La domanda è sicuramente difficile, se non impossibile, ma Maria Pia Timo sembra avere la risposta e la giusta chiarezza per ogni problematica, d'altra parte lei è una donna di prim'ordine. Ma procediamo con lo stesso "ordine" enunciato dal titolo del suo nuovo spettacolo, scritto assieme a Roberto Pozzi, marito, regista e oggetto - non sappiamo quanto conseziente - di più del 60% delle battute dello spettacolo, e con la preziosa complicità di Sabrina Toscani, professional organizer, autrice di Facciamo Ordine (Mondadori), sottotitolo Il metodo italiano per vivere organizzati e felici.
Lo spettacolo si apre con la più classica delle ricerche contemporanee, quella del cellulare improvvisamente scomparso. Maria Pia Timo non riesce più a trovarlo e di conseguenza coinvolge il pubblico, fornendo un numero da chiamare. Il "prezioso" device ricompare (non diciamo dove era finito) e lo spettacolo può cominciare, anche se era già abbondantemente iniziato. Possiamo - tutti - finalmente mettere ordine nella nostra vita, scandita dall'oggetto che dalla prima metà degli anni '80 (del secolo scorso) condiziona sempre più pesantemente, al punto che "siamo passati dall'essere la generazione con il telefono fisso ad essere la generazione che fissa il telefono". Dovremmo disturbare il progettista statunitense Martin Cooper per chiedere il suo parere a riguardo, ma dubitiamo che risponderebbe alla nostra telefonata.
In ogni caso MPT ha tutte le risposte e tutte a portata di mano, senza doversi affannare per cercarle in uno dei tanti scatoloni che costituiscono la sua scenografia. In primis, qualsiasi cosa le succeda, è colpa di suo marito. E quando accusa il malcapitato di qualsiasi nefandezza familiare, dal vestirsi rigorosamente solo in tuta o di non essere capace di svuotare la lavastoviglie o semplicemente non saper piegare una maglietta, tutte le signore presenti in teatro costantemente assentono (come mai?) e alcune si rivolgono al signore seduto accanto a loro (ma non sappiamo cosa gli abbiano detto).
Fine osservatrice romagnola, MPT passa in rassegna molte delle nostre cattive abitudini contemporanee, si va dai jeans strappatissimi delle adolescenti di oggi (e non sono solo loro a indossarli), tanto diversi dai perfetti abiti (sempre stirati) di "ieri" e dall'abito buono della domenica, alla sedia della camera da letto con ala funzione di armadio 4 stagioni, alle feste di compleanno dei bambini con relativo menu a base di Nutella, le famigerate chat delle mamme, i ladri in casa... per spravvivere al "logorio della vita moderna" non si deve ricorrere al famoso liquore a base di carciofo, ma a un metodo, che Timo presenta spostandosi sul palco per il "momento scientifico". Peccato che tutti i "rimedi" enunciati, la maggior parte dei quali sotto forma di manuali, difficilmente vengano letti dall'uomo medio italiano e che probabilmente - essendo frutto di ricerche in altri paesi - siano poco applicabili in quello che ci ostiniamo ancora a chiamare Bel Paese.
MPT è brillante (l'avevamo già apprezzata come una delle quattro protagoniste di Ricette d'amore, quindi sapevamo cosa aspettarci), si muove disinvolta mantenendo alta e costante l'attenzione del suo pubblico, divertendosi (immaginiamo) e divertendo molto chi assiste, particolarmente spassosi il decluttering e Marie Kondo. Abbiamo un solo dubbio a riguardo: anche Roberto Pozzi si sarà divertito nell'essere chiamato in causa in ogni momento? La risposta è sicuramente sì, una donna intelligente ha sempre accanto un uomo intelligente e viceversa. In più così - lo ha detto lei - si risparmia sul costo del coautore e del regista. Proprio una donna di prim'ordine, anche negli affari.
Maria Pia Timo in
Una donna di prim’ordine
Guida pratica per sistemare l’armadio, il cane e il marito
di Maria Pia Timo e Roberto Pozzi
collaborazione Sabrina Toscani
regia di Roberto Pozzi
durata un atto unico di 90 minuti circa (dipende dal ritrovamento del cellulare)








