Sarà capitato anche a voi di innamorarvi. Sarà capitato anche a voi di innamorarvi talmente tanto da non capire più nulla. Sarà capitato anche a voi di vedere questo amore finire e trovare, al posto di questa enorme presenza che vi colmava il cuore una profonda voragine che per fortuna si è riempita con la dolcezza di una figlia. Sarà capitato anche a voi di salire su un palco davanti a centinaia di persone e parlare, con una verve irriverente e politicamente non corretta delle proprie esperienze… Ah no, quest’ultima cosa forse a tutti non è capitata. Almeno non ai nostri lettori che utilizzano gli spazi teatrali solo accomodandosi sulle poltroncine ed assistendo magari alla performance di Teo Mammucari che, per il suo One Man Show “scomoda”, per il titolo, nientedimeno che la prima fase del brano “Zum zum zum” cantato da Sylvie Vartan e Mina.
Nulla però è riconducibile alla canzone, neppure la chitarra che, sul suo lato destro, campeggia sul palco e che Teo (visto lo spettacolo, eliminare le distanze ci viene normale ed usiamo il nome di battesimo) purtroppo imbraccia solo sul finale per dare vita ad un siparietto musicale che si rifà, sì alla trasmissione televisiva “mascherata” da lui peraltro vinta, ma anche e soprattutto all’imitazione ormai nota di Pupo, cantante amico, che peraltro gli riesce splendidamente. Teo però, nella sua irriverenza, polemica, atteggiamento sicuramente non politically correct, non imita il fraterno amico cantante, bensì molti colleghi con i quali nel tempo si è interfacciato.
Maria De Filippi, con il suo ribollio da caffettiera – ma non l’ha detto lui, l’ha detto Gerry (Scott ndr) - ed anche il marito Costanzo (“Ve lo immaginavate quando parlavano? Non capivo niente se parlava uno, figuriamoci tutti e due e tra loro”); Milly Carlucci che con solo con le parole ma con dei “numeri” scritti sul contratto è riuscito a convincerlo a partecipare ad una trasmissione dove si ballava: “Un’esperienza che mi ha sicuramente “arricchito…” scherza Teo.
Due ore abbondanti di show ma anche di vita, romanzata o meno. Dall’incontro con la madre di sua figlia (una ragazza bellissima, nella performance da noi applaudita anche sul palco per un saluto insieme al papà) alla conseguente conoscenza della famiglia “allargata” brasiliana di lei, alla vita dispendiosa di uomo innamorato che vuole non solo fare bella figura ma anche e soprattutto riuscire a far conoscere l’Italia vera ad una straniera. E che si rende conto che l’italiano medio è spesso proprio come lo descrivono se visto con gli occhi dell’altro/a perché Roma, con i suoi taxi e gli amici di sempre non sembrano proprio uguali ai parenti di lei.
Ci si riconosce sia nella persona innamorata (uomo o donna è indifferente) che negli amici che descrive, anche quelli che gli stanno accanto quando la storia d’amore finisce e l’uomo innamorato diventa ad un tratto senza stimolo alcuno, soprattutto separato dagli affetti più cari che ha.
E’ ormai parte integrante dello spettacolo infatti anche un momento dal registro meno comico, anzi, molto serio. E’ quando Teo racconta di aver scritto in camerino, in maniera molto veloce ma sentita, il monologo poi “recitato” (anche se il verbo è sbagliato) durante la trasmissione che lo ha visto protagonista per molto tempo (le Iene ndr): "Dunque, quando due persone che hanno un figlio si separano si soffre sempre, perché è difficile in quella situazione dare il meglio di sé. Io sono stato travolto, avevo meno sicurezze di lei e molte più paure perché 'la mamma è sempre la mamma', ma anche un padre è sempre un padre mi ripetevo, ma non suonava altrettanto bene".
"Non ho visto mia figlia Jiulia (…) e una volta mi ha detto 'papà è colpa mia se non ci fossi stata io non avresti avuto questi problemi'". "Eh no, amore mio, no, tu non sei il problema, sei la mia forza. Ecco è lì che ho capito che quando ti separi non devi pensare ai tuoi problemi, devi pensare ai figli, è solo così che puoi essere un buon genitore, io cerco di esserlo tutti i giorni, anche grazie alla mamma che dopo quei tre anni in Brasile ha capito che non poteva essere una buona madre negandomi la possibilità di essere un buon padre, non tutte hanno la sua sensibilità, lo capisco, non tutti hanno la mia fortuna, ma a tutti i papà voglio dire: non cercate rivincite, non pensate ai vostri problemi, pensate ai vostri figli".
In sintesi cosa possiamo dire di Teo? Che come ha artista ha la capacità di parlare in maniera normale. Certo, in maniera anche polemica! Certo, in maniera anche irriverente! Certo non può piacere a tutti… Ma chi in fin dei conti piace a tutti?
TEO MAMMUCARI
in
Sarà capitato anche a voi
scritto e diretto da Teo Mammucari
produzione Spettacoli Pro
distribuzione Jam Production e CE Agency
in collaborazione con Spettacoli Pro
durata 120 minuti circa








