Arturo Cirillo in Cyrano de Bergerac (recensione)

Ma quando sono solo con questo naso al piede / Che almeno di mezz'ora da sempre mi precede / Si spegne la mia rabbia e ricordo con dolore...

immagine di attori in scena
m&s - una scena del Cyrano De Bergerac

Da adolescenti lo siamo stati un po’ tutti Cyrano. Innamorati, timidi, goffi, speranzosi, invidiosi dell’amico “piacione”. Nella rilettura del lavoro di Edmond Rostand riproposta in unico atto tutto d’un fiato, Arturo Cirillo (napoletano di ceppo e di sentimento) ci ha messo del suo e degli altri, a cominciare dal musical di Domenico Modugno (1979), dai Cyrano cinematografici di un tempo (indimenticabile  quello di  Gérard Depardieu del 1990), da quello di Carmelo Bene al San Carlo di Napoli degli anni Ottanta, dai lazzi riecheggianti Ettore Petrolini (ricordate i “grazie” durante il “Nerone”?) e Gigi Proietti.

Il racconto di Cirillo (teatro-canzone come lo definisce lui) è surreale e stimolante, conforme alla sua sensibilità di attore-regista con solidi fondamentali da commedia dell’arte. La voglia di stupire s’avverte subito nel prologo, una sorta di presentazione, secondo i canoni di un tempo,  in cui si anticipava al pubblico il senso dello spettacolo. Fa testo quello dei Pagliacci di Leoncavallo con il tragico epilogo di sangue. I costanti riferimenti a Pinocchio sono legati  non solo al suo naso lungo e a quello “strano” di Cyrano,  ma anche ai ricordi dell’infanzia e al teatro d’origine. Cyrano, dice  Cirillo, è come il burattino di Collodi incapace di tagliare i fili manovrarti da un burattinaio identificato con la finzione del teatro”.  

La complicità della scenografia scintillante di Dario Gessati (pedana circolare girevole) con vapori di sete sospese nell’aria a mo’ di quinte, asseconda l’atmosfera “fantastica” pervasa da sapienti cambi di luce. I costumi luccicanti di pailletes (Gianluca Falaschi),  non volutamente filologici, riecheggiano il varietà televisivo legato a soubrettes  come Delia Scala e Raffaella Carrà. Molto del merito va un cast di buon lignaggio. Oltre ad Arturo Cirillo, si muovono in scena, con invidiabile leggerezza, Giacomo Vigentini, Francesco Petruzzelli,  Rosario Giglio, Valentina Picello, Giulia Trippetta che mutano ripetutamente di ruolo, di recitazione e di costume.

E’ gradevole il frenetico cambio di scene sostenuto da un audio, in gran parte originale (Federico Odling), a volte  languido, a volte cabarettistico (anche da avanspettacolo) che sa di Modugno e di cafè-chantant. La passione di Cyrano per Rossana, palese  nei suggerimenti a Cristiano, è reale e dolente e deve essere repressa nella finzione, ma è pur sempre irriverente  e burlesca. Lo spettacolo ritorna nei confini del  dramma alla  morte di Cyrano tra silenzi densi di pattos che si fanno chiassosi a sipario calato  nei prolungati applausi del numeroso pubblico. Tutti gli attori si liberano delle costrizioni del copione  per improvvisare in platea e sul proscenio pantomime che riecheggiano le sfilate sulla passerella  o i comici del cinema muto, in totale scioltezza.

La commedia teatrale “'Cyrano de Bergerac” , scritta e pubblicata nel 1897, ha ispirato una ventina di film, più o meno fedeli alla fonte originale: l'ultimo in ordine di tempo si intitola “Cyrano” ed è un musical diretto da Jow Wright (“Espiazione”, '”Orgoglio e pregiudizio”, “L'ora più buia”)  e interpretato da Peter Dinklage, diventato famosissimo in tutto il mondo. Arturo Cirillo ci ha ricordato che il suo Cyrano è in fondo un uomo (o un personaggio) salvato dal teatro, ora che il teatro ha più che mai bisogno di essere salvato”. 

CYRANO DE BERGERAC
di Edmond Rostand
adattamento e regia Arturo Cirillo
con (in ordine alfabetico)
Arturo Cirillo, Rosario Giglio, Francesco Petruzzelli, Valentina Picello, Giulia Trippetta, Giacomo Vigentini
scene Dario Gessati
costumi Gianluca Falaschi
luci Paolo Manti
musica originale e rielaborazioni Federico Odling
costumista collaboratrice Nika Campisi
assistente alla regia Mario Scandale
assistente alle scene Eleonora Ticca
produzione Marche Teatro, Teatro di Napoli – Teatro Nazionale, Teatro Nazionale di Genova, Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale

Giornalista
Direttore per oltre trent’anni dell’Ept/Apt. Ha curato l’organizzazione di numerose edizioni del Festival Barocco di Viterbo e di altre iniziative di ogni genere. Console di Viterbo del Touring Club.
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