porre fine ai suoi problemi non con il divorzio, bensì con l'eliminazione fisica della donna causa dei suoi problemi, per godersi la restante vita con la giovane amante Susan Hudson, di professione attrice e sua paziente. Tutto è studiato nei minimi dettagli: Roy convince Claire a seguirlo in una romantica vacanza di conciliazione ad Acapulco, ma a salire con lui sull’aereo, per poi scenderne inscenando una lite e creare l’alibi, sarà Susan vestita da Claire. La moglie infatti giace già morta sul divano di casa e dovrà sembrare una rapina finita male. Peccato che a condurre le indagini sia il nostro (perché ormai è di tutti) amato Tenente Colombo (appunto Gianluca Ramazzotti) che, con il suo fare da falso impacciato, metterà in difficoltà l’intelligente e arguto professore.
La vera e propria sfida messa in atto sul palco – e non parliamo dal punto di vista drammaturgico – dalla Produzione Oliver & Friends sul palco pare vittoriosa quanto il Tenente Colombo in ogni puntata del telefilm. Non solo l’allestimento scenico (dalla regia ai costumi passando per il disegno luci e le scene) risultano credibili ed efficaci per il dipanamento della trama - con inserti video proiettati per le vicende che si svolgono all’aeroporto - ma la cosa che convince di più è il fatto che tutto il cast non abbia dovuto solo mettersi in gioco dal punto di vista scenico, ma anche risolvere brillantemente l’ovvio paragone che chiunque sarebbe portato a fare nei confronti degli attori che prima di tutti hanno impersonato i ruoli a loro destinati, sia che si abbia avuto la fortuna di assistere all’originale sui tavolati americani, sia che si parli del Tenente Colombo televisivo.
Oliver è Cane. Non possiamo non partire dalla presenza assolutamente corretta dell’amico fedele del Tenente che nella versione televisiva era un Basset Hound e che nella piéce è l’amico peloso di Gianluca Ramazzotti. Dolcissimo, in parte sempre e giusto non solo nell’interpretazione di sé stesso, ma anche nella decisione registica di portarlo sul palco.
Come già anticipato, l’allestimento scenico (Alessandro Chiti) aiuta a rendere ancora più credibile la vicenda con due girevoli che riportano lo studio con anticamera prima e la casa del Dottor Fleming dopo. Alcune scelte registiche (Marcello Cotugno) di uscite funzionali e soprattutto l’idea delle ombre dei personaggi dietro i pannelli opachi che si ingrandiscono o diminuiscono sia per rendere reale l’ingresso del personaggio, sia per simboleggiare l’importanza di questo evento diventano ottimi espedienti per aumentare l’impatto e la suspense che, nonostante si conoscano perfettamente gli eventi, permea l’ambiente fumoso della messa in scena.
Ottima performance da tutto il cast, da Nini Salerno nei panni del procuratore, a Samuela Sardo a Sara Ricci. Nota a parte per Pietro Bontempo al quale va il nostro plauso per la tenuta di registro durante tutta la durata dello spettacolo e per Gianluca Rammazzotti che si è “sobbarcato” l’onere e l’onore di un confronto così impegnativo. Il risultato è un omaggio fedele, ma non un'imitazione. La mimica, la goffaggine e la gestualità di Colombo (o di Peter Falk che interpretava Colombo?) sono state studiate e riproposte in maniera ineccepibile, per non parlare dell’aspetto caratteriale, messo sempre in evidenza dai due creatori, di persona insistente, un uomo fastidioso che si scusa di esserlo in maniera quasi servile, riconoscendo la superiorità dell’avversario ma con la netta sensazione che si stia prendendo gioco di lui, per cercare di raschiare la superficie e andare a fondo delle cose. Volendo trovare un difetto abbiamo visto l’impermeabile troppo stirato (ma diamo la colpa alla Signora Colombo che avrà avuto timore di fargli fare brutta figura) e la capigliatura un po’ troppo pettinata. Un giallo di cui si conosce il finale certamente da vedere senza rischiare di rimanere delusi.
Ah, solo un’ultima cosa… no, non è vero, ma ci sembrava giusto concludere con la battuta principe del Tenente (nata tra l’altro per caso: i due scrittori avevano appena terminato di scrivere una scena e avevano fatto uscire Colombo. Troppo “pigri” per riscriverla, decisero di farlo rientrare con questa frase che con il tempo di annovera tra le migliori esistenti al pari di “Suonala ancora, Sam”)
Oliver & Friends srls
in accordo con Ginevra Media Production srl
presenta
TENENTE COLOMBO
Analisi di un omicidio (Prescription: Murder)
di Richard Levinson & William Link
traduzione e adattamento di David Conati e Marcello Cotugno
con Gianluca Ramazzotti, Pietro Bontempo, Samuela Sardo, Sara Ricci
con la partecipazione straordinaria di Nini Salerno
e con Oliver
regia di Marcello Cotugno
luci Giuseppe Filipponio
scene Alessandro Chiti
costumi Adele Bargilli
durata due atti di 2 ore circa








