Chi non conoscesse il testo di Michael Frayn, debutto londinese nel 1982 e debutto italiano l'anno successivo, per la regia di Attilio Corsini (Attory & Tecnici), sappia che si troverà di fronte ad una delle opere meta-teatrali per eccellenza, anche molto divertente, che da circa 40 anni, senza soluzione di continuità, continua a far divertire il pubblico.
Per portare sul palcoscenico questa commedia, occorre un cast affiatato e in buona forma fisica, in grado di memorizzare i tanti cambiamenti di registro fisico che il copione (e la cattiveria del manovratore) richiede. Oppure, essere abbastanza sfacciati e padroni della situazione da continuare ad aggiungere elementi al divertimento iniziale, suscitato dall'impatto con l'originalità di scrittura del commediografo inglese.
Nello specifico, né l'uno e né l'altro, Marco Zadra nella sua doppia veste (regista ed interprete) si limita ad aggiungere appena qualcosa del suo e a guidare sé stesso e la sua combriccola di atleti-attori verso un traguardo molto faticoso, centrando il bersaglio e consegnando al pubblico un'ulteriore sfaccettatura del divertimento "frayniano".
La trama è abbastanza nota, soprattutto dopo l'uscita, nel 1992, dell'omonimo film di Peter Bogdanovich, interpretato tra gli altri da Michael Caine e Christopher Reeve. Una pellicola che comunque non ha ottenuto quel successo (di pubblico e critica) che si attendeva. Una compagnia teatrale sta preparando il debutto di "Niente addosso" ma, come spesso succede durante le prove, nulla sembra andare come dovrebbe. Finora nulla di strano, perché ogni teatrante sarà disposto a giurarvi che durante la preparazione dello spettacolo nulla è mai a posto, poi - dopo la "generale" - incredibilmente tutto sembra magicamente allinearsi. Ma non sempre è così.
Il testo teatrale si intreccia indissolubilmente con le reali (per modo di dire, visto che anche queste sono parte di un testo) vicende del cast artistico (6 persone) e tecnico (3 persone) che compongono la compagnia, rendendo il tutto irresistibilmente divertente e giocato su una cadenza ritmata perfettamente, che funziona dall'inizio alla fine. Il plot della doppia coppia nella stessa casa di campagna, disturbata dalla presenza della domestica e da un ladro, si miscela con gli amori, le gelosie, le ripicche dei protagonisti e del loro microcosmo, con la seconda realtà che si confonde con la prima fino a diventarne parte essenziale e condizionarne così ogni forma di prosecuzione.
Apparentemente si dovrebbe semplicemente raccontare della forsennata girandola di disavventure del gruppo artistico, in realtà e in approfondimento, "Rumori fuori scena" consente un'analisi puntuale della costruzione di un lavoro teatrale, ovviamente giocando sul registro comico, ma nemmeno mantenendosi così lontani da alcune vicende poco pubblicizzate, che possono avvenire in un contesto lavorativo scandito dal "chi è di scena".
In fin dei conti l'attore non è altro che un lavoratore che non timbra il cartellino, ma studia il copione e, ad ogni rappresentazione, diventa qualcosa d'altro, muore a comando, piange a comando, ride, commuove e si commuove, per lo più della volte senza una sua precisa volontà nel farlo. La "Preghiera del clown" di Antonio de Curtis aveva già detto tutto quello che c'era da dire su questo mestiere, anni prima.
Almeno una volta nella vita di uno spettatore, i "rumori" vanno ascoltati, sia per il piacere puro suscitato dall'uscire di teatro con il sorriso, sia per toccare più da vicino quei meccanismi che "possono" non andare in scena in quella comunità sociale e professionale che prende vita e si ferma sempre con lo stesso (altrui) gesto: l'applauso.
Luciano Lattanzi
RUMORI FUORI SCENA
di Michael Frayn
regia Marco Zadra
costumi Francesca Misiti
disegno luci Francesco Mischitelli
scenotecnica Bombardoni 2
con Francesca Baragli (Poppy), Francesca Bellucci (Vicky/Brooke), Alessandra Cosimato (Flavia/belinda), Maurizio Di Carmine (ladro/Selsdon), Matteo Finamore (assistente), Francesca Milani (Miss Clackett/Dotty), Giancarlo Porcari (regista), Tiko Rossi Vairo (Philip/Garry), Marco Zadra (Roger/Frederik).








