"L'unica cosa di cui ti devi preoccupare è questa... Il boccino d'oro!" - diceva Oliver Baston al giovane Harry Potter (appena entrato a Hogwarts) - "Se l'acchiappi la partita è finita... Acchiappalo Potter e noi vinciamo!", da Harry Potter e la Pietra Filosofale, di (lo sappiamo che tutti lo sanno, ma se tra i nostri lettori ci fossero gli unici babbani ancora esistenti?) J. K. Rowling, 1997.
Moltiplicate il boccino per quattro, cinque volte e mettete al posto del maghetto Harry Potter il giocoliere Vincent De Lavenère. Invece, al posto di Oliver Baston (il capitano della squadra di Quidditch del Grifon d'Oro, ndr) mettete l'eccellente barocchista Eric Bellocq ed ecco realizzata una nuova forma di magia, non letteraria ma teatrale, dal titolo "Le chant des balles", spettacolo ma anche nome della Compagnia che Vincent de Lavenère, dopo gli studi al Centro Nazionale delle Arti Circensi (CNAC), ha fondato nel 1997, due anni dopo aver incontrato Eric Bellocq.
La similitudine forse è un po' azzardata, ma la performance del duo francese si può sicuramente assimilare a una vera e propria "magia" visiva e il fatto che De Lavenère abbia "acchiappato" tutti i boccini, ha sicuramente portato alla vittoria di applausi e di consenso per l'intero spettacolo. Al posto di usare le "scope" i due artisti francesi arrivano sul palco, a piedi scalzi, come "locomotive viventi" di un trenino di legno a dimensioni d'uomo, trainando cioè delle basi di legno con le ruote, sulle quali sono fissati dei paletti per reggere le sfere usate dagli artisti. Inizialmente i due sembrano la classica "coppia della panchina" alla Ale e Franz, anche dal punto di vista fisionomico: moro con i capelli corti De Lavenère, capelli grigi e lunghi per Bellocq. Al posto del giornale e delle battute hanno però in mano sfere e strumenti musicali, con cui creare una magica sinergia tra movimento e note, una simbiosi visiva e uditiva che diventa linguaggio drammaturgico.
Non ci sono parole, probabilmente non ce ne è nemmeno bisogno, perché in scena c'è il comprensibilissimo linguaggio della musica e dell'acrobazia che accompagna l'incontro e lo scontro dei "boccini", delle palline che appaiono e svaniscono dalle mani di De Lavenére, che da oltre vent'anni sviluppa una personale ricerca nella giocoleria musicale, portando i suoi studi nelle performance teatrali con le quali viene apprezzato, ovviamente non solo in patria.
"La giocoleria che amo praticare – dichiara spesso – si traduce in una scrittura visiva, spesso virtuosa, che si appoggia soprattutto su una musicalità originata dalla giocoleria stessa: respiro, voce e ritmo ne costituiscono i vocaboli principali. Questa giocoleria musicale si ripropone in tutti i miei spettacoli facendo spazio a una forma d’arte ancora sconosciuta".
Sarà anche sconosciuta, ma sicuramente viene immediatamente "riconosciuta" dal pubblico, che ha spesso esclamato "Ma come fa?", ha sorriso con le piccole gag silenziose (realizzate grazie anche all'eccellente mimica di entrambi gli artisti) e ha tributato un lungo e meritatissimo applauso al duo francese. Da vedere per continuare a giocare con la fantasia.
LE CHANT DES BALLES
giocoleria musicale
liutista Éric Bellocq
giocoleria Vincent De Lavenère
luci Laurent Queyrut
durata dello spettacolo 1 ora e 20 minuti circa








