Pirandello Pulp (recensione)

 

Pirandello Pulp
m&s - Massimo Dapporto, Gioele Dix, Fabio Troiano (foto © Federico Pitto)

Lui di nascosto osserva te / tu sei nervosa vicino a me / lui accarezza lo sguardo tuo / tu ti abbandoni al gioco suo...

Mai avremmo potuto pensare a un possibile incontro tra menti così brillanti, tra il drammaturgo siciliano Luigi Pirandello e il cantautore franco-armeno Charles Aznavour, entrambi autori di grande eccellenza cui si doveva affiancare il guizzo di genio dell'autore contemporaneo Edoardo Erba, perché ne venisse fuori il (nostro) capolavoro assoluto della stagione teatrale 2024-2025, con la complicità di Gioele Dix, quale ultimo tessitore, e dei due interpreti, Massimo Dapporto e Fabio Troiano, a dare corpo e voce al tutto dal palcoscenico. Ed è questo il principale motivo per il quale pubblichiamo la recensione solo adesso: abbiamo voluto assistere a quanto più possibile prima di prendere una decisione, ma andiamo con ordine, o proviamo a farlo.

Partiamo dal testo ovviamente più lontano nel tempo, da quel "Il giuoco delle parti" del 1918, un raro esempio di conscia "perfidia" da parte del suo sommo autore, che si diverte sicuramente a rendere impossibile, fino alla tragedia, la vita dei suoi tre personaggi principali, burattini più che ubbidienti vittime di chi ne tesse le trame della vita. Ma non potevano sicuramente ribellarsi come i 6 personaggi: Pirandello se li era tenuti da parte per qualche anno dopo.

Su questo pregevole racconto si innesta la contemporaneità, ancora una volta drammaturgica, di Edoardo Erba che riprende i due protagonisti maschili pirandelliani, Leone e Guido, e li trasforma in un anziano ed eccentrico Maestro della scena, Maurizio (Massimo Dapporto), e un - in prima battuta - impacciato tecnico delle luci Carmine (Fabio Troiano), totalmente ignaro dello spettacolo e con un unico obiettivo in testa: riuscire a trovare una scusa valida per non salire sulla scala a puntare i riflettori, perché soffre di vertigini, un malessere totalmente invalidante se si fa questo lavoro in teatro.

Maurizio viene immediatamente indispettito dalla mancanza di preparazione di Carmine, ma è costretto a fare buon viso a cattivo gioco e, lamentandosi continuamente, cerca di colmare l'ignoranza (nel senso che ignora, non conosce) di Carmine che, man mano che il tempo passa riesce a conquistare a piccoli passi un minimo di sicurezza sul campo, al punto da rivelare al teatrante anziano che si presta a incontri amorosi con coppie che hanno la necessità di forti emozioni sessuali, che probabilmente al proprio interno non sono più capaci di provare. E perché, allora, non provare ad aggiornare il testo pirandelliano con del pulp contemporaneo?

I ruoli vengono prima mescolati, poi confusi, poi rimescolati ancora una volta e una volta ancora, impedendo - volutamente - allo spettatore (letteralmente affascinato e soggiogato da quello che sta vedendo, almeno a noi così è successo) di capire una volta per tutte chi fa cosa e chi sta dicendo la verità. Il gioco (abbiamo volontariamente omesso la lettera u) non più di Pirandello con i suoi personaggi, ma dei due attori in scena, del loro regista, dell'autore contemporaneo e di quello originario - da cui tutto è nato - ai nostri danni. Nel momento in cui la vicenda sembra avere un capo e - forse - una coda ben definita diventa un gomitolo di lana tra le zampe di un gattino tanto dispettoso quanto geniale.

E Charles Aznavour? Aspetta chi non ha visto Pirandello Pulp nella prossima stagione nei teatri, ma anche chi lo ha visto non vorrrà farsi sfuggire l'occasione di rivederlo. Se a noi sarà possibile lo faremo sicuramente. E cercheremo, come quando si assiste a un episodio del Tenente Colombo di intercettare prima la trama dell'ordito teatrale, sempre che non lo si cambi ancora una volta. I teatranti hanno questa caparbia volontà di farsi beffe di tutte le parti, sia che siano sopra o davanti al tavolato del palcoscenico.

Teatro Franco Parenti
presenta
PIRANDELLO PULP
di Edoardo Erba
regia Gioele Dix
con Massimo Dapporto e Fabio Troiano
scene Angelo Lodi - luci Cesare Agoni
costumi sartoria Teatro Franco Parenti (direzione Simona Dondoni)
durata un atto unico di 1 ora e 40 minuti

giornalista
Nasco informatico e scontroso decenni fa, da meno anni sono anche giornalista e sempre scontroso. Di recente ho scoperto i social (ma non li ho ancora capiti).
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