La ciliegina sulla torta (recensione)

La commedia di Diego Ruiz, che firma anche la regia, è probabilmente una delle sue migliori opere

La ciliegina sulla torta
m&s - La ciliegina sulla torta (foto © media & sipario)

Premio Camera di commercio delle Riviere liguri: «Questa rappresentazione, con il doppio sold out registrato, è quella che ha attirato il maggior numero di spettatori in piazza Sant’Agostino. Ed è sempre eccellente la ricaduta economica della manifestazione teatrale sulle attività commerciali del paese», Festival Teatrale di Borgio Verezzi 2022.

Una coppia anticonformista gestisce un ménage familiare che per i canoni (ancora attuali) della società appare strano: Giulia (Edy Angelillo) è un avvocato di successo che ha “sacrificato” (le virgolette sono un obbligo) la famiglia per la carriera. Non sa neppure dove in cucina siano collocati bicchieri o piatti ed anche in ufficio non ha poi tutta questa memoria: in tribunale non ha rivali, ma la sua segretaria potrebbe chiamarsi Ortensia, Violetta, Rosa! Tanto deve solo organizzarle l'agenda, come a casa ad organizzare vita e a  badare al figlio Tommy (Luca Attadio) c'è sempre stato Filippo (Blas Roca Rey), misurato, ponderato, giudizioso. Un perfetto casalingo che in passato ha scritto favole per bambini e che nel cassetto, vicino al mestolo per la minestra, ha un romanzo da pubblicare il cui finale non lo convince e, probabilmente, non lo convincerà mai.

Filippo non è più un bambino, anzi, sta per tornare in Italia dall'America dove sta seguendo le orme materne studiando Legge. L’occasione è ghiotta: torna a casa per festeggiare il compleanno e non è solo. Con lui la “matura”, anzi “maturissima” fidanzata Cherry (Milena Miconi), italo americana rumorosa e appariscente che potrebbe, anzi ha!, l'età di Giulia. L'apparente emancipazione della famiglia sembra andare a rotoli, perché questa esuberante e prorompente “tardona” non è certo quella “ciliegina sulla torta - a dispetto del nome - che qualsiasi madre o padre sognerebbe per il futuro del proprio bello, bravo, intelligente e chi più ne ha più ne metta figlio. Chiunque, tranne che lei!

Ed è probabilmente questa la frase “chiave” di una pièce assolutamente nelle corde di autore che ormai conosciamo bene, Diego Ruiz, che firma anche la regia di un racconto che strizza l'occhio alle commedie americane garbate degli anni '60 dirigendo tre attori che non hanno bisogno di presentazioni e un giovane all'altezza della situazione (entrato in corso d'opera). Valore aggiunto la scenografia di Mauro Paradiso che costruisce per il quartetto uno spazio nel quale divertirsi e far divertire con una funzionale uscita sul giardino dal quale provengono luci del mattino o riflessi della sera per lo scorrere del tempo.

Un ritmo incalzante per circa un'ora e cinquanta con battute che si rincorrono come le palline di una partita a tennis giocata in doppio.
Cast convincente - e come potrebbe non esserlo - che non scivola mai nel volgare, anche nelle battute piccanti, rendendo così questa ciliegina adatta a guarnire la torta di ogni età, e neppure nel rischio di diventare una macchietta di sé stessi. Ruiz costruisce i personaggi cucendoli addosso agli interpreti enfatizzando, nel susseguirsi delle battute, sia le fragilità che i valori aggiunti di ogni ruolo.

Edy Angelillo dà voce ad una Giulia alle prese con i rimorsi di aver lasciato il ruolo di madre imposto dalla società e del sentirsi responsabile che il figlio stia scegliendo una donna più grande per compensare la sua assenza. Lotta in maniera ironica con la menopausa e nello stesso tempo ingaggia una “guerra” con la futura nuora pur imponendosi di accettarla. Roca Rey è un papà giovane, comprensivo e fin troppo tollerante con tutti che però riesce a far empatizzare con il suo essere un po' “naif”. La stessa Miconi, il cui personaggio è ovviamente caricaturale riesce comunque sempre a mantenere le distanze dal diventare ridicola. Probabilmente sia Ruiz che lei hanno visto più e più volte “My Fair Lady” (meraviglioso capolavoro del 1964 con Julie Andrews e Rex Harrison), perché Cherry in alcuni atteggiamenti ci ha molto ricordato l'Eliza Dolittle prima della “ripulita” da parte del suo pigmalione. La gomitata con la strizzata d'occhio è stato un tuffo tra i fiori di Covent Garden e anche un po’ nel doppiaggio italiano della Hepburn.

Si ride, e tanto, per tutto lo spettacolo e si rimane un po’ spiazzati dal finale. Quale? Ovviamente non lo sveliamo, vi diciamo solo che uscirete dal teatro con uno spunto di riflessione in più, o forse più di uno.

CARPE DIEM PRODUZIONI
presenta
LA CILIEGINA SULLA TORTA
di Diego Ruiz
con Edy Angelillo, Blas Roca Rey, Milena Miconi, Luca Attadio
regia Diego Ruiz
aiuto regia Manuela Perfetti
scenografia Mauro Paradiso
costumi Miriam Osman
direttore di scena Ludovico Nardocci
audio Calogero Puleo
luci Diego Tacchi
produttore esecutivo Giuseppe Magagnini
amministratore Romolo Passini
organizzazione Ersilia Rocchi
distributore Mentecomica
per gli abiti di scena si ringrazia Baggiani Store
riconoscimenti Premio Camera di commercio delle Riviere liguri
durata due atti di circa 1 ora e 50 minuti

giornalista
A 25 anni volevo lavorare nel mondo del Teatro. Ora ne scrivo con la stessa passione di allora, facendo molte incursioni nell'arte e meno nella musica.
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