E non rimase nessuno (recensione)

Se ci fosse una classifica del giallo, sarebbe sicuramente tra le prime posizioni assieme ad altri della sua stessa autrice

i ringraziamenti finali
m&s - i ringraziamenti finali (foto © media & sipario)

Ci accostiamo a questa nuova versione teatrale di "And Then There Were None", che in questa occasione diretta e adattata da Anna Masullo ha coscientemente perso il "then/poi", con la consapevolezza che ci aspetta il compito più semplice: quello di stare comodamente seduti in poltrona ad osservare il difficile lavoro altrui. Tra le 30 e le 40 persone, considerando anche il cast creativo e il personale di sala, delle quali - ovviamente - già 10 sono sul palco. Perché la prima difficoltà è proprio questa: riuscire a mettere assieme i meccanismi e movimenti drammaturgici di 10 interpreti, almeno fino a quando - per esigenze narrative - non inizieranno ad assottigliarsi. Ma andiamo per ordine.

"Dieci piccoli negretti" è uno dei più famosi titoli di Agatha Christie, pubblicato in Italia e negli Stati Uniti con il titolo "E poi non ne rimase nessuno", il romanzo - un giallo praticamente perfetto! - perpetua il meritato successo nella letteratura di genere della sua autrice: più di 110 milioni di copie vendute. Ovvio che una tale popolarità, costante e addirittura crescente nel tempo, non potesse che abbracciare anche cinema, a partire dal film del 1945 di René Clair (seguito nel 1965 dall'eccellente opera di George Pollock), e in tv: non abbiamo dubbi nel segnalare l'innovativo adattamento visivo del 2015 di Craig Viveiros, per citare solo alcuni dei migliori esempi finora filmati. Non poteva e non doveva mancare il teatro, dove fu la sua stessa autrice a realizzarne la trasposizione, cercando di replicare il costante successo di The Mousetrap, altra sua opera perfetta, in scena nel West End a partire dal lontano 1952. Se capitate da quelle parti è stabilmente al ST Martins Theatre.

"Dieci piccoli indiani" (il termine "niger" scomparve nella pubblicazione USA perché veniva utilizzato in forma offensiva) è stato da sempre considerato un romanzo altamente innovativo. Agatha Christie infatti abbandona lo schema ordinato, logico e lineare, tipico del genere poliziesco, e crea una storia totalmente nuova e moderna sul registro dell’ossessione, della follia e della "truculenza" (per l'epoca). Scompare l’immagine cardine dell’investigatore che conduce l'indagine e viene introdotto il tema, ancora oggi sfruttatissimo, di un gruppo di persone costrette a vivere in uno spazio ristretto (niente a che vedere con i reality contemporanei), nell'angosciante attesa di essere probabilmente uccise ad una ad una, in un crescente montare di tensione. A fronte di tutta questa perfezione letteraria, sono stati vari i tentativi di aggiornare o rivisitare il racconto, mantenendo comunque fede alla struttura del noto romanzo, del quale non abbiamo intenzione di svelare altro, considerandone la mancanza di conoscenza come una gravissima lacuna da dover riparare quanto prima possibile.

Tutta l'azione, non potendo e volendo impazzire, si svolge nell'elegante casa dei Signori Owen, nella quale gli ospiti sono stati attirati e dove ad accoglierli hanno trovato una coppia di domestici. Tutti e dieci non hanno idea di chi siano gli Owen e scopriranno ben presto che il motivo per cui si trovano sull'isola è... basta così: se siete ancora in tempo andatelo a vedere in teatro, altrimenti il romanzo (o uno dei film, ma i finali potrebbero essere diversi) vi aspetta.

Ci troviamo davanti ad un bell'ambiente (le scene sono di Fabiana di Marco), tipicamente britannico e aristocratico, dove tutto è giocato sul filo della contrapposizione e del contrasto, la sottile linea di confine tra il bene e il male che sottende alla storia. Le statuette e la celebre filastrocca sono perfettamente al centro della scena e rappresentano a ragione l'undicesimo personaggio. Anna Masullo ha intrapreso la strada del rispetto e si approccia a cotanto testo facendolo scorrere con una minuziosa attenzione, da appassionata del giallo, puntando l'accento sugli incontri/scontri verbali dei personaggi indossati (bene!) dagli attori. In scena vediamo anime borghesi, eleganti (i costumi sono di Susanna Proietti) ed educate, in realtà offuscate dalle ombre nere del male. Il cast tutto concorre nel mantenere viva l'attenzione su un mistery che manca volutamente di velocità di azione per costruire, affidandosi alla recitazione, "l'attesa" per quello che poi fatalmente succederà. Cosa manca per un apprezzamento totale? L'impossibile visione in bianco e nero, ma prima o poi il teatro riuscirà ad eliminare la percezione dei colori, quando serve al racconto.

Ubik Produzioni e Teatro stabile del Giallo
presentano
E NON RIMASE NESSUNO
di Agatha Christie
traduzione di Edoardo Erba
con Mariano Rigillo e Anna Teresa Rossini
con Massimo Reale, Linda Manganelli, Mario Scaletta, Ruben Rigillo, Fabrizio Bordignon, Enrico Ottaviano, Francesco Maccarinelli, Giuditta Cambieri 
regia Anna Masullo
scene Fabiana di Marco
musiche Alessandro Molinari
disegno luci Marco Catalucci
costumi Susanna Proietti
capo costruzioni Diego Caccavallo
aiuto regia Flavia Marziali
assistente ai costumi Valentina Bazzucchi 
direttore di produzione Elisabetta Montemagno
ufficio stampa Alessia Ecora 
foto locandina Diego Buonanno
durata circa 140 minuti

giornalista
Nasco informatico e scontroso decenni fa, da meno anni sono anche giornalista e sempre scontroso. Di recente ho scoperto i social (ma non li ho ancora capiti).
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