L'unica donna per me (recensione)

Quando l'amore è una tempesta la risata è il miglior rifugio: ma lo ha scritto Alan Sorrenti?

Pietro e Anna
m&s - Pietro e Anna (foto © media & sipario)

Pietro Soresi (Attilio Fontana) è un artista del pennello casalingo, ossia un imbianchino. Anna Martelli (Clizia Fornasier) è una manager culturale. Si incontrano per caso in un bistrot, all'ora di pranzo, a distanza di 3 anni e 9 mesi (la puntualizzazione è appannaggio di Anna) dalla loro separazione (leggi divorzio). Il momento diventa immediatamente, com'è naturale che sia, inbarazzante ed entrambi cercano di superare il disagio con parole inutili, pronunciate giusto per fare rumore (che sovrasti il brusio del locale) e non stare in silenzio. Da questo momento seguiremo la loro vicenda affettiva attraverso dei flashback, spesso puntualizzati dal particolare e curato movimento dell'abito elasticizzato indossato da Clizia Fornasier.

Com'è già successo a tante altre coppie i due si sono incontrati una prima volta per caso nel negozio di un fioraio, dove lei, che ancora non lo conosce, suggerisce a un lui impacciato cosa acquistare per fare un omaggio gradito alla "mamma". Dalle prime schermaglie, durante le quali nessuno dei due (ancora) ammette l'attrazione per l'altra/o, si passa al primo appuntamento (allo stadio per una partita, una scelta che più romantica di così non si può), cui seguiranno altri momenti difficili (le montagne russe) e il primo disastroso (almeno per le camicie di Pietro) pranzo con ospite il padre di Anna, che simboleggia con il lancio di un raviolo contro il futuro genero la propria disapprovazione. Nonostante ciò si arriva - dopo due anni - al matrimonio, con una dubbiosa Anna di fronte ad un sicurissimo Pietro, che finalmente - e solamente ora - riceverà la ricetta del brasato al lambrusco di Bismantova e potrà aggiungere una voce - probabilmente la più importante - al suo fondamentale programma di vita.

Ci avviamo velocemente al più classico degli happy end? Conditio sine qua non di ogni commedia romatica che si rispetti? No, visto che i due si sono lasciati per ritrovarsi anni dopo, ancora una volta per caso (ma sarà così?).
Pietro è stupito della particolare concatenazione delle porte scorrevoli della loro vita, ma, sicuramente più duttile e determinato della ex moglie (d'altra parte lo è sempre stato), non esita ad abbandonare le persone con le quali era a tavola, per dedicarsi totalmente ad Anna. Tutto il resto si svolge in teatro e noi, come sempre, non ve lo diciamo.

I flashback si incastrano sul pranzo chiarificatore nel bistrot, si riescono a seguire con chiara facilità narrativa e ci offrono una storia che non esagera e che potrebbe appartenere al vissuto di tante altre coppie (comprese quelle celebri del cinema americano del passato, da rivedere in inverno avvolti da una calda coperta e con in mano una tazza di cioccolato), cui Anna/Clizia Fornasier e Pietro/Attilio Fontana (coppia anche nella vita reale), ma soprattutto Norm Foster (autore della pièce), sembrano ispirarsi.

La commedia si muove agilmente nel campo dei sentimenti con una capace tenuta scenica (anche in forma di canzone) dei due protagonisti. Pietro tra i due è quello più determinato, è colui che non ha paura di dire "ti amo" e che sposta il braccialetto rosso dal polso destro a quello del cuore per ricordare i suoi momenti più felici. Ma quale sarà la sua reale intenzione nel bistrot? Vuole riconquistare la sua ex moglie? E una volta dichiarate le carte, riuscirà nel suo intento? Per chi tiferà il pubblico? Noi ci siamo schierati, ma non ve lo diciamo, perché preferiamo invitarvi ad andare in teatro, magari senza cioccolato e biscotti.

Carpe Diem Produzioni
presenta
Attilio Fontana e Clizia Fornasier
in
L’UNICA DONNA PER ME
di Norm Foster
traduzione David Campora e Pino Tierno
regia Luigi Russo
assistente regia Aisha Meki
scene Maria Grazia Iovine
costumi Marian Osman Mohamed
coreografie Anna Gargiulo e Francesco De Simone
musiche e arrangiamenti Clemente Ferrari
canzoni originali Attilio Fontana, Luigi Salerno e Franco Ventura
produttore esecutivo Giuseppe Magagnini
audio e luci Calogero Puleo
direttore di scena Ludovico Nardocci
amministrazione Romolo Passini
abiti di scena Banderari e Pamela Agostini (Vagamé abiti trasformabili)
grafica Riki Cellini
ufficio stampa Fabi-Savona
distribuzione Mente Comica
durata 1 ora e 35 minuti, senza intervallo

giornalista
A 25 anni volevo lavorare nel mondo del Teatro. Ora ne scrivo con la stessa passione di allora, facendo molte incursioni nell'arte e meno nella musica.
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