Dracula Crazy Reading (recensione)

Se Dracula (di Bram Stocker) avesse visto Dracula (di Leonardo Buttaroni), si sarebbe rivoltato nella bara, ma dalle risate

elaborazione elettronica di Dracula
m&s - elaborazione elettronica di Dracula

Dracula Dracula Dra (cha cha cha) / vampiro dal nero mantello / di notte tu succhi sul collo / le donne di giovane età - dal Dracula non di Bram Stoker, ma da quello cantato da Renato Rascel.

Ci siamo onestamente stupiti della gravissima mancanza da parte dell'oltraggioso sestetto guidato da Leonardo Buttaroni (principale colpevole di questo adattamento e presumibilmente regista anche se non si è ancora apertamente dichiarato come tale), nel non aver trovato spazio, nei circa 70 minuti del "crazy", anzi "craziest" reading del celebre romanzo gotico di Bram Stocker, anche per la divertente canzoncina su cui scorrevano i titoli di coda del film "Tempi duri per i vampiri" di Steno, 1959, con protagonisti Renato Rascel e il vampiro dei vampiri cinematografici per eccellenza: Christopher Lee.

Manca solo questo nella spassosa lettura (anche se abbiamo qualche dubbio sulla reale presenza di tutte le battute sui numerosi fogli tenuti in mano dal cast!) che i 6 bravi attori tornati bambini hanno messo in scena, purtroppo per una sola serata e in assenza di pubblico, giustificato non solo per la pandemia, ma anche per le troppe risate che ne avrebbero continuamente interrotto il loro (ehm) filo logico. Lo spettacolo vede un narratore (interpretato da Marco Zordan) impegnato nel raccontarci le tragiche vicende del Conte Vlad (Yaser Mohamed), parzialmente ispirate al testo originale, letto con molta attenzione da tutti gli attori (sostituti degli scritturati originali) fino a pagina 10.

I personaggi principali comunque ci sono tutti: da Van Helsing (Alessandro Somma) a Jonathan Harker (Diego Migeni), poi l'omaggio al teatro elisabettiano rappresentato da Mina (interpretata da Matteo Cirillo), e infine il medico John Seward (ErmeneGildo Marciante), sul rispetto del racconto originale ci sarebbe qualcosa da dire, ma d'altra parte sempre di adattamento si tratta e vi assicuriamo che i grandi miti del cinema horror, come Dracula o Frankenstein, sono stati in alcuni casi trattati anche peggio pur di divertire lo spettatore (per citarne uno: l'incontro/scontro con Gianni e Pinotto). E inoltre solo chi conosce molto bene tutte le regole del palco, come in questo caso, si può permettere il lusso di metterle nel frullatore e farne "altro".

In questo divertente gioco teatrale, annunciato come una "lettura del romanzo di Bram Stoker, con un pizzico di Mel Brooks e Monty Python", ci ritroviamo nelle atmosfere dei disastri britannici di Jonathan Sayer, Henry Shields e Henry Lewis, mixate con i 39 scalini di John Buchan e - a nostro parere - anche con i fantastici Fratelli Marx e, perché no, anche l'Hotel Transylvania di Genndy Tartakovsky (2012). Grande capacità di tutti gli artisti coinvolti di sapersi riadattare ad ogni bisogna, sapersi mettere in gioco con l'improvvisazione (alla Totò e Peppino) e saper ridere (e far molto ridere) in primis di loro stessi. Il surreale spettacolo - che comunque segue la struttura narrativa del romanzo originale - si svolge così con continue invenzioni narrative, apparentemente ingenue e invece dotate di tanta fantasia, che hanno come unico scopo quello di far trascorrere una piacevole serata, in questo difficile momento un vero toccasana contro le difficoltà della vita reale, con un'attenzione in più verso i bambini. E non siamo sicuri che i padri presenti sul palco non abbiano preso in prestito qualcosa (spade e lupo) dai giochi dei propri pargoli.

Ora non ci rimane che attendere tempi più propizi e sperare - anzi pretendere - che il Dracula di Buttaroni venga riproposto, ma noi attendiamo anche il ritorno del suo Romeo e Giulietta negli Ater, e la riaccensione delle Luci (ed ombre) della ribalta: sono tutti progetti che devono tornare nelle sale. Quando avverrà, sarà solo appena più difficile riuscire a seguire le battute senza ridere, ma tanto è probabile che il testo cambi piuttosto spesso, quindi avremo ogni sera uno spettacolo diverso. Dopotutto perché dovremmo impedire a "bimbi" così talentuosi di dare spazio ai loro giochi, ricevendo poi i nostri applausi? In un brutto periodo di scarsa attenzione e usuale incomprensione sul lavoro artistico, almeno restituiamo loro il piacere della passione per ciò che fanno. Per la corretta considerazione istituzionale abbiamo la brutta impressione che ci sia ancora molto da attendere.

DRACULA - CRAZY READING
dalle prime 10 pagine del romanzo di Bram Stocker
adattamento Leonardo Buttaroni
con Marco Zordan, Matteo Cirillo, Alessandro Somma, Diego Migeni, ErmeneGildo Marciante, Yaser Mohamed
regia (forse) Leonardo Buttaroni
produzione Associazione Culturale Teatro Trastevere
durata circa 70 minuti

giornalista
A 25 anni volevo lavorare nel mondo del Teatro. Ora ne scrivo con la stessa passione di allora, facendo molte incursioni nell'arte e meno nella musica.
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