Peter Falk è il Tenente Colombo

Tenente Colombo, mi scusi, ma ho un'ultima domanda: dove ha messo il mio impermeabile nuovo? Lo chieda a sua moglie

immagine di un disegno raffigurante il tenente colombo con cane
m&s - il Tenente Colombo con Cane (disegno di Beatrice Ceci)

Inseparabile dal suo capo di abbigliamento perennemente sgualcito, il tenente della polizia americana più amato della tv non conosce sofferenza d'acume o calo di ascolti, praticamente da sempre. Anche noi siamo tra coloro che (ri)vedono e rivedono in sequenza o meno le serie, preferendo le "classiche" (1 + 7) alle ultime (in totale il canone è composto di 10 stagioni, realizzate dal 1968 al 2003). In Italia i telefilm sono proposti dai canali Mediaset (per la precisione Rete 4 e Top Crime). In Inghilterra il canale 5 USA dedica al nostro (in originale il personaggio si chiama Columbo, con la u) una maratona domenicale che si guarda magari anche distratti da altro, ma sempre con molto piacere.

Forse perché la violenza è praticamente inesistente (escludendo ovviamente l'omicidio iniziale, ma del quale vengono risparmiati i particolari più crudi); forse perché siamo da sempre affezionati a Peter Falk (purtroppo scomparso il 23 giugno 2011, dopo alcuni anni di sofferenza per la malattia che lo aveva costretto a lasciare anzitempo le scene); forse perché, escludendo pochi episodi meno riusciti (su cui sorvoliamo), ci troviamo di fronte ad uno scontro tra intelligenze, con da una parte l'assassino e dall'altra un ometto dai modi molto garbati, ma abbinati alla caparbietà del mastino che si "accolla" al colpevole fino alla sua inevitabile confessione: e chi non lo farebbe? Insomma, ci sono tanti motivi perché ci si incolli allo schermo per il "Columbo" (questo il titolo originale della serie) frutto dell'inventiva di Richard Levinson e William Link, i due autori televisivi papà anche degli "Ellery Queen" con Jim Hutton e dell'inossidabile Jessica Fletcher (Angela Lansbury) aka "Signora in giallo", palesemente ispirata alla Jane Marple di Agatha Christie, della quale non erano riusciti ad ottenere i diritti.

Ma tornando al nostro simpaticissimo tenente della squadra omicidi di Los Angeles, è innegabile la riuscita innovazione messa in "soggetto" dai due creatori: ribaltare il classico concetto del giallo deduttivo di matrice britannica, presentando al pubblico il colpevole fin dalle prime battute, seminando piccoli e inconsistenti indizi (dopo la terza o la quarta volta che si vede lo stesso telefilm si notano di più) che il nostro tenente, invece, percepisce fin da quando non viene chiamato sulla scena del crimine. A questo punto, quando Colombo ha già chiaro chi sia il colpevole, attraverso il suo particolare (e asfissiante) metodo investigativo costringe lo spettatore a provare pena per la vittima, pardon omicida, per quanto ne diventi un pungolo ossessivo, ovunque presente, trasportato dalla sua Peugeot 403 del 1959 (targa 044 APD), spesso accompagnato dal basset hound "Cane" (la sua prima comparsa in "Concerto con delitto" del 1972), il mezzo sigaro perennemente in bocca, l'impermeabile di ordinanza, alla perenne ricerca di un lapis per trascrivere su di un taccuino le sue preziose e intelligenti elucubrazioni. Poche le pause nel corso delle investigazioni sul caso: spesso per gustare l'amatissimo chili. In lui lo spettatore può identificarsi facilmente e può condividerne i successi e la grande umanità (come dimostra evitando di accusare Janet Leigh in "L'ultima diva"). Non ha bisogno di suonare il violino o fumare la pipa, non ha bisogno nemmeno di farsi crescere i baffetti e di impomatarli di brillantina. E' sufficiente che si metta una camicia non stirata.

Preceduto, nel 1962, da un passaggio teatrale in tre atti (ringraziamo Gianluca Ramazzotti per avercelo fatto notare), basato su Prescription Murder, con Joseph Cotten (Dr. Flemming) e Thomas Mitchell (Colombo), nel 1968 approda alla televisione americana, dal 1977 anche in Italia (con un passaggio precedente - nel 1974 - su Tele Capodistria). Da qui in poi il successo della serie non conosce cedimenti, ha uno zoccolo duro di spettatori, tra i quali chi sta scrivendo questo articolo, che apprezzano maggiormente la prima parte (dal 1968 al 1978), con il protagonista ancora giovane: nei primi film aveva 41 anni, ma si era fatto già ben notare come caratterista in "Angeli con la pistola" (1961) di Frank Capra e "La grande corsa" (1965) di Blake Edwards, interpretando in entrambi i casi l'italo-americano Carmelo, malgrado le origini ebraiche (da notare che nel secondo caso sia stata una libertà italiana). Nella serie il "nostro" tenente non nasconde mai le origini nel nostro paese, di cui è orgoglioso e se necessario riesce anche ad esprimersi nella lingua dei suoi avi ("Vino d'annata" di Jonathan Demme).

Lunghissima la serie di attori celebri, ma disponibili ad interpretare l'assassino per divertirsi - loro e noi - a farsi letteralmente tormentare dal tenente, con un'incursione anche di una star della musica, Johnny Cash ("Il canto del cigno"), un passaggio eccezionale londinese ("Scacco Matto a Scotland Yard") con colpevole addirittura una Bond Girl (Honor Blackman), rimanendo in tema verrà smascherato anche un Blofeld (Donald Pleasence), ma la lista dei villain è sicuramente importante. Divertente la partecipazione di Mickey Spillane, il papà di Mike Hammer (investigatore privato agli antipodi di Colombo), nell'episodio "Un killer venuto dal Vietnam".

Dello stesso tenore l'elenco di registi che hanno diretto i telefilm, ma evitiamo la sterile sequenza di nomi, ci limitiamo a citare Steven Spielberg. Non tutti sanno, invece, che inizialmente il personaggio non si doveva chiamare Columbo, ma Fisher (venendo quindi a mancare la caratteristica italiana) e che Peter Falk sia stato la terza scelta della produzione, dopo aver ricevuto la rinuncia di Lee J. Cobb e Bing Crosby, già impegnati in altri progetti. E anche che il famoso impermeabile apparteneva veramente all'attore (così come tutto il primo outfit) e venne mantenuto sul set dal 1968 al 1992 (anche se nell'episodio "L'illusionista" la Signora Colombo proverà a convincere il recalcitrante marito ad indossarne uno nuovo). E per concludere, nell'episodio "La pistola di madreperla" il tenente mostra il tesserino di riconoscimento e si riesce a leggere il suo nome: Frank.

I protagonisti della serie (premiata negli anni con candidature agli Emmy e al Golden Globe) sono oramai tutti scomparsi, l'autore William Link alla fine del 2020 a 87 anni, di loro rimane il patrimonio artistico che continuerà a farli sentire vicino a noi. Ci rimane il cruccio di non aver potuto conoscere la Signora Colombo o il celebre cognato (ma anche il nipote). A tutta la famiglia va il nostro ringraziamento e una promessa: nel caso in cui si senta sola o abbia bisogno di portare fuori "Cane" o voglia far fare il tagliando alla Peugeot, noi siamo tutti disponibili. Non deve fare altro che chiamarci.

giornalista
Nasco informatico e scontroso decenni fa, da meno anni sono anche giornalista e sempre scontroso. Di recente ho scoperto i social (ma non li ho ancora capiti).
Change privacy settings