Si tratta sicuramente di una delle compagini artistiche più interessanti della drammaturgia contemporanea italiana, con un seguito di pubblico costante e crescente, spesso suscitato dal semplice, ma quanto mai efficace, passaparola. Definito "pop", il teatro di Carrozzeria Orfeo trova ispirazione dall'osservazione del nostro tempo, in una costante ricerca sulla mescolanza dei generi, con l'obiettivo di fondere ironia (anche vicina alla stand up comedy) a tragicità, il divertimento che si mescola senza possibilità di distinzione al dramma sociale. Una grande “commedia umana” della contemporaneità, che ritrae la nostra epoca socialmente instabile, così carica di nevrosi e debolezze, ma così lontana dal rassicurante aspetto dei Peanuts di Charles Schulz. Un'umanità fondamentalmente cattiva, ma sempre pronta all'assoluzione, propria, e alla condanna, altrui, soprattutto di chi non è non sarà mai integrato.
Il testo si apre con una particolare coltivazione casalinga, nata per permettere a due trentenni, Fil (Gabriele Di Luca) e Charlie (Massimiliano Setti), imprenditori a modo loro, di mettere in piedi il business della loro vita: ossia l'esportazione di marijuana dall'Italia al Messico, invertendo così le "normali" logiche del mercato internazionale, anche alla luce delle forti ritorsioni effettuate dagli USA nei confronti del fastidioso confinante. Ai due, cinico e disilluso il primo (ma anche perseguitato dagli operatori telefonici) e assurdamente animalista e difensore dei diritti civili il secondo, si affiancano due particolari personaggi femminili: Lucia (Beatrice Schiros), la mamma di Fil, una cinquantenne bugiarda e ludopatica, e Wanda (Francesca Turrini), una sensibile trentenne obesa, dolcissima con il fratello minore handicappato e aggressiva con il resto del mondo, come il mondo lo è con lei, non perdonandole i suoi kg di troppo.
Si stabilisce tra i quattro un fragile equilibrio collaborativo, retto sul miraggio della ricchezza ottenuta grazie al traffico di stupefacenti, dove i due giovani coltivano le piantine, la ragazza si è offerta come corriere e ospita gli ovuli nel proprio corpo, da qui il titolo della pièce, e la genitrice favorisce tutta la delicata operazione di "stivaggio". Sarebbe tutto (più o meno) in ordine se non irrompesse nella vita già barcollante dei quattro "trafficanti" il marito di Lucia, nonché padre di Fil (Alessandro Tedeschi), che aveva a suo tempo abbandonato moglie e figlio. Piccolo particolare: dopo 15 anni è tornato vestendo abiti femminili, è una trans e si fa chiamare Annalisa, e fino a qui non ci sarebbe nulla di particolarmente strano, è già successo, e si vede nel cinema italiano ("Thanks" dovrebbe approdare a breve anche nelle sale), ovviamente con un altro stile, già dal bianco e nero, il problema è che l'unico scopo del suo ritorno in casa è quello di reclamare la proprietà dell'appartamento di famiglia.
E ora? Si va in teatro, ovviamente, a vedere se qualche altra catastrofe (o servizio telefonico non desiderato) si abbatterà sui protagonisti di "Thanks for Vaselina". Malgrado quello che potrebbe sembrare, è una favola sugli emarginati, sui lasciati volutamente a distanza, senza possibilità di riscatto se non facendo squadra tra gli stessi disperati. Un freak show? Forse, ma non sono sicuramente loro che si offrono in cambio di un biglietto. Le cinque caratterizzazioni sanno di esporsi al tagliente giudizio dei "normali", ma da banali osservatori abbiamo l'ardire di chiederci chi ci dia il diritto di emetterne uno? Quello teatrale, l'unico di nostro interesse, è comunque positivo, ci basta questo.
Suggeriamo, comunque, di cercare anche "Cous Cous Klan" (si immagina un futuro non troppo lontano in cui l’acqua è stata privatizzata, i ricchi vivono in città recintate e i poveri lottano per la sopravvivenza al di fuori di esse) e "Animali da bar" (davanti al bancone di un bar in un’imprecisata periferia una donna ucraina che affitta l’utero, un impresario funebre per animali di piccola taglia, un buddista sottomesso dalla moglie, uno scrittore alcolizzato, un ladro bipolare e un vecchio razzista cercano di realizzare i loro piccoli sogni).
THANKS FOR VASELINA
dedicato a tutti i familiari delle vittime e a tutte le vittime dei familiari
di Gabriele Di Luca
regia di Massimiliano Setti, Alessandro Tedeschi e Gabriele Di Luca
con Gabriele Di Luca, Massimiliano Setti, Beatrice Schiros, Alessandro Tedeschi e Francesca Turrini
musiche originali di Massimiliano Setti
disegno luci di Diego Sacchi
costumi e scene di Nicole Marsano e Giovanna Ferrara
organizzazione Luisa Supino
ufficio stampa Raffaella Ilari
uno spettacolo di Carrozzeria Orfeo in coproduzione con Marche Teatro, Teatro dell’Elfo, Teatro Eliseo
produzione 2013 Carrozzeria Orfeo, Fondazione Pontedera Teatro
in collaborazione con La Corte Ospitale, Festival Internazionale Castel dei Mondi di Andria
riconoscimenti Last Seen 2023 di Krapp's Last Post come miglior spettacolo
durata 90 minuti, escluso intervallo









