Gente di facili costumi (recensione)

 

Gente di facili costumi
m&s - Flavio Insinna (Ugo) e Giulia Fiume (Anna)

Una commedia dall'apparente leggerezza: "più la mandi giù" e più ti mostra le eterne storture umane

Gente di facili costumi è una commedia che sviluppa, in maniera paradossale, un fondamentale problema etico. In una società come la nostra, dove tutto si avvilisce e si corrompe, che valore hanno ancora l'onestà, la dignità, il rispetto dei più profondi valori umani? si chiedeva il suo stesso coautore, Nino Manfredi (l'altro è Nino Marino), alla fine degli anni '80 quando la pièce a due personaggi, uno maschile e l'altro femminile, debuttava.

Per dare corpo alla tesi espressa nella nota (parziale) con cui abbiamo aperto, assistiamo al ritorno a casa di Anna (Giulia Fiume), una bella ragazza abbastanza eccentrica, ma soprattutto eccessivamente rumorosa, quando come lei si rientra nel proprio appartamento quasi alle prime luci del giorno. Per sua sfortuna, esattamente sotto il suo appartamento, vive Ugo (Flavio Insinna) un burbero intellettuale, dal parlare molto forbito ma soprattutto molto irritato dal rumore che Anna, il suo mangiadischi (la commedia è anni '80) e la vasca che si riempie di acqua fanno. Ma fino a qui sono i classici rapporti di cattivo vicinato che più o meno tutti quanti si sono trovati ad avere, escludendo coloro che hanno la fortuna di vivere soli su di un'isola deserta. Ma i problemi di Ugo non sono che alla fase primordiale.

Per un caso fortuito (leggi incidente) l'uomo è costretto ad accettare l'ospitalità della ragazza e a rendersi conto che Anna "aka" Principessa non è precisamente un'infermiera, ma esercita un mestiere che se viene guardato male oggi, figuriamoci come potesse essere considerato 40 anni fa. In ogni caso Ugo non ha scelta: o accettare la generosa offerta di Anna o trovarsi un ponte sotto cui stare. La convivenza tra i due opposti può quindi avere inizio. Anna è gioviale, fresca, spontanea e semianalfabeta, Ugo è letterato, quasi spocchioso ma dall'animo fondamentalmente buono, anche se non tollera il modo con cui lei si esprime. 

Se Anna fa un lavoro "probabilmente" disdicevole, quasi costretta dalle circostanze, ma ha un sogno, quello di comprarsi una giostra e per questo sta mettendo via ogni possibile risparmio, anche Ugo non è precisamente soddisfatto della sua vita. Sopravvive come autore televisivo e scribacchiando soggetti per il cinema, ma sognando il momento in cui verrà accettata una sua proposta per un film puramente artistico, nulla a che vedere con quello che è costretto a fare per campare, anche se al momento bollette, letto e cibo sono completamente a carico di Anna.

Il racconto potrebbe prendere la strada per una versione all'italiana del My Fair Lady di George Bernard Shaw - e per una parte, molto godibile lo fa pure - ma ci troviamo in Italia e la prevaricazione del potente, dell'archetipo del capoufficio fantozziano, è sempre dietro l'angolo e si manifesta con l'interesse di un produttore per il soggetto di Ugo, un produttore molto, troppo, sensibile al fascino femminile. 

La commedia si basa completamente sui due protagonisti, consegnando al personaggio della prostituta alcuni momenti di maggiore intensità emotiva che, alla replica cui abbiamo assistito, il pubblico accoglie con la massima attenzione e considerazione, quasi affettiva. Alla prova dei fatti, per quello che possiamo ritenere il gusto contemporaneo, una leggera asciugata dei tempi, renderebbe il tutto più veloce e meno faticoso (anche per chi è sul palco). Rimane sempre da capire questi facili costumi, da chi devono essere indossati?

La Pirandelliana
presenta
Flavio Insinna - Giulia Fiume
in
GENTE DI FACILI COSTUMI
di Nino Marino e Nino Manfredi
regia Luca Manfredi
scene Luigi Ferrigno
costumi Giuseppina Maurizi
musiche Paolo Vivaldi
disegno luci Antonio Molinaro
sound designer Aldina Vitelli
luci e fonica Antonio Molinaro
foto Pino Le Pera
durata due atti di 2 ore e 40 minuti, incluso intervallo

giornalista
Nasco informatico e scontroso decenni fa, da meno anni sono anche giornalista e sempre scontroso. Di recente ho scoperto i social (ma non li ho ancora capiti).
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