Si apre il sipario e ci troviamo di fronte a 5 persone che eseguono "mute" gesti apparentemente senza senso. La voce fuori campo descrive i personaggi e le loro personalità: le due signore sono una ricca e agé organizzatrice di eventi (Paola Migneco) e una più giovane ed esuberante avvocato (Valentina Marziali); i tre uomini, invece, sono un astioso professore universitario (Andrea Ruggieri), un economista estromesso dalla stessa università (Alberto Caneva) e un piccolo uomo politico locale (Stefano Quatrosi). I loro abiti eleganti, l'importanza della casa e la discreta presenza di un distinto maggiordomo (Raffaele Castria) ci chiariscono immediatamente il livello sociale dell'ambiente e degli ospiti.
Rendendo omaggio (e doveroso tributo) all'inarrivabile Signora del Giallo - vedi Dame Agatha Christie (15.09.1890 - 12.01.1976) - e a uno dei suoi tanti capolavori (E non rimase nessuno), la vicenda si dipana con il primo e inevitabile delitto: la folgorazione del domestico (e di conseguenza dobbiamo toglierlo dalla lista dei sospettati, ma solo se la sua morte sia reale e non simulata) e il conseguente terrore che abbraccia i cinque malcapitati, impossibilitati a lasciare il maniero per non correre il rischio di cadere vittime delle trappole mortali disseminate per tutta la casa. Per loro fortuna corre in soccorso Scotland Yard, sotto le forme di Arturo Kovalsky (Gigi Palla), sui generis ispettore a metà via fra l'Ispettore Clouseau e il Tenente Colombo, sostituendo all'impermeabile un cappotto leggero in tweed, ma mai fidarsi degli eccentrici.
Definiti i personaggi, al pubblico del Teatro Stabile del Giallo non resta che impegnarsi per risolvere il giallo interattivo di questa stagione 2024/2025, al suo terzo ritorno in scena, almeno in questo cartellone (non abbiamo notizie, anche se abbiamo provato a indagare, sul prossimo). Gli attori giocano dal palco e chi siede in platea si presta volentieri alla partecipazione, riempiendo una scheda distribuita all'ingresso dal cortesissimo personale, affrontando i quesiti in due maniere: provare a risolvere, indicando assassino, motivazioni e conclusione o scrivere divertenti assurdità (esempio: non sono stato io), che suscitano ovviamente ilarità e commento del narratore/regista, nel frattempo resuscitato, come solo in teatro può accadere.
Se siete cresciuti a pane, nutella e romanzi di Agatha Christie è probabile che riuscirete a venire a capo di parte dell'intreccio (se non tutto). Noi non ci siamo riusciti, ma a onor del vero non ci siamo nemmeno impegnati troppo, perché avremmo dovuto concentrarci maggiormente sui particolari e rinunciare a godere di quello che uno spettacolo teatrale - di questo genere - dovrebbe sempre offrire al suo pubblico: due ore da passare con piacevolezza, uscendo poi dalla sala con il sorriso di chi sa di aver impiegato bene il proprio tempo. Non abbiamo indovinato chi fosse l'assassino? Poco male, ci sarà modo e altre indagini teatrali per poter recuperare, oppure no. Nel frattempo, ci facciamo un appunto mentale, daremo di nuovo un'occhiata a Dieci Piccoli Indiani, che non fa mai male, e leggendo il romanzo ci interrogheremo su quanto sia difficile nel XXI secolo riuscire a elaborare un giallo deduttivo totalmente originale, visto che ha già scritto tutto "Lei".
Teatro Ciak
Teatro stabile del Giallo
presentano
WEEKEND CON DELITTO
di Michele Montemagno
con Alberto Caneva, Raffaele Castria, Valentina Marziali, Paola Migneco, Gigi Palla, Stefano Quatrosi, Andrea Ruggieri
regia Raffaele Castria
musiche Alessandro Molinari
costumi Valentina Bazzucchi
disegno Luci Marco Catalucci
aiuto regia Leonardo Caneva
assistente di Produzione Giulia Soleo
ufficio stampa Alessia Ecora
locandina Diego Buonanno
durata due atti di un'ora e 40 minuti, esclusa lettura schede e premiazione








